Io sono Li: un racconto universale che nasce dall’oggi

io sono lì Segre
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Le persone. Una donna vive lontana da suo figlio di otto anni. Un uomo, rimasto vedovo, preferisce rimanere nel luogo in cui risiede da trent’anni, invece che raggiungere i figli grandi che abitano altrove. Lei pensa in ogni momento al suo bambino e non desidera altro che averlo vicino a sé. Lui quotidianamente prova a tenere lontana la solitudine.

I luoghi. Fisici: un bar di un’osteria di Chioggia in cui lei lavora come barista e lui passa il tempo con gli amici. Mentali: la Cina, dove si trova il bambino di lei e Mestre, la città in cui vivono i figli di lui. Infine la laguna, che silenziosamente si pone a metà tra un luogo fisico e mentale. Le culture. Lui è di origine slava ma ormai da tutti considerato uno di Chioggia.

Lei è cinese. Dagli abitanti della città veneta è vista con il sospetto e i pregiudizi con cui sono considerati tutti gli invasori cinesi. Dai suoi datori di lavoro, a loro volta cinesi, è costretta in un ruolo ben definito (non può, ad esempio, intrattenere rapporti d’amicizia con i clienti).
Bepi e Shun Li, questi i loro nomi, giorno dopo giorno si ritrovano legati da sentimenti espressi con i silenzi, con gli sguardi e con gesti di affetto. Amicizia, amore, reciproca comprensione? La risposta non può essere univoca e definitiva ma di certo ha a che fare con qualcosa che chiamiamo umanità. Quell’umanità che né gli amici di Bepi né i datori di lavoro di Shun Li sono disposti ad accettare perché esula dal contesto di conservazione, fatto di ruoli codificati, di pregiudizi, di abitudini, di confortanti certezze, in cui preferiscono (per paura più che per convinzione) vivere.

La regia di Segre (al suo esordio nel cinema di finzione), solida, limpida, a servizio degli sguardi dei protagonisti interpretati magistralmente da Zhao Tao e Rade Sherbedgia, insieme alla fotografia esatta e poetica di Bigazzi che fonde personaggi e spazi, quasi a ricordo della pittura veneta rinascimentale, incorniciano questa meravigliosa favola che unisce documento (prima di questo film il regista ha realizzato importanti documentari sul mondo dell’immigrazione) e racconto universale, il dato dell’oggi e le note eterne dell’anima.

Rocco Silano

Titolo originale: Io sono Li – Genere: commedia – Origine/Anno: Italia  2011 – Regia:  Andrea Segre – Interpreti:  Zhao Tao, Rade Sherbedgia, Marco Paolini, Roberto Citran, Giuseppe Battiston – Sceneggiatura: Marco Pettenello e Andrea Segre – Montaggio: Sara Zavarise – Fotografia: Luca Bigazzi – Scenografia: Leonardo Scarpa – Musiche: François Couturier

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