Israele, uno stato di apartheid

Striscia di Gaza nel 2015
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Anche Amnesty International dopo che altre organizzazioni come l’israeliana B’Tselem, e Human Rights Watch definisce Israele come uno stato di apartheid. Amnesty lo ha fatto presentando un documento corposo e dettagliato (182 pagine). Da 55 anni Israele pratica una costante e inumana politica di discriminazione razziale contro il popolo palestinese fatta di soprusi, confische di massa, trasferimenti forzati, detenzioni a tempo indeterminato, uccisioni illegali. La Segretaria generale di Amnesty International, Agnès Callamard ha dichiarato che “sia che vivano a Gaza, Gerusalemme est, Hebron (Cisgiordania) o nella stessa Israele, i palestinesi sono trattati come un gruppo razziale inferiore che è sistematicamente privato dei loro diritti“. L’apartheid è anche retto da un impianto legale che giustifica le azioni. Yair Lapid, ministro degli Esteri israeliano aveva chiesto in un video di non pubblicare il rapporto e il suo dipartimento ha affermato che il documento “nega il diritto di Israele di esistere come stato nazione del popolo ebraico con un linguaggio che lo demonizza e aggiunge benzina al fuoco dell’antisemitismo“.

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