Io, la carrozzina e L’Europa. Intervista a Brando Benifei

carrozzina disabilità
history 6 minuti di lettura

I miei bisogni sono bisogni semplici. A grandi linee sono i bisogni di uno qualunque dei cittadini dell’Unione europea. Ho bisogno di spostarmi, di cure mediche, di lavoro, di tempo libero.
Ma… a quanto pare, essere su una sedia a rotelle fa di me un cittadino di seconda classe. E l’accesso ai diritti fondamentali viene fortemente limitato.
Non voglio accettare questo stato di cose.

Plenary session – Preparation of the European Council meeting of 12 and 13 December 2019

Ho cercato di capire con Brando Benifei che cosa può fare l’Europa per le persone con disabilità.
L’ho chiesto a lui, perché Benifei oltre a essere un eurodeputato, è capo delegazione del PD a Bruxelles, e vicepresidente dell’Intergruppo Disabilità del Parlamento europeo.
Brando Benifei è un giovane uomo di 33 anni, alla mano e spigliato, gentile e con una simpatica erre moscia.
Non ho girato molto attorno alla questione. Ho subito posto le mie domande.

Che cosa può fare l’Europa per le persone con disabilità?
Prima di rispondere Benifei ha chiarito che cos’è l’Intergruppo Disabilità.
Nell’Intergruppo ci sono europarlamentari disabili e non. Esiste dagli anni Ottanta, ed è sempre stato riconfermato. L’Intergruppo esiste per consentire a parlamentari, appartenenti a gruppi politici diversi, di fare squadra sui temi della disabilità. Tutti convinti, al di là delle appartenenze politiche, dell’importanza di tenere alto nell’agenda europea questo tema.
Quale sia la filosofia che ispira l’Intergruppo è subito stato chiaro nelle fasi successive del colloquio.
L’approccio che noi sposiamo è quello di considerare i diritti delle persone con disabilità come diritti umani veri e propri, secondo la linea indicata dalla Convenzione ONU sulla disabilità.
Cioè i diritti delle persone con disabilità devono essere intesi come diritti umani e non come interessi legittimi. Quindi non sono da considerare come un elemento da confrontare con esigenze di bilancio, con problemi amministrativi o procedurali. Parliamo di diritti inalienabili, assoluti, da garantire in quanto diritti umani. Così non si può argomentare che alcune cose non si possono fare perché non ci sono i soldi.

Discorso chiaro e netto quello di Benifei. Ma l’entusiasmo è durato poco, perché subito dopo sono iniziati i distinguo, le differenze, le aride concretezze che si scontrano con i sani principi.
Il Parlamento europeo lotta per avere spazio, per incidere sulle politiche della disabilità, perché il sistema in quanto tale non è esattamente costruito per permettere sul piano europeo di fare delle cose su questi temi. Però oggi un certo margine di azione si è costruito.

Benifei ci ha tenuto ad illustrare i problemi connessi con il Fondo di sviluppo regionale, che è un pezzo importante del bilancio europeo, gestito poi dalle regioni. Nel nostro caso la Lombardia. In questo fondo sono incluse le quote europee per la ristrutturazione degli edifici pubblici. A quanto pare su questi punti l’Europa è riuscita a darsi degli strumenti giuridici, delle indicazioni vincolanti.
Le regioni europee non devono utilizzare i Fondi dello sviluppo regionale, legati alla ristrutturazione degli edifici pubblici, senza tenere conto dell’accessibilità. Perché viene considerato come una forma di restrizione della possibilità di accesso da parte delle persone con disabilità, una restrizione illegittima. Perché accedere a edifici che hanno funzioni pubbliche è un diritto.
Voi avete quindi anche degli strumenti di controllo su questi fondi.
Abbiamo degli strumenti di controllo e abbiamo anche delle cause che sono in corso, realizzate anche da organizzazioni di rappresentanza del mondo della disabilità, per il non rispetto di questi principi dell’accessibilità.

