Inferno 2021 di Emiliano Pellisari e Mariana P

Inferno 2021 NoGravity Dance Company
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Geniale. Semplicemente geniale. Accolti dalla musica ossessiva, dalle percussioni, dai sintetizzatori, i ballerini sembrano uscire dalle fiamme dell’inferno.
Rimaniamo spiazzati, spaesati. Non riusciamo a comprendere come sia possibile dare vita alla magia, a quella magia che Emiliano Pellisari e Mariana P riescono a realizzare con le loro coreografie, con il loro Inferno 2021 (Dante’s Hell).

In scena ci sono corpi che sembrano lievitare nel vuoto, sospesi nell’aria sconfiggono le leggi della fisica. Per il loro Dante, per il loro Inferno, le regole non valgono. Non valgono le regole dei corpi, non valgono le regole della gravità, non valgono le regole estetiche comuni.
Quei corpi sono di una bellezza da urlo, soffusi di un sottile erotismo sono di una bellezza impareggiabile. Lievitano, volano, con grazia, con forza, con leggerezza. Eppure osservando bene si scopre che ci sono due mondi, quello che viene interpretato a terra sul palco e quello che viene rappresentato nell’aria. Da una parte la leggerezza e l’ineffabile, dall’altra la fatica, lo sforzo fisico, l’attenzione, la capacità di aver dedicato una vita intera all’arte della danza, all’arte del teatro.

Inferno 2021
Inferno 2021 La caduta degli angeli NoGravity Dance Company

Da questa dedizione nascono grovigli di corpi, accarezzati, blanditi, sottolineati, dall’uso accorto delle luci.
Il sottile velo di acqua sparsa sul pavimento aiuta gli artisti ballerini a scivolare, a rendere ancora più plastica la loro performance in cui si mostrano nel loro splendore fisico. Si lanciano, scivolano, sorprendono, costruiscono edifici umani improbabili. Tutto è un condensato di poesia, di genialità, che coinvolge, che lascia il pubblico senza fiato.

Nulla è lasciato al caso. Tutto è legato al talento, alla creatività della regia, della coreografia, all’accurata scelta di suoni, musiche e luci. Impeccabili e talentuosi i giovani artisti guidati dalla bravissima Mariana Pellisari, regina di espressività, tecnica, e capacità acrobatica. È vestita di nulla, la sua maschera di biacca e strisce nere rende il suo volto ancora più ieratico ed espressivo.
L’acqua si mischia al sudore dei corpi che viene spremuto nei settantacinque minuti di spettacolo che non concede soste né ai ballerini né al pubblico.
In scena c’è l’inferno, ma per noi spettatori è il paradiso, il paradiso che si incontra quando c’è la bellezza, quando c’è un viaggio come quello di Dante, un viaggio umano, un viaggio iniziatico, verso il sacro.

Ecco. Emiliano e Mariana riescono a mettere in scena il viaggio. Forse l’unico viaggio che meriti veramente la pena di essere intrapreso. Il viaggio dell’uomo verso l’uomo. Fino al suggestivo finale in cui il diavolo con le sue ali da pipistrello appare sulla scena rappresentato da quella che è una possente torre di carne umana dove i ventagli imitano e diventano le ali di Lucifero.
Tutta questa bellezza è frutto di studio, di applicazione, di ricerca. Anche di quella che il regista ha condotto durante questi due anni di pandemia. Vissuti come lui stesso ci ha confermato non alla ricerca di prebende, ristori, ma applicandosi in uno studio continuo, in una riflessione sulla propria arte. Possibilità questa non per tutti, data dal suo essere presente sulla scena internazionale, dall’avere sufficienti fondi per reggere l’urto di due anni a palcoscenici chiusi. Questa la risposta data prima dell’inizio dello spettacolo. Quando il regista ci ha dedicato le sue attenzioni con estrema cordialità e partecipazione. Aggiungendo che per creare ci vuole talento altrimenti non vai da nessuna parte, ma che sul talento bisogna lavorarci.
Che di talento si possa parlare per questo spettacolo è fuori da ogni discussione, talento della compagnia No Gravity nel suo insieme e delle singole individualità.
Come al solito non paghi dello spettacolo e delle battute iniziali alla fine della rappresentazione abbiamo posto ancora ulteriori domande.
Chi è Emiliano Pellisari?
Io sono un caotico perché dio mi ha dato questo. Sono un carattere caotico però poi dio mi ha costretto a essere un super organizzatore. È paradossale. Io ti do un carattere caotico, disordinato, smemorato, privo di concentrazione, dopodiché ti faccio fare un mestiere dove tu devi essere organizzato, ragioniere, fare i bilanci di fine anno, amministrazione e finanza.

