John Fante e il suo Festival

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Da dieci anni ormai, a Torricella Peligna si svolge: “Il Dio di mio padre, festival letterario dedicato a John Fante”.
Il Personaggio
John Fante è una delle grandi voci della letteratura americana: una sorta di autore cult che ha vissuto più vite e ha scritto quasi con disperazione.
Fante ha lavorato come sceneggiatore nel cinema e ha inseguito la fama come scrittore.
Fante ha sempre mantenuto un forte legame con l’Italia. Suo padre Nick era originario di Torricella Peligna (Abruzzo) e questa radice è stata esplorata dallo scrittore in molti luoghi della sua produzione.
I suoi personaggi e le sue storie hanno attratto un pubblico sempre più vasto e innamorato, determinando una sorta di venerazione per uno scrittore che, pur con una vicenda esistenziale complessa, non ha mai inseguito la facile ed effimera celebrità della cronaca: Fante voleva essere uno scrittore più che un personaggio e, in effetti, la sua missione è compiuta alla grande.

Il Festival
Da dieci anni ormai, a Torricella Peligna, paese di origine di Nick Fante, il padre di John, si svolge: “Il Dio di mio padre, festival letterario dedicato a John Fante”. La manifestazione è divenuta un punto di riferimento per tutti i lettori dello scrittore americano e ha contribuito, insieme con altre iniziative, alla ripresa d’interesse per Fante che è ritenuto ormai un autore fondamentale della letteratura americana.
La decima edizione del Festival si svolgerà nel mese di agosto con un vasto programma in cui è inserita anche la nuova edizione del Premio John Fante Opera Prima. Il premio prende lo spunto dalle vicende dell’aspirante scrittore Arturo Bandini, narrate da John Fante in quelle opere che sono appunto definite, nel loro complesso, come la saga Bandini.

Per approfondire i temi del Festival, abbiamo rivolto alcune domande a Giovanna Di Lello, direttrice artistica della manifestazione.
Foto di Annunziato Finoli
Giovanna Di Lello, direttrice artistica della manifestazione. Foto Annunziato Finoli

In via preliminare Le chiederei di spiegare a che cosa si fa riferimento nella denominazione del Festival con la formula: “Il Dio di mio padre”.
Il Dio di mio padre è il titolo di un racconto che Fante pubblicò nel 1975 su una rivista italoamericana, inserito nella raccolta di racconti The Wine of Youth, edito postumo, nel 1985, che comprende le sezioni Dago red e Later Stories.
Il Dio di mio padre è uno dei suoi scritti più emozionanti e ironici, dov’è preponderante la figura paterna, che rappresenta per lo scrittore l’iconizzazione della sua discendenza.
Mi sembrava un titolo ideale per un festival da svolgere a Torricella Peligna, il paese d’origine del padre, Nick Fante, che ha così tanto influenzato la sua opera. Anzi, secondo Stephen Cooper, il suo biografo, di fatto il padre è la persona che lo più ispirato.

Com’è nata l’idea di un Festival dedicato a John Fante e quali difficoltà avete dovuto affrontare?
L’idea è nata dall’incontro di un’esigenza del Comune di Torricella Peligna, che voleva rendere omaggio a uno dei suoi figli migliori, e la mia concezione di manifestazione culturale.
Le difficoltà sono essenzialmente economiche, poi c’è il fatto che il Festival si tiene in un piccolo paese montano. Non è sempre semplice convincere gli scrittori a spostarsi così tanto.

Che cosa è cambiato, a suo giudizio, nella conoscenza e nella diffusione delle opere di John Fante in questi anni?
Le opere di Fante sono oramai dei long-seller. Vendono di più perché piacciono a più generazioni. Probabilmente la sua sensibilità è più vicina ai nostri tempi. Poi il fatto che sia molto apprezzato da altri scrittori, cantanti e regista, l’ha reso più conosciuto e la gente ne è  maggiormente attratta.

Al Festival è legato anche il Premio John Fante opera prima. Perché si è deciso di prestare particolare attenzione agli esordienti?
Un premio finanziato con soldi pubblici deve avere in qualche modo la sua utilità: ossia aiutare gli scrittori a farsi conoscere, e non dev’essere fine a se stesso. Ciò vale soprattutto per gli esordienti. Questo premio è, infatti, un omaggio ai personaggi di Fante. Prende spunto dalle vicende di Arturo Bandini, il giovane aspirante scrittore presente nei romanzi più importanti di John Fante, da Chiedi alla polvere a La strada per Los Angeles.

Il Festival sembra il frutto di una riuscita integrazione fra luoghi, cultura e memoria. Quale radicamento siete riusciti a dare alla manifestazione in questi anni di attività?
Intanto c’è una forte intesa tra noi organizzatori, sindaco, assessore e tutti quelli che rendono possibile questo progetto. Torricella Peligna ci è sembrata da sempre l’unico luogo possibile per una manifestazione dedicata a Fante, luogo da cui però partire per condividere la nostra esperienza su tutto il territorio nazionale e internazionale. Facciamo, infatti, eventi a Roma, Pescara e in altri città italiane ed europee. Questo movimento dal locale al mondo crea entusiasmo. Abbiamo un pubblico di affezionati, una stampa che ci segue. Credo che a piacere sia anche l’autenticità della nostra proposta.

Quali sono state, a suo parere, le tappe più importanti lungo questo cammino ormai decennale?
L’aver coinvolto sin dall’inizio la famiglia Fante, l’aver inserito nel comitato organizzativo i membri del Comune, l’aver portato eventi inediti e l’avere un ufficio stampa di livello nazionale sono probabilmente in punti di forza della nostra organizzazione.
Antonio Fresa

Per saperne di più
John Fante, Romanzi e Racconti, I Meridiani Mondadori, (a cura di Francesco Durante)
John Fante, Le storie di Arturo Bandini: Aspetta primavera, Bandini; La strada per Los Angeles; Chiedi alla polvereSogni di Bunker Hill, Einaudi
John Fante: Lettere 1931-1982, Einaudi

Per saperne di più sul Festival
http://www.johnfante.org
https://web.archive.org/web/20150813023958/http://www.johnfante.org:80/english-nuovo-bando-premio-john-fante-opera-prima-2273.html

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