Influenza 2020: preoccupazioni e nuovi vaccini

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Si era avuto già un primo approccio nell’ottobre scorso con l’apertura di una stagione influenzale che si preannunciava impegnativa per la popolazione.

Gli organi di stampa avevano riportato di una previsione di sei milioni di italiani a letto ed anche di una ventina di casi gravi diagnosticati come Severe Acute Respiratory Infection (infezione respiratoria acuta grave). Si era reso necessario, per alcuni, il ricovero in terapia intensiva e per quattro dei casi sotto osservazione si era dovuto rilevare anche il successivo decesso.

La responsabilità era assegnata al virus di tipo A H1N1 ed anche H3N2 ma vi erano anche altri sottotipi non classificati appartenenti sempre al virus di tipo A. I vaccini disponibili in Italia sono di tipo trivalente e quadrivalente, aiutano ad immunizzarsi rispetto a 2 virus di tipo A (H1N1 e H3N2) e un virus di tipo B il trivalente, un ulteriore virus di tipo B il quadrivalente.

Il quadro influenzale, come da previsione per la ripresa scolastica di gennaio, ha subito la solita impennata che indicava in circa due milioni di contagiati in Italia con proiezione verso i tre milioni. Nella seconda settimana di gennaio il bollettino settimanale InFluNet [1] dell’Istituto Superiore di Sanità riporta 374.000 nuovi contagi che faceva salire a 2.268.000 gli Italiani colpiti con 6,2 casi ogni 1000 assistiti. Per chi ne è colpito i sintomi sono sempre gli stessi: tra tosse, mal di gola, raffreddore, febbre anche fino a 40°c, dolori alle ossa e muscolari, nausea, vomito, diarrea, i disagi non mancano soprattutto quando se ne sommano più d’uno tra quelli indicati.

Le raccomandazioni: no antibiotici in assenza di complicazioni e usare antipiretici in accordo con medico curante, lavare spesso le mani specialmente dopo aver frequentato luoghi pubblici, non toccare il viso, coprire bocca e naso quando si tossisce o starnutisce, uso di materiale usa e getta per nettarsi il naso, coprirsi in maniera adeguata, bere a sufficienza, e non fare gli eroi se influenzati per non peggiorare la propria situazione e per non diffondere un contagio che già è molto preoccupante fin dalla partenza dell’epidemia.

Il virus di tipo A è il maggior responsabile quando ancora il picco dovrà essere raggiunto presumibilmente tra fine gennaio ed inizio febbraio. Le preoccupazioni però giungono dalla considerazione che i ceppi antivirali che sono compresi nei vaccini nascono da una precedente preparazione che utilizza uova di gallina per far crescere il virus. In più, troppo spesso, mutazioni dei ceppi considerati, non sono comprese nelle dosi vaccinali in commercio perché all’atto della preparazione dei vaccini è difficilissimo prevedere quale ceppo ed eventualmente quale mutazione dello stesso può esser responsabile dell’epidemia. In aggiunta alcuni soggetti, a sensibilità accertata verso le uova, non possono essere vaccinati con la stessa tranquillità degli altri a meno che non si accerti e ci si faccia carico che le manifestazioni allergiche a cui si andrebbe incontro siano sopportabili e poco rischiose.
La produzione del vaccino dovrà essere effettuata, per evitare contaminazioni, ceppo per ceppo, per poi completare, mescolandoli insieme, l’assemblaggio prima dell’immissione in commercio.

Nel mentre l’influenza da noi è in pieno sviluppo, giungono dal mondo notizie allarmanti la cui entità non è prevedibile al momento. Già in dicembre la comparsa di un preoccupante coronavirus probabilmente dal mercato di animali vivi di Wuhan in Cina. La preoccupazione immediatamente successiva di un veicolo di contagio ancora maggiore per gli spostamenti che in Cina coinvolgono milioni di persone a causa del capodanno lunare che si festeggia in questo periodo. Non aiuta in tranquillità la riflessione che il contagio è dovuto a coronavirus simili a quelli che causarono la Sars che fu responsabile tra il 2003 e 2004 della morte di circa 650 persone tra Hong Kong e Cina. La situazione attuale riporta la diffusione del virus ancora una volta verso Hong Kong con manifestazioni di polmonite in quell’area e l’approdo successivo in Thailandia e Giappone ma finanche due casi rilevati a San Francisco. Tutti questi contagi hanno la provenienza da Wuhan in comune. Al momento si parla di basso rischio per l’Europa. A questa notizia però se ne aggiunge un’altra molto più preoccupante dell’ultim’ora: il coronavirus si trasmette da persona a persona come indicato da esperti della National Healt Commission cinese. Avrebbe già infettato circa 1700 persone delle quali 3 sono decedute. L’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) ha convocato per il 22 gennaio il comitato di emergenza per valutare la situazione in riferimento al nuovo agente virale. Per il nostro paese c’è da considerare che è attivo un volo diretto Roma Whuan cosa che, si presume, comporterà l’adozione di immediate procedure di sicurezza.

Le preoccupazioni maggiori arrivano dal fatto che, malgrado le nanotecnologie abbiano fatto passi da gigante, i vaccini in commercio hanno ancora la loro produzione su uova di gallina infettate che, per definizione, non possono garantire disponibilità veloci di vaccini verso nuovi virus oppure verso derive di quelli esistenti. A questo proposito si ha notizia di un’azienda con sede tra gli Stati Uniti e Svezia, che ha ottenuto un percorso velocizzato dalla FDA per l’eventuale messa in commercio di un nuovo vaccino che si fonda su nano particelle ricombinanti (2). Il nuovo prodotto, che potrebbe essere disponibile entro il 2020 e godrebbe anche dell’efficacia di un adiuvante a base di saponina, il Matrix-M, potrebbe indurre immunizzazione verso una ampia gamma di sottotipi della famigerata influenza A H1N1 e H3N2. Gli adiuvanti nei vaccini hanno il compito di migliorare qualità ed entità della risposta immunitaria agli antigeni considerati.

Se il prodotto nella sperimentazione di fase3 velocizzata, o prodotti similari, dovessero avere presto le necessarie autorizzazioni al commercio, vorrebbe dire che sono state valutate positivamente tutte le attese maturate in anni di studi e ricerche ed anche che le epidemie in atto in questi giorni potrebbero fare meno paura.
Emidio Maria Di Loreto

[1]
[2] https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0264410X17310885

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