Il futuro delle TLC: Mobile Internet

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Uno degli appuntamenti editoriali per comprendere come si muove il mondo della telefonia mobile in Italia è la pubblicazione da parte del Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano del rapporto 2010 “Mobile Content & Internet: in gioco nuovi business model” [1].
Prima di entrare nel dettaglio di alcuni servizi e contenuti utilizzati da cellulare diamo un sguardo d’insieme al mercato della telefonia mobile.
Il 2009 è stato un anno di crisi con ricavi totali attestai a 21,1 miliardi di euro con un calo del 2,9% rispetto al 2008. Scomponendo il risultato si osserva un – 4,4% dell’area Voce e da un + 1,7% dell’area Dati che complessivamente cuba 5,4 miliardi di euro circa.
Questi dati non comprendono quelli degli Operatori Virtuali come Poste Mobile (circa 1,3 milioni di attivazioni a fine 2009) e Coop Voce (circa 430.000 attivazioni a fine 2009) le due realtà più significative sul mercato.
Sono stati individuati tre concause in questa flessione nel core business delle TLC. La prima è la contingenza economica sfavorevole che ha abbassato i livelli di consumo, la seconda è stata la decisione dell’AGCOM di ridurre i costi di terminazione e la terza una riduzione delle tariffe per effetto della concorrenza tra gli attori.

Veniamo ora al mondo dei Dati che nel 2009 ha rappresentato il 26% del totale dei ricavi contro un 25% dell’anno precedente e non mi sembra un grande passo in avanti nonostante tutte le dichiarazioni entusiastiche sulle tecnologie che avanzano con cellulari che sono oramai nano computer in attesa di diventare anche robot.
Il 53% del fatturato dei Dati è ancora composto dalla messaggistica tradizionale (SMS e MMS) che procedono nel loro declino (- 2% sul 2008), ma che, a mio parere, sarà più lento di quanto generalmente previsto.
Tra i Dati un calo vistoso si è verificato nel fatturato del cosiddetto Mobile Content che registra un arretramento del 20% circa scontando da una parte, secondo il Rapporto, la forte contrazione dei servizi si Personalizzazione per i cellulari (Suonerie, Sfondi, Temi…) e dei servizi SMS e MMS di informazione e intrattenimento e dall’altra un calo degli investimenti per le incertezze che ha generato il nuovo Piano di Numerazione Nazionale (PNN) entrato in vigore definitivamente l’1 febbraio 2010 [2].
Oltre ai contenuti per la Personalizzazione e della messaggistica Infotainement risultano in calo anche il comparto Video e TV dove continua a fare bella mostra il fallimento della televisione su tecnologia DVb-h.
Un -16% lo registra anche l’area Comunicazione e Community che scontano sia la diminuzione della pubblicità dovuto alle incertezze del PNN ma soprattutto dell’accesso alle grandi community direttamente da mobile sui siti. In questo caso la sostituzione dalle community tradizionali (chat, dating,…) con i Social Network non ha ancora espresso modelli di pagamento significativi. Per ora ci si ferma, per esempio, al semplice pagamento di sms per l’aggiornamento su Facebook.
Mentre si è in attesa, a partire dal 2010, di veder svilupparsi il mercato degli Application Store [3] una delle maggiori novità del settore sono i Giochi ad essere in netta controtendenza.
La crescita rispetto al 2008 è del 15% che ha appunto sfruttato gli Application Store e supportato da una migliore distribuzione dei ricavi in favore degli sviluppatori che spesso non hanno più bisogno degli aggregatori presenti sui portali mobili degli operatori e una riduzione dei costi perché il numero di versioni da sviluppare per i cellulari sono inferiori.
I Giochi on line che grande successo stanno avendo potranno essere un territorio di crescita sul mobile nel prossimo futuro. Gli Skill Games, le Scommesse sportive ed in genere i giochi di fortuna potrebbero avere nella immediatezza della fruibilità derivante dal telefonino una spinta ulteriore. Attualmente però il mobile è solo un’appendice del web forse anche per la difficoltà a gestire la parte contrattuale.
Si diceva all’inizio che i ricavi Dati sono cresciuto ulteriormente nel 2009 e il motivo principale è stata l’esplosione del Mobile Internet. I 9 milioni di naviganti da mobile dello scorso anno spiegano la crescita del 17% dei ricavi da traffico che raggiungono i 392 milioni di euro. Un andamento che si conferma anche nel primo trimestre dell’anno.
Ancora 261 milioni sono derivanti da tariffe a consumo che comunque sono ferme a valori dello scorso anno, mentre le tariffe fisse su base temporale o su base volumi crescono del 68%.
Il fatto che le tariffe a consumo siano ancora preponderanti non è chiaro se dipendente dal fatto che molti clienti hanno accessi sporadici alla rete oppure al contrario sforano i limiti delle tariffe ad abbonamento superate le quali si passa automaticamente a consumo. E in questo caso i costi sono salati.
Va detto che questo mercato in crescita è sospinto anche da una pressione pubblicitaria notevole che assume un ruolo fondamentale nella strategia degli operatori. Del resto i margini sulla connettività restano alti in quanto il grosso degli investimenti è stata già ammortizzato.
Vendere connettività è completamente diverso dal vendere contenuti un mestiere che per qualche tempo gli operatori hanno provato ad intraprendere, anche acquisendo società, senza riuscirci.
Ciro Ardiglione
[1] www.osservatori.net
[2] Il PNN ha stabilito nuove regole nell’utilizzo delle numerazioni sia per quanto riguarda gli attori coinvolti che per quanto riguarda i servizi. Ad esempio le numerazioni per la beneficienza sono passate ad essere quelle con le prime due cifre 45XXX, mentre quelle per i servizi a sovraprezzo per SMS e MMS si utilizzano ora solo quelle 48XXX e 49XXX.
Tutto ciò a comportato la chiusura delle numerazioni che venivano utilizzate con i vecchi criteri e la relativa comunicazione ai clienti.
Inoltre sono stati posti dei limiti di prezzo per ogni singolo servizio (2€ iva esclusa) e nel mese (20€ iva esclusa).
Il Ministero richiede il pagamento di un costo per tutte le numerazioni. Il costo varia a seconda se sono numerazioni a 5 o 7 cifre.
[3] Oltre a quello di Apple si conta quello di Nokia (Ovi store), Vodafone (360), Google (Android Market) e Blackberry

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