Kiki – consegne a domicilio: finalmente arriva in Italia un altro dei successi del maestro dell’animazione Hayao Miyazaki

Kiki consegne a domicilio Miyazaki
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Kiki è una streghetta di 13 anni in procinto di lasciare la propria famiglia per adempiere ai doveri che impone la tradizione: recarsi in una città sconosciuta per compiere un anno di apprendistato, conquistando così la propria indipendenza. In volo sulla scopa donatale dalla madre, accompagnata dal fedele gatto nero parlante Jiji (quasi una parte di sé, amico inseparabile e voce della coscienza), con un fagotto contenente pochi panni, denaro sufficiente giusto per i primi giorni e la radiolina del padre – oggetto dal profondo valore affettivo – Kiki si alza in volo e saluta i suoi cari.

Kiki consegne a domicilio Hayao Miyazaki

Intravista dall’alto la città dei suoi sogni – sul mare e con un’imponente torre dell’orologio a catturare lo sguardo – decide di sceglierla come mèta della sua destinazione. Un’accoglienza piuttosto fredda dai parte dei cittadini, la solitudine e la difficoltà di riuscire a guadagnarsi da vivere possedendo l’unico talento di saper volare con la scopa, saranno solo alcuni degli ostacoli che la streghetta dovrà affrontare, ma la sfida più grande sarà quella di riuscire a conquistare la propria realizzazione personale, al di là dell’indipendenza economica.
Uscito in Giappone nel 1989, stabilendo un record di spettatori e incassi, finalmente arriva in Italia questo toccante film d’animazione firmato dal maestro Hayao Miyazaki. Un’opera che trabocca di buoni sentimenti e destinata alle ragazzine, ma talmente stratificata di significati e simboli da risultare avvincente e interessante anche ad un pubblico adulto.
Tratto da un romanzo per l’infanzia dell’autrice Eiko Kadono, Miyazaki vi aggiunge riflessioni personali e lo arricchisce di particolari e scene inedite per affrontare la problematica della conquista dell’indipendenza da parte degli adolescenti del Giappone. Un’indipendenza che non coincide più soltanto con quella economica e con la mera uscita da casa dei genitori, ma soprattutto con la realizzazione personale che passa attraverso la scoperta e consapevolezza del proprio talento.

Kiki consegne a domicilio Hayao Miyazaki

Non basta infatti trovare un lavoro che renda possibile mantenersi per potersi dire realizzati, ma sarebbe importante riuscire a seguire le proprie inclinazioni, a patto che le si sappia individuare e riconoscere e questa forse è la sfida più importante da affrontare. Fermarsi un attimo a chiedersi quali realmente siano i propri desideri, in una società in cui spesso si finisce per farli coincidere con ciò che le regole del consumismo impongono, perseguire il proprio sogno di libertà, non solo concreto, ma soprattutto mentale, implica anche, talvolta, il dover pagare lo scotto di una profonda  solitudine, che è esattamente ciò che succede a Kiki appena arrivata in città. Si sente incompresa, poco considerata, vorrebbe emergere e solo attraverso un percorso, fatto di ostacoli reali, ma al tempo stesso simbolici – aiutata da alcune persone che incontrerà lungo il cammino – capirà che il suo talento è anche il suo dono e il mezzo attraverso il quale realizzare sé stessa.

Sullo sfondo di questa città – tratteggiata con dettagli molto realistici e che tanto ricorda la Stoccolma amatissima da Miyazaki, nella quale ha compiuto diverse ricognizioni, scattato foto e raccolto materiale grafico di riferimento – Kiki compierà il proprio percorso di formazione, che sarà finalizzato non solo, come detto, all’indipendenza economica, ma soprattutto al raggiungimento di una consapevolezza delle proprie capacità e dei propri desideri. Tutte le persone che Kiki incontra hanno la funzione di aiutarla a scoprire aspetti di sé stessa e a infonderle fiducia sulle proprie capacità, saranno un po’ come tanti specchi nei quali riflettersi e conoscersi: così Ursula la pittrice renderà la streghetta consapevole della meraviglia del proprio talento, riuscendo a farle percepire il proprio valore e la propria intima bellezza, restituiti e riflessi nel dipinto che la ritrae mentre solca il cielo su un cavallo alato (un’immagine che ricorda moltissimo le opere oniriche di Chagall); Osono la panettiera e la vecchietta gentile l’aiuteranno a sentirsi utile alla comunità; l’amico Tonbo avrà un ruolo determinante nel suo riscatto nei confronti di tutta la cittadina. Un ruolo significativo è quello del gattino Jiji – così come tanta attenzione c’è sempre nei confronti degli altri personaggi che rappresentano gli animali e nei confronti della natura, essendo Miyazaki molto sensibile alle tematiche ambientaliste – cui spetta il compito di fungere un po’ da voce della coscienza, così come di consolare Kiki nei momenti di sconforto o anche di metterla in guardia da eventuali pericoli. Significativo che nel momento di perdita di stima di sé stessa, perderà anche la capacità di comunicare con Jiji e di volare, a ribadire quanto fondamentale sia non perdere la speranza nelle proprie abilità, ma anzi, coltivarle, seppure, al pari del talento artistico, talvolta possono rimanere silenti. Gli altri saranno disposti a riconoscerci solo se anche noi crederemo per primi in noi stessi, lo sguardo del prossimo su di noi passa anche attraverso l’intercettazione del nostro su noi stessi. E Realizzarsi significa in primis credere di poterlo fare. Simbolica in questo senso la tematica del volo che percorre come un filo rosso tutto il film, non solo a partire dalla dote di Kiki, ma anche attraverso l’incontro con altri personaggi volanti (gabbiani, cornacchie) o che hanno la passione del volo (l’amico Tonbo), per finire con l’elemento del dirigibile, vero e proprio deus ex machina, in più di un senso, in quanto con la sua entrata in scena come espediente drammaturgico, si risolverà anche la peripezia dell’ostacolo maggiore che incontrerà di Kiki (la perdita del suo potere di volare su una scopa).
Un film di buoni sentimenti, abbiamo detto, un tuffo nel passato dei cartoni animati che hanno accompagnato tanti di noi cresciuti negli anni ottanta e che indubbiamente hanno finito col segnare la nostra sensibilità.
Certamente rispetto ai progressi delle attuali tecniche d’animazione Kiki – Consegne a domicilio – nelle sale a partire dal 24 aprile – potrebbe a prima vista risultare datato, con volti ed espressioni abbozzati in maniera stereotipata in pieno stile giapponese, ma il contrasto con la cura dei dettagli della città su cui si muovono i giovani protagonisti, contribuisce a conferirgli il giusto spessore e a dotarli del necessario realismo per renderli credibili. Un applauso va senz’altro al gattino Jiji, espressivo e simpatico, il personaggio che ruba il cuore più di ogni altro.

Rita Ciatti

Scheda del film

Titolo:  Kiki – consegne a domicilio – Produttore:  Hayao Miyazaki –  Genere: animazione  – Durata: 102’– Regia: Hayao Miyazaki – Sceneggiatura: Hayao Miyazaki, soggetto tratto dall’omonimo romanzo di Eiko Kadono– Disegni –  Shinji Ootsuka, Katsuya Kondou, Yoshifumi Kondou – Dipinti: Hiroshi Oono–  Montaggio: Takeshi Seyama – Musica: Joe Hisaishi.

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