Io, Lucio e tu. Un omaggio a Battisti

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Per il pubblico di questo spettacolo, di qualsiasi età ma soprattutto per chi è cresciuto con gli eventi narrati, è stato come un coltello caldo nel burro dei ricordi. Dopo una timida iniziale resistenza si è liquefatto ogni aneddoto in una esplosione di Emozioni che ha trovato, proprio nella riproposizione del pezzo omonimo prima dell’intervallo, il suo acme di intensità. Forse è accaduto anche perché, immediatamente dopo, cioè durante l’interruzione, sono riapparsi tra chi ha sentito la necessità del fumo di una sigaretta, mai così sospirata, i ricordi giovanili, scambiati e rinarrati come un tempo, tra una lampada e l’altra avvolte con carta colorata per dare una parvenza di effetti psichedelici alle povere luci dei club che i ragazzi degli anni ‘70 usavano organizzare per la conquista dei loro spazi. Che si trattasse della riproposizione di musica d’autore, come quella di Lucio, le prime canne per i più trasgressivi, oppure della necessità di dare sfogo ai balli più frenetici o comunque nel tentativo, sempre molto ben riuscito, di trovare le intimità fra le anime gemelle e tra tutte le passioni del periodo.

La band Prendila così.
La band Prendila così. Foto Giovanni Iovacchini

È in questo contesto che s’incunea Io, Lucio e Tu di Paolo De Carolis, generato con il prezioso contributo dei figli Flavio e Valerio e del regista cofirmatario e direttore Gabriele Graziano. È vero, la cover band Prendila Così, aveva già inanellato in svariate piazze lusinghieri consensi trascinando anche inaspettatamente tanti giovani in cori che riproponevano i motivi più noti. È anche vero che le abilità del De Carolis/Lucio, non avevano mancato di introdurre i brani ricontestualizzandoli secondo la storia del periodo in cui nascevano. In questa rappresentazione teatrale però, il lavoro svolto è meticoloso, sia dal punto di vista storico, scenico, tecnico, musicale ed il risultato è appagante ben al di là delle attese. Viene riproposto con il contributo di filmati, riprese dei dibattiti musicali del periodo, tipo i programmi Speciale per voi o Bandiera Gialla per intendersi. La proiezione di interviste e della cavalcata Milano-Roma che sancì il definitivo sodalizio tra Battisti e Mogol come i due protagonisti dello spettacolo, Paolo De Carolis (Lucio Battisti) e il giornalista (Marco Salvatore) a riproporre i loro colloqui.

La band Prendila così. Foto Giovanni Iovacchini

È come se lo spettacolo usufruisse dal punto di vista scenico di un telo che ne delimita anche temporalmente e tecnicamente gli spazi. Sul davanti, il presente, l’esibizione della band di ineccepibili musicisti che ripropone tutti i brani, diventati eterni e pietra miliare del sodalizio nel tempo. Sul telo i documenti storici rappresentati dalla proiezione dei filmati. Dietro al telo il passato, ricordato e rinarrato dalle ombre di Lucio, sempre impersonato dal poliedrico professore che resta Lucio anche quando dimentica ( volutamente?) di indossare la parrucca, a colloquio immaginario con il giornalista. È durante questi colloqui che si arricchiscono di significato tutti i punti salienti del connubio Lucio Battisti-Giulio Rapetti Mogol.

in scena dietro un telo
Io, Lucio & Tu: una scena dietro il telo

Dall’alternarsi nello spazio temporale e scenico si sviluppa lo spettacolo, sempre molto intenso, e chi vi assiste vi si ritrova immerso magicamente quasi da subito e ne diventa protagonista automatico sancito dal partire degli intonatissimi cori sulle arie proposte. È così che i brani godono di una condivisione particolare. Come se i colloqui che li hanno introdotti dessero maggiore significato alle melodie che ormai appartengono all’eternità della musica. Tra il frenetico danzare ritmico sulle poltrone degli spettatori ed i riflessivi intervalli sanciti dai colloqui, su un uso sapiente di audio e voci, si giunge alla conclusione dello spettacolo e della storia.
Si tratta di una conclusione che giunge a sorpresa. Rievocando la fine dell’illuminato sodalizio Battisti-Mogol rispolvera i vecchi dolori dei fan dell’epoca e se possibile reso inquietante da un ultimo filmato. È un’intervista di Mogol in cui si ricorda che, attraverso una telefonata alla sua segretaria, vengono dettati da una sedicente “medium”, i versi che Lucio vorrebbe fossero firmati dall’amico di un tempo. Saranno da Giulio Rapetti riproposti in Arcobaleno dichiarando anche, senza però svelarle, di aver avuto successivamente altre conferme sull’argomento.
Il filmato illuminante che si proietta sull’interpretazione di Celentano, con musiche di Gianni Bella, è come se volesse definitivamente riperpetuare la collaborazione artistica. Agli spettatori, con l’inquietudine, resta anche la riproposizione dei tanti perché ai quali non è stata data risposta in una serata di musica, che è storia, pregevolmente riproposta .
Emidio Maria Di Loreto

Io, Lucio e Tu
Omaggio a Lucio Battisti in 2 atti di Flavio, Paolo, Valerio De Carolis e Graziano Gabriele.
Personaggi ed interpreti: Lucio Battisti – Paolo De Carolis; giornalista – Marco Salvatore; batterista- Francesco Troiano; chitarrista- Flavio De Carolis; tastierista – Andrea Micarelli; bassista- Valerio De Carolis.
Regia: Graziano Gabriele
Aiuto- regista e service audio/luci: Tito Brandolini

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