Israele. Finisce l’era di Benjamin Netanyahu. Forse.

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Un accordo di coalizione è stato firmato per la formazione del nuovo governo in Israele dal quale sarà fuori, dopo dodici anni, Benjamin Netanyahu, premier uscente e il suo partito, il Liud. Il “Blocco del Cambiamento” (Gush Shinui), l’insieme dei partiti
Il “Blocco del Cambiamento” lo compongono otto partiti. A guidare la compagine governativa sarà Yair Lapid di Yesh Atid che evidentemente non avrà vita facile vista la presenza, tra gli altri, di Mansour Abbas, leader del partito islamista Raam e dell’ex-ministro della Difesa Naftali Bennett a capo di Yamina, piccola formazione religiosa di estrema destra e difensore degli insediamenti nella Cisgiordania occupata. Non solo ma la coalizione ha alla Knesset solo 61 seggi su 120. Le trattative sono state complicate sia per i contenuti che per le cariche. Sui contenuti gli aspetti più complessi hanno riguardato le richieste di Raam che vogliono alcune garanzie sui palestinesi. Niente di particolare perché la situazione di questi ultimi non cambierà certo con questo governo. L’altra parte dell’accordo ha riguardato le cariche di ministri che dovranno ruotare.

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