La censura dei libri nelle scuole e biblioteche USA

censura dei libri negli USA
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Pochi giorni fa il presidente americano Joe Biden, parlando ad una cerimonia di premiazione degli insegnanti ha affermato che i politici dovrebbero smetterla di fare campagna elettorale censurando libri nelle scuole per guadagnare consensi da una parte dell’elettorato [1].

Il tema della eliminazioni di alcuni testi dalla disponibilità degli studenti è ampiamente dibattuta in USA. L’organizzazione no profit PEN America, che da 100 anni opera con lo scopo di salvaguardare la libertà di espressione degli scrittori, ha svolto un interessante studio su un periodo di nove mesi da giugno 2021 al marzo 2022 con  lo scopo di censire, valutare, analizzare il fenomeno della messa al bando in USA di libri dalle scuole pubbliche e dalle biblioteche.

I dati emersi dallo studio svolto da PEN America mostrano un preoccupante trend in crescita dei libri censurati che sono stati, nel periodo a cui si riferisce lo studio quasi 1600, i temi sui quali si è concentrata la censura riguardano in prevalenza questioni razziali, sessuali, LGBTQ+, diritti civili. Una cancel culture che ha riguardato 86 distretti scolastici in 26 Stati per un totale di 2 milioni di studenti e che si è concentrata guarda caso in Stati a maggioranza repubblicana prendendo di mira testi ritenuti più vicini ad ideologie di sinistra.

È innegabile l’esistenza di sostanziali differenze tra il sistema scolastico americano ed il sistema scolastico italiano che ci aiutano a comprendere come la censura dei libri nelle scuole e biblioteche abbia una matrice storica e culturale nonostante la libertà di parola ed espressione sia garantita dal primo emendamento. La differenza sostanziale con il nostro sistema scolastico consta nel fatto che negli Stati Uniti la scuola non dipende dal governo centrale, ma dalle circoscrizioni e distretti scolastici, questo sia da un punto di vista didattico che economico in quanto solo una piccola fetta di finanziamenti arriva alle scuole dal governo federale, le scuole pubbliche statunitensi sono finanziate per la maggior parte dalle tasse sulle proprietà immobiliari che sono tasse locali, gli insegnanti del ciclo scolastico americano k-12 cioè fino alla fine delle High Schools sono dipendenti dei distretti scolastici locali e le scelte didattiche sono molto limitate a partire dalla scelta dei libri di testo i quali sono sottoposti a vincoli rigorosi in particolare quelle materie oggetto degli  “standardized tests“, inglese e matematica, come ci spiega la professoressa Nicoletta Galante che per quasi 20 anni ha insegnato inglese nei licei del trevigiano occupandosi anche degli scambi culturali con le scuole statunitensi sottolineando che le scelte didattiche vengono fatte dai distretti che hanno un comitato didattico elettivo. I membri di questo comitato elettivo sono eletti, ma non necessariamente sono esperti in grado di valutare i libri da loro scelti, i contenuti e la validità dei libri da rendere disponibili nelle biblioteche scolastiche. Nel comitato didattico si possono trovare spesso genitori che vogliono mantenere un controllo sull’istruzione dei figli, rappresentanti dei partiti politici o gruppi religiosi che vogliono trasmettere alla scuola le loro convinzioni, pregiudizi, ideali. Il risultato di questa organizzazione scolastica è che la formazione dei ragazzi può in alcuni casi essere ostaggio dei censori del comitato didattico.

Nel periodo seguito alla sconfitta di Trump alle ultime elezioni presidenziali si assiste ad una politicizzazione delle scelte di censurare i libri vicini a posizioni di sinistra in Stati quali Tennessee, Florida, Texas, Oklahoma, Wyoming, guarda caso tutti a maggioranza repubblicana, nell’ambito di una più ampia strategia politica che fa leva su temi in grado di mobilitare i conservatori, come emerge anche dalla fuga di notizie che esisterebbe una bozza di parere in Corte Suprema che porrebbe fine alla garanzia costituzionale del diritto all’aborto,  per polarizzare l’elettorato all’approssimarsi in vista delle elezioni di midterm.

Art Spiegelmana The Complete MausQuella che noi definiamo come censura in realtà si traduce in pratica nella eliminazione dalla lista delle letture obbligatorie, letture obbligatorie per tutti gli studenti dello Stato perché su di essi si basano i test standardizzati con cui si valutano le scuole, talvolta questi libri restano nelle biblioteche in altri casi vengono eliminati anche li. La storia del condizionamento didattico negli Stati Uniti affonda le sue radici nel passato a partire dal famoso caso giudiziario passato alla storia come “Scopes Monkey Trial” del 1920 in Tennessee quando un giovane insegnante di scienze fu portato in tribunale perché accusato di avere insegnato la Teoria dell’evoluzione negando in tal modo la storia della creazione divina descritta dalla Bibbia facendo discendere gli uomini dagli animali, fino ad arrivare ai giorni nostri dove sempre nello stato del Tennessee, un distretto scolastico ha votato all’unanimità per vietare la graphic novelMaus“, scritta da Art Spiegelman, vincitrice tra l’altro del premio Pulitzer, attraverso la quale veniva spiegato ai ragazzi quello che è stato l’Olocausto: i nazisti erano rappresentati come i gatti, gli ebrei come topi. Spiegelman si è ispirato all’esperienza dei propri genitori, ebbene i membri del consiglio scolastico della Contea di Mchman nel Tennessee hanno votato poche settimane fa perché il libro venisse rimosso dal piano di studi degli studenti in quanto conteneva parolacce e rappresentazione di personaggi nudi, come se esistesse un modo più “carino” per spiegare agli studenti cosa è stato l’Oolocausto. A tal proposito va ricordato che da un sondaggio realizzato negli Stati Uniti nel 2020 il 63% dei cittadini americani under 40 non è a conoscenza del fatto che l’Olocausto ha determinato durante la seconda guerra mondiale 6 milioni di morti tra gli ebrei [5].

Questo episodio della rimozione del libro Maus si colloca all’interno di un movimento molto più ampio per vietare i libri che affrontano determinate idee sulla razza, sul sesso e sul mondo LGBTQ+