Le informazioni fornite da Bonifei sono state sicuramente interessanti. Ho ugualmente cercato di portare la discussione su temi che mi sono cari. Nel corso del tempo mi sto sempre più convincendo che oltre gli interventi economici e giuridici di macro livello, sia necessario effettuare anche interventi a basso costo e costo zero.
È necessario effettuare interventi che abbiano un impatto culturale.
Questo il senso della domanda successiva.
Negli ultimi tempi, interloquendo con gli amministratori, ho insisto molto sulla necessità di effettuare interventi a costo zero o minimalisti. Ad esempio: perché l’Europa non si fa portavoce di una sorta di Nobel sulla disabilità. Premiando persone che si sono distinte maggiormente nel campo dell’inclusione?
Non esiste una cosa specifica di questo tipo perché non è mai stata istituita. Ma per esempio esiste il premio cittadino europeo dell’anno. Esso viene attribuito ogni anno a cinquanta cittadini, o associazioni europee, per il loro impegno su temi che rispecchiano i valori europei. Io ho proposto Jacopo Melio con la sua Vorrei prendere il treno. Melio è stato premiato. Di fatto lui ha acceso un faro, a livello comunicativo e mediatico, su un tema che viene poco affrontato, o per lo meno non quanto dovrebbe. Ha creato anche un po’ di mobilitazione di giovani disabili. Io onestamente credo che sia utile pensare, creare occasioni di riconoscimento e visibilità per chi si impegna su questo fronte. Perché è una battaglia complicata, che riguarda anche l’affermazione di una visione di una primazia dei diritti.

Il tema dei diritti, e dei diritti delle persone disabili è un tema che si apre a molteplici riflessioni. Una nuova prospettiva l’ha aperta Benifei, citando L’Atto europeo sull’accessibilità, una delle realizzazioni concrete della precedente legislatura.
Con l’Atto europeo sull’accessibilità si va a incidere su una questione come quella dei diritti delle persone con disabilità affrontandola dal lato della autorizzazione data ai prodotti perché possano accedere al mercato europeo. Su questo fronte, su come funziona il mercato interno europeo, su come i prodotti circolano nel mercato europeo noi abbiamo una competenza molto forte. Cioè il mercato unico europeo è una delle competenze più forti, principali dell’Unione. Con questo atto si sancisce che un certo oggetto, una certa cosa, non può essere venduta in Europa, se non è accessibile alle persone disabili, o se non ha una versione del prodotto che sia accessibile.
Ci sono delle eccezioni sui prodotti delle piccole e medie imprese, perché le piccole imprese, magari di nicchia, non sono in grado di adeguare ogni singolo prodotto. Ma tutto ciò che riguarda la grande produzione l’atto è valido.

Su un punto però il capo delegazione del PD a Bruxelles ha espresso il suo rammarico
Una cosa su cui il Parlamento europeo ha perso, nel senso che non c’è dentro l’atto di accessibilità perché i governi hanno lottato fino alla fine per escluderla, è il trasporto. Per cui oggi si possono vendere mezzi di trasporto pubblico non accessibili. Mentre noi volevamo vietarli. Renderli non più acquistabili dagli Stati. Era una rivoluzione, ma non ce l’abbiamo fatta.

Sì. Sarebbe stata veramente una rivoluzione. Così come è una piccola rivoluzione il progetto 100% accessibile, portato avanti a Milano da un gruppo di giovani affiatati, in carrozzina e non. Questi giovani si riconoscono in Abbatti le Barriere. E vogliono censire quanti più locali possibile sul territorio milanese. Attribuendo un bollino qualità a quelli veramente accessibili. Prima dell’estate daranno una grande festa, per premiare il locale più a misura di carrozzina.
È una piccola rivoluzione che l’eurodeputato Bonifei ha guardato con simpatia prima di salutarci.
Simpatia che noi ricambiamo, anche se lanciamo un suggerimento.
Onorevole Bonifei, scaldi gli animi parlando più spesso, e di più, della disabilità. Questo è un problema che la gente sente vicino ai propri cuori.
Temi come la Brexit, sono sì importanti, ma mai come quelli relativi alla cura delle persone care.
Tutti hanno un parente, un amico, un conoscente, che in qualche modo è possibile definire disabile. Non sia il tema della disabilità ristretto ai convegni, o a poche interviste.
Diventi argomento al centro delle agende politiche.

Gianfranco Falcone – http://viaggi-in-carrozzina.blogautore.espresso.repubblica.it/

Immagine di copertina: Brando Benifei alla Sessione plenaria Preparazione al meeting del Consiglio Europeo 12 e 13 dicembre 2019.  Fotografo Genevieve ENGEL Copyright© European Union 2019 Source EP

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condivi l'articolo.
Condivi la cultura.
Grazie

Temi relativi all’articolo: