La catastrofe umanitaria degli Yanomami in Brasile

Brasile Amazzonia indigeni
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In Brasile negli anni della presidenza di Bolsonaro popolazioni e ambiente hanno sofferto le conseguenze delle sue politiche basate sulla logica del profitto a tutti i costi. L’ONG Survival International denuncia, attraverso la sua responsabile del Brasile Sarah Shenker, come l’aver lasciato campo libero ai minatori abbia provocato una « crisi sanitaria senza precedenti» tra la popolazione degli Yanomami nel Brasile settentrionale. La Shenker spiega come «la causa chiara ed evidente di questo disastro sono i minatori: le malattie che hanno portato, il mercurio con cui hanno avvelenato i fiumi e le persone, le foreste che hanno distrutto e la violenza che hanno scatenato». Le conseguenze sono catastrofiche: «da quando Bolsonaro è salito al potere, sono morti per malattie evitabili 570 bambini yanomami sotto i 5 anni; i bambini yanomami muoiono di malnutrizione a un ritmo di 191 volte superiore alla media nazionale; nella regione di Auaris e Maturacá, 8 su 10 bambini yanomami soffrono di malnutrizione cronica; e così via». Il termine usato è: genocidio. L’inversione di rotta è nelle mani del nuovo presidente Lula Da Silva al quale Survival ha chiesto una serie di azioni.

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