Le donne di Jenny Saville occupano Firenze

Jenny Saville al museo novecento
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Corpi giganteschi, enormi, straripanti, obesi che non si nascondono mai all’occhio di chi osserva, con un impatto comunicativo assoluto e immediato. Sono monumentali corpi nudi di donne che nel viso e nelle membra esprimono forza e possesso di sé come sono, e mai vergogna per l’eccesso che rappresentano: donne orgogliose del proprio corpo.
Il corpo femminile con tutto quello che esprime costituisce un aspetto fondamentale della vera cifra dell’artista Jenny Saville.

Figura straordinaria della pittura contemporanea Jenny Saville, 50 anni, punta di diamante della generazione degli Young British Artists o Scuola di Londra, oggi è l’artista-pittrice donna più quotata al mondo ed è anche la più interessante per aver riportato nel suo messaggio artistico al centro della scena, racchiusi in una misura monumentale del dipinto, l’immagine, la figura, il corpo umano e il volto – e soprattutto la donna – con tutta la sua dolente umanità, affaticata, schiacciata sotto il peso della carne e della vita.

Sergio Risaliti, curatore della mostra e Direttore del Museo del Novecento, dice di lei che è una delle artiste più grandi che lui abbia conosciuto. E ancora, citando Baudelaire, sottolinea che mentre alcuni artisti rappresentano la propria epoca, altri la travalicano perché hanno una portata universale. Saville si pone tra Rinascimento e contemporaneità, superando il postmoderno, e offre le sue risposte infrangendo i canoni della bellezza accademica, portando le conseguenze all’estremo con una pittura dinamica e vibrante dove le figure non hanno più riferimenti di tempo e luogo né gerarchie e distinguo…e spesso Jenny Saville, in un lavoro di ricerca costante tra modelli in studio e fotografia, è essa stessa modella delle sue opere.

Il progetto espositivo curato da Risaliti “occupa “la città di Firenze, uscendo dagli spazi del Museo del Novecento che ospita circa un centinaio di opere. Altri quadri di grandi dimensioni si vanno ad affiancare ad altri capolavori in alcune delle maggiori istituzioni museali fiorentine: Palazzo Vecchio, Museo dell’Opera del Duomo, Museo degli Innocenti, Casa Buonarroti.

Jenny Saville Rosetta II
Jenny Saville, Rosetta II 2005- 2006
Olio su carta, montato su tavola
252 x 187.5 cm
99 3/16 x 73 13/16 in
© Jenny Saville. Tutti i diritti riservati, DACS 2021
Collezione privata. Courtesy dell’artista e di Gagosian

Nel loggiato esterno del Museo del Novecento, attraverso uno spazio-vetrina appositamente aperto e affacciato sulla piazza, è visibile un monumentale ritratto di Rosetta II, una giovane donna non vedente ritratta con gli occhi azzurri e vuoti rivolti verso l’alto come in un trance estatico. Rosetta resta in costante comunicazione con l’esterno del Museo e con i passanti che possono ammirarla giorno e notte.
A Palazzo Vecchio, nel Salone dei Cinquecento, l’opera forse più nota Fulcrum e che ha dato fama internazionale alla artista. Forte plasticità e potenza quasi scultoree erompono dalla massa dei tre corpi avvinghiati e riversi, solo corpi e carne, i volti si perdono nelle forme prosperose.

Jenny Savil Fulcrum 1999
Jenny Saville Fulcrum, 1999
Olio su tela 261.6 x 487.7 cm
© Jenny Saville. Tutti i diritti riservati, DACS 2021
Collezione privata. Courtesy Gagosian

Fondamentale e centrale è il forte rapporto di Saville con i maestri del Rinascimento italiano, con i dipinti di Tiziano e in particolare con Michelangelo con il quale lei sente di dialogare “…il più grande Maestro dell’arte che ha saputo esprimere ai massimi livelliMichelangelo è dentro di me…” A distanza di oltre 450 anni emergono dati comuni ed opposti allo stesso tempo. Monumentalità dei dipinti in entrambi gli artisti e passione per il corpo umano. E se Michelangelo ha dato vita al David campione di perfezione artistica e di bellezza maschile, Jenny Saville disegna piuttosto corpi enormi, esagerati, ritratti in pose riverse, sedute, distese o in un intrico di membra e, in questo nuovo umanesimo, riporta al centro della attenzione una figura femminile imperfetta e fragile fuori da ogni canone estetico prestabilito ma altrettanto vera.

Al Museo dell’Opera del Duomo, accanto alla Pietà Bandini di Michelangelo si trova il contraltare Study for Pietà di Saville carico di pathos i cui personaggi, soccorritori e vittima martoriata, non hanno alcuna identificazione sociale o politica, ma rappresentano una versione attuale, un archetipo, di condanna della violenza dell’uomo sull’uomo. Il senso dell’opera è di drammatica universalità.

Nel Museo degli Innocenti, dove fin dal 1400 venivano accolti i bambini abbandonati, si confrontano le opere di Luca della Robbia (Madonna con Bambino), Botticelli (Madonna con Bambino e un angelo) e di Saville che espone The Mothers. Un allestimento evocativo in rapporto al tema della maternità e della figura femminile.

Jenny Saville Aleppo 2017 2018
Jenny Saville, Aleppo 2017-2018
Pastello e carboncino su tela
200 x 160 x 3.2 cm
© Jenny Saville. Tutti i diritti riservati, DACS 2021
Foto: Lucy Dawkins
National Galleries of Scotland. Collezione dell’artista. Courtesy Gagosian

E infine Casa Buonarroti dove si celebra il genio di Michelangelo in particolare con il “cartonetto” Madre con Bambino e dove i disegni di Saville Studi for Pietà I e Mother and Child Study II convivono con i bozzetti di Michelangelo. Ma non mancano i temi cari a Saville con i dipinti Aleppo e Compass che riaffermano un umanesimo contemporaneo.

Jenny Saville è stata capace di rinnovare il senso del linguaggio, sorprendere il mondo dell’arte, stabilire un legame e una corrispondenza con il Rinascimento trasportandolo in una contemporaneità diversa e attuale, diffondendo un messaggio artistico innovativo che capovolge l’idea stereotipata della figura femminile e dove la donna è protagonista al di fuori di ogni canone estetico convenzionale.
I dipinti di Jenny Saville – dichiara Sergio Risaliti – ci parlano della forza del sesso e dell’amore che Saffo cantava: “… scuote l’anima mia Eros come vento che irrompe tra le querce … e scioglie le membra e le agita, dolce amara indomabile belva..”

Daniela di Monaco

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