Jolie Holland. Wine Dark Sea. Una voce dotata e undici tracce evolutive della tradizione sonora americana

Jolie Holland Wine Dark Sea
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Le chitarre distorte di Dark Days possono ben rappresentare l’originalità del lavoro di Jolie Holland che fin dai suoi esordi indirizza la sua poetica musicale verso una ricerca che approda alla fusione dei generi che hanno dato la nascita alla musica americana più popolare del Novecento: folk, blues e jazz.
Nella stessa canzone non sfugge la strascicante bellezza con cui la sua voce conduce le danze sonore di un gruppo di musicisti Doug Wieselman (Lou Reed, Antony and the Johnsons), Indigo Street e altri per un  totale di nove in tutto il lavoro.

Wine Dark Sea è il sesto disco dell’artista texana. Autoprodotto arriva dopo tre anni da Pint of Blood e dopo più di dieci anni di attività che l’hanno portata ad essere considerata da più parti uno dei punti di riferimento nell’evoluzione dei generi della tradizione musicale americana.
Come ha dichiarato in un’intervista la maggior parte delle liriche che compongono l’album si erano già rivelate a lei, per lungo tempo avevano bussate alla sua mente per essere scritte dopo averle appuntate in un viaggio in metro su un piccolo blocco o sul cellulare. Canzoni d’amore, affidabili strumenti psichici per gli ascolttori.
Navigando in questo disco alla ricerca di questa evoluzione potete imbattervi in All the Love dove su tonalità blues si innesta un insolito, ma efficace assolo di clarinetto il cui suono potrebbe essere quello di un clarinetto immerso in una botte di vino. E come non considerare la coinvolgente e finale Waiting for the Sun (nessuna relazione con il capolavoro dei Doors di cui, per stessa ammissione dell’artista, non aveva contezza) per trovarvi in una miscela ben articolata di voce e un’aperta sessione di fiati prima che questi ultimi svicolino in momenti quasi free.
Il piano lento e dolce che passa dolcemente dal jazz al blues di affidabili strumenti psichici con la voce a dare varietà espressiva a tutto il pezzo come accade spesso perché le corde vocali di Jolie Holland sono sempre lo strumento che si aggiunge perché conduce l’orchestra. Una conduzione in cui si alternano dolcezza ferocia elettricità potenza come necessitano undici canzoni d’amore ma soprattutto come necessitano undici canzoni che portano con sé una tradizione sonora così varia e importante.
Ciro Ariglione

genere: folk-blues
Jolie Holland
Wine Dark Sea
etichetta: ANTI – Records
data di pubblicazione: 20 maggio 2014
brani: 11
durata:  54:23
cd: singolo

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