Intensa ed incantevole Eleonora Betti in concerto

history 4 minuti di lettura

A Roma ospite di “Accenti. Itinerari in musica”, sul palco al pianoforte Eleonora Betti, giovane cantautrice aretina di nascita, romana e londinese d’adozione, accompagnata da Tiziano Natale alla chitarra acustica e elettrica.

A un anno dall’uscita dell’album di esordio Il divieto di sbagliare (ed. Radici Music Records) Eleonora ci conduce nella sua musica, iniziando col raccontare che per un piccolo incidente Gino Binchi, il terzo elemento del trio, non sarà presente stasera e dunque dovremo rinunciare all’ascolto delle percussioni. In compenso saluta l’arrivo di due ospiti d’eccezione, Alessandro D’Alessandro ed il suo organetto ed accende nuove aspettative su una serata che si prefigura sorprendente.

Come un viaggio dentro l’animo umano, tra il fantastico e il reale, i brani narrano il mondo visto con la lente di Eleonora, la sua voce ci guida con grazia acuta, incantevole e disincantata al tempo stesso e si riflette nelle sue canzoni, tra sogni, storie di uomini perduti sulla luna, conigli bianchi da seguire, perdendoci, invece di dedicare ascolto a chi abbiamo accanto, nella continua ricerca di evitare errori, che finisce con l’imprigionarci, diventando rinuncia alla vita stessa.

 

Parole e musica che arrivano, intensi, profondi, suadenti.
La voce di Eleonora Betti è come un’onda dolce, che ci culla ed al contempo come una sorgente fresca e spumeggiante di spinta elegante all’autodeterminazione. Un’interpretazione cristallina, la sua, in cui tutto suona limpido e trasparente e scivola potentemente leggero a raggiungere le profondità di chi ascolta, in una perpetua ricerca d’armonia.
Una ricerca che la cantautrice desidera condividere con il pubblico e che ci accompagna, partecipi, in una serata intima, tra echi di fado e di ballate, ispirazioni pop, folk e jazz, in una sintesi insieme classica e rock, tra armonie meditative, sequenze di suoni ascendenti, quasi note di un arcobaleno che torna ad illuminare il cielo dopo ogni tempesta, col colore che vince il grigio delle nubi e annuncia ancora una volta il ritorno del sereno.

Canzoni, odi, alla vita vissuta davvero, avvertita dai pericoli di congelamento emotivo che corriamo quando siamo portati ad elevare le nostre esperienze, emozioni, sentimenti alle rarefatte atmosfere di un oltremondo fantastico, il solo deputato alla rappresentazione del nostro mondo interiore diffuso tra linee fluttuanti di stati d’animo.

Esperienze di una attitudine contemplativa che, inevitabilmente, si smarrisce e dolorosamente torna a sé, tra la labilità e la vanità di ogni bellezza e di ogni bene quasi a sfidare quella debolezza della volontà che, per il divieto di sbagliare, non ci consente di volere veramente ciò a cui nel nostro intimo più profondo davvero aspiriamo.

Testi lirici, in cui risuona l’appartenenza alla cultura della terra di Toscana di Arezzo e di Petrarca, in un linguaggio colto e selettivo, mai troppo personale o contingente, a cantare un invito a sperimentare i propri sogni, lasciandosi vivere con naturalezza, prendendo dei rischi, pronti a soffrire e a fallire pur di cercare di realizzare ciò che più desideriamo.

Naturale l’affettuosa sintonia sul palco con Alessandro D’Alessandro, con cui Eleonora interpreta una toccante versione di Maremma amara e nel finale, di nuovo insieme, un’altra chicca, un’inedita versione di 40 volte per voce, pianoforte, organetto con, sempre alleata, la chitarra acustica di Tiziano Natale.

Bella e promettente la collaborazione tra questi giovani talenti capaci di regalarci nella purezza delle melodie, preziose emozioni e giochi di ricordi di momenti magici: per me una meditazione nel sito di una tomba di giganti in Gallura; solo buio, luna, alberi e pietre e un “la” intonato in coro che è salito alto nel cielo, sotto una pioggia di stelle cadenti; e poi echi letterari da Alice nel paese delle meraviglie e Alice attraverso lo specchio (Lewis Carroll) a Oltre il bosco (Melissa Albert) a Il Diario delle fate (Jane Yolen,Midori Snyder) e La principessa che credeva nelle favole (Marcia Grad Powers).

La musica indipendente di Eleonora Betti si apre all’ascolto come un’ispirazione, come un percorso nuovo e misterioso, inevitabilmente attraente da seguire, sentire e assaporare, insieme.

Sabrina Mancini

Venerdì 12 aprile ore 22.00
Accenti. Itinerari in musica
a cura di Associazione Culturale Tourbilion, in collaborazione con L’Archivio 14

Eleonora Betti – voce e pianoforte
Tiziano Natale – chitarra
Alessandro D’Alessandro – organetto

http://www.eleonorabetti.com/

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condivi l'articolo.
Condivi la cultura.
Grazie

Temi relativi all’articolo: