Joyce Carol Oates, Blonde. La biografia romanzata di Marilyn Monroe

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Dal prossimo 28 settembre sarà disponibile, sulla piattaforma Netflix, il film Blonde, diretto dal regista australiano Andrew Dominik e con l’attrice cubana Ana de Armas nei panni di Marilyn Monroe. In attesa di poter visionare la pellicola, presentata in anteprima in concorso alla 79° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, voglio consigliare a tutti la lettura del libro Blonde della scrittrice statunitense Joyce Carol Oates, dal quale è stato tratto il film.

La Oates è una scrittrice estremamente prolifica: ha pubblicato, dal suo esordio letterario nel 1963 a oggi, oltre 100 libri tra romanzi, racconti, poesie, drammi teatrali e saggi letterari. Si è aggiudicata numerosi premi e da diversi anni viene segnalata tra le favorite al Nobel per la letteratura.

Con i suoi scritti ha fornito un ritratto lucido e impietoso dell’America della seconda metà del secolo scorso, mettendone in luce il conformismo e l’ipocrisia della società borghese, la violenza e la sopraffazione spesso nascoste dietro la facciata del perbenismo, l’oppressione familiare, il razzismo, l’ingiustizia e la discriminazione sociale.

Joyce Carol Oates BlondeBlonde, scritto dalla Oates nel 2000, è un libro straordinario. Non è una biografia in senso stretto perché, pur ripercorrendo la vita di Marilyn Monroe dall’infanzia al momento della tragica scomparsa, alterna con la massima libertà realtà e fantasia, avvenimenti reali e documentati con fatti inventati o meramente ipotetici.

E non è nemmeno un romanzo perché i riferimenti alla realtà vissuta dall’attrice sono costanti e reali e il libro parla inequivocabilmente di Marilyn Monroe, citando con il vero nome non solo lei ma anche tanti dei personaggi che ne hanno attraversato e segnato l’esistenza e nominandone altri con la sola iniziale del cognome o con la loro qualifica (l’ex-Atleta, il Drammaturgo, il Presidente).

Blonde è una sapiente mistura di entrambe le cose, un ritratto partecipe e commosso ma sempre rigoroso, privo di alcun intento consolatorio e pertanto violentemente e drammaticamente sincero, di una delle più famose icone del ventesimo secolo.

Il libro ci mostra la piccola Norma Jeane alle prese con la schizofrenia materna, con i traumi dell’orfanotrofio e del successivo affidamento in una casa famiglia e con le gioie (poche e apparenti) e i dolori (psicologici e fisici) di un matrimonio sbagliato e troppo precoce.

Ci mostra poi i primi passi nel rutilante mondo dello spettacolo, tanto diverso, nel suo squallore, da quello sognato, i primi successi cinematografici, la trasformazione da Norma Jeane a Marilyn Monroe, diva osannata e concupita, destinata a sottostare, più o meno consapevolmente, ai voleri di produttori e manager approfittatori e senza scrupoli.

Seguiamo quindi l’ascesa e l’affermazione di Marilyn, con i suoi tentativi sempre frustrati di essere riconosciuta come attrice e non sempre e solo ammirata per le forme del suo corpo strepitoso e con la sua incapacità, per debolezza e vanità, a sottrarsi a questo ruolo sempre più pesante da incarnare e sopportare.

E parallelamente seguiamo la vita privata di Marilyn, alla costante ricerca dell’amore assoluto, del sognato Principe Azzurro che la sappia amare, comprendere e proteggere e che sappia regalarle l’agognata maternità.

Ma tutti i suoi rapporti si riveleranno un completo fallimento, compresi quelli sfociati nei matrimoni con l’ex campione di baseball Joe Di Maggio e con il drammaturgo Arthur Miller, entrambi incapaci di soddisfare il suo bisogno d’amore e ancor più di comprenderne il disagio mentale che la porterà progressivamente e implacabilmente all’abuso di sostanze stupefacenti.

Siamo infine testimoni della triste e drammatica parabola finale, con l’ennesimo impossibile amore non corrisposto che si configura quale ulteriore e crudele sfruttamento, umiliazione e forse fatale delusione.

Blonde è un libro duro, violento, a tratti brutale e crudele. E’ un libro che denuncia senza mezzi termini il marciume e la degradazione del dorato mondo hollywoodiano degli anni 60 e 70, popolato da personaggi senza scrupoli e senza morale.

E che mette in luce la grettezza d’animo degli uomini, il loro istinto predatorio, la loro incapacità di vivere il sesso se non come atto di prevaricazione, il loro malato desiderio di possesso e dominio nei confronti delle donne.

Blonde è un libro che non fa sconti a nessuno: né a Norma/Marilyn, nei confronti della quale la Oates mostra quanto meno una sorta di pietosa comprensione, né tantomeno alle innumerevoli figure che ne hanno accompagnato e segnato l’esistenza.

Siamo di fronte a una trama che, almeno per sommi capi, tutti conosciamo ma che la Oates riesce a rendere viva e avvincente in ogni pagina grazie al suo stile incomparabile.

La tecnica espositiva della Oates è a dir poco stupefacente e fin dalle prime pagine risulta evidente che abbiamo a che fare con una delle massime esponenti della letteratura mondiale contemporanea.

Ci imbattiamo in paragrafi lunghi e involuti, con le virgole spesso sostituite da uno spazio vuoto; con la congiunzione “e” spesso sostituita dal simbolo “&” (l’ampersand dell’alfabeto anglosassone); con un copioso ricorso al corsivo e allo stampatello (block letters) e un frequente utilizzo delle parentesi al fine di inserire nel testo una spiegazione o un esempio o per fornire un pensiero o un parere in contrasto con quanto appena esposto dal narratore.

Non mancano anche interi paragrafi in corsivo a fungere da controcanto al racconto e a riportare pensieri o fantasie di Marilyn o dei suoi mariti o di registi, attori, agenti, giornalisti e gente comune, finti e interessati ammiratori o crudeli detrattori.

Vi sono continue modifiche di prospettiva, di punti di vista, sorprendenti inserimenti di dialoghi, improvvisi cambi di soggetto narrativo (si passa con disinvoltura dalla terza persona alla prima, singolare e plurale).

La Oates utilizza una scrittura raffinata e sofisticata che sa trasformarsi, in alcuni momenti e quando appare funzionale alla fase del racconto, in rude e addirittura volgare.

Il libro conta oltre 1000 pagine che si leggono tutte d’un fiato, quasi in apnea, e risultano sempre estremamente coinvolgenti e convincenti.

Come ormai avrete capito si tratta di un libro decisamente fuori dal comune. Torno a consigliarne vivamente la lettura e vi invito ad approfondire la conoscenza di questa formidabile scrittrice.

Potete attingere ai numerosissimi titoli del suo catalogo (edito in Italia principalmente da Bompiani, Il Saggiatore, La nave di Teseo, Mondadori, Tropea) pescando a caso, lasciandovi guidare anche semplicemente dalla fascinazione della copertina. Sono certo che non ne rimarrete delusi.

GianLuigi Bozzi

Joyce Carol Oates
Blonde
La Nave di Teseo, 2021
pagg. 1320
€ 20,00

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