Devo ammettere che oltre al talento Emiliano Pellisari è dotato anche di una simpatica ironia.
Sai qual è la parte più bella del tuo spettacolo?
Dimmi un po’!
Quella che tieni in braccio.
Lo dico riferendomi al bimbo profondamente addormentato spaparanzato in grembo al padre.
Questi piccoletti qui mi hanno dato quello che si chiama felicità, e che nella mia vita non conoscevo essendo io un uomo estremamente malinconico. Questo sin da bambino. Quando la maestra mi chiese
– Che cos’è la felicità?
– Guardi maestra la felicità non so che cosa sia. Ci sono brevi momenti di piacere. Ma felicità è una parola grossa.

Invece i piccoletti effettivamente mi hanno dato una completezza che a me, maschio col testosterone, maschio alfa, mancava.

Inferno 2021, NoGravity Dance Company
Inferno 2021, I dannati. NoGravity Dance Company

Quanti anni ha?
Questa bestiolina quattro. Poi ce n’è uno di due anni e una di sette.
Nel tuo spettacolo c’erano anche Paolo e Francesca?
Sì c’erano anche Paolo e Francesca. Nel finale i ventagli che vedete sono le ali del diavolo. Dante descrive il diavolo come una grande torre con delle ali di pipistrello. Ci sono i giganti come Nimrod, e gli altri del lago Cocito. Queste torri umane sarebbero i giganti. Poi c’è Caronte che viene citato direttamente. Poi c’è Dante Alighieri, e io lì ho messo una donna.
Dante è interpretato da Mariana che è anche tua moglie.
Sì è diventata mia moglie.
Fortuna o sfortuna?
Tutte e due. Lei ha avuto una grande fortuna perché con me ha trovato l’arte che non aveva, una compagnia, una casa artistica, un marito fedele, un padre dei suoi figli. Non mi sembrano dettagli. Un uomo che ti dice sei incinta va bene lo prendo, e la seconda volta ti dice va bene ci sto non è proprio così ovvio, soprattutto per un artista, che può perfettamente dirti no cara è solo un anno che ci vediamo. Quindi in questo senso è stata una fortunata. La sfortuna è quando si ha un pessimo carattere.
Lei?
Io.
Ti presenti con questa bonomia però oltre al genio deve esserci qualche cosa d’altro.
Guarda non so esattamente. Voglio andare in terapia quest’anno. Per la prima volta in vita mia lo penso. Credo di vivere una vita che è come avvolta da una nebbia, in cui ho dei paletti ma fondamentalmente vedo solo la mia arte. Credo di essere stato molto distratto in tutto il resto della mia vita, nell’amicizia, negli amori, in tutto. Anche con i figli. Non mi è chiaro il perché io sia un uomo insopportabile. Perché di per sé faccio azioni assolutamente corrette, e sono un uomo profondamente corretto. Dunque non saprei dirti nei fatti dove sbaglio, sicuramente nei modi.
Coreografia?
Mia e di Mariana insieme. Lavoriamo insieme.
L’idea degli specchi te la ruberanno sicuramente. Te l’hanno già rubata?
Mi hanno rubato un sacco di coreografie. Moses Pendleton dei Momix negli ultimi anni ha saccheggiato i miei spettacoli. Con Alice ha proprio saccheggiato. Premesso che Moses Pendleton è un genio, i Momix sono meravigliosi, però negli ultimi anni ha saccheggiato le mie coreografie. Fino ad arrivare a cose indecenti come su Repubblica e sul Venerdì di Repubblica dove negli anni passati hanno messo le mie foto con il nome di Moses Pendleton. Siamo arrivati veramente al paradosso.
Abbiamo iniziato la nostra chiacchierata con tecnica, espressività, e doti acrobatiche. Questo è quello che cerchi dei ballerini quando fai i provini. Nello spettacolo le ho trovate tutte e tre. Il gioco di specchi fa sembrare tutto senza gravità. Poi se guardi i ballerini sul palcoscenico e noti la tensione muscolare, la fatica, il controllo, la concentrazione sembrano due spettacoli diversi.
Perché è una anamorfosi. Quella che nel Rinascimento si chiamava anamorfosi. Per esempio nei quadri loro mettevano per terra quelle che sembravano delle macchie. Invece riflesse negli specchi vedevi che c’erano delle figure vere proprie. Nello spettacolo è la stessa cosa. Per terra tu non vedi nulla di particolarmente interessante. Vedi un groviglio di corpi ma riflessa nello specchio vedi invece una bellissima immagine. È proprio la tecnica dell’anamorfosi. È come se fossero due mondi paralleli e devi lavorare contemporaneamente su due mondi paralleli. Questo è difficilissimo.

Inferno 2021 L'albero dell'Inferno NoGravity Dance Company
Inferno 2021, L’albero dell’Inferno. NoGravity Dance Company

Quasi come un’evocazione lunare ci raggiunge Mariana. Rivolgo a lei le mie attenzioni.
Complimenti grandissimo controllo del corpo.
Grazie.
Quanta fatica c’è?
La fatica viene quando si è giovani, non adesso che abbiamo una grande esperienza. Dopodiché c’è un grande lavoro di prova, di allenamento, per far sembrare che ci sia l’assenza di gravità, che è la nostra caratteristica, la nostra danza, e che è quello che il pubblico ama.
Con un colpo leggero scioglie lo chignon. Una cascata di capelli le inonda le spalle. Sono lunghi fino ai fianchi. È straordinaria nella sua figura filiforme, magra, atletica, di una bellezza classica che va al di là dei tempi attuali, che cerca corpi perfetti e irreali.
Quanti anni hai?
Quaranta.
Complimenti.
Grazie, grazie. Quaranta che oggi in scena si sentono tutti.
Hai tre figli, una bella famiglia, sei un artista internazionale.
Non mi posso lamentare della mia vita.
Quanto è complicato da gestire una famiglia come artista e come donna? Non dirlo ad Emiliano a lui non lo facciamo ascoltare.
Ha un sospiro di stanchezza pensando alle fatiche.
Tanto lo sa benissimo. Ce lo diciamo ogni giorno. È faticosissimo. Sento molto più leggera la vita in tournée, come sento molto più leggera la danza sul palco piuttosto che nella quotidianità Siamo donne artiste e siamo molto più a nostro agio in tour. Anche i nostri figli sono molto felice e siamo tutti molto più liberi.
Si adattano molto.
Loro sì. Adorano venire in teatro.
L’ho detto ad Emiliano e lo dico anche a te. La parte più bella dello spettacolo è quella.
Lo dico rivolgendomi al figlio che dorme. Sprofondato in un sonno assoluto in cui rumori e luci non sembrano arrivare. Il piccolo sembra essere nel suo mondo fatato, a proprio agio.
Questo è vero. Sì, sì.
Ha un sorriso pieno materno.
Prima era Dante, potente, travolgente. Adesso è la mamma che sorride davanti al proprio figlio. Incredibile come ogni volta sul palco questi meravigliosi attori riescano a dare corpo, voce, sangue, ai nostri incubi, alla nostra meraviglia. Straordinario come incontrandoli per le interviste riescano ad offrire la loro umanità nei dialoghi che ci mettono a disposizione.
A che ora vanno a letto i bimbi?
Dorme. Lui è già a letto. Aria, lei no. Lei mangia un pezzo di pizza e poi muore stecchita, perché lei fa la lezione online la mattina. Lei va in seconda elementare.
Quindi è rimasta la Dad perché voi siete in tournée e lei può continuare a fare lezione.
Esatto. Questa Dad mi ha salvato la vita. Lei è contenta. Ci svegliamo tutte le mattine alle 7:15 felici di questa possibilità.

Gianfranco Falcone

fino al 3 Ottobre al Teatro Menotti
Inferno 2021 (Dante’s Hell)
Produzione NOGRAVITY DANCE COMPANY
Una creazione di Emiliano Pellisari
Danzatori: Mariana/P(principal dancer), Eva Campanaro, Francesco Saverio Cifaldi , Giada Inserra, Leila Ghiabbi, Antonino Casile
Coreografia: Emiliano Pellisari e Mariana/P
Scene, costumi, luci: Emiliano Pellisari e  Marco Visone
Music designer: Mariana/P
Direzione tecnica: Marco Visone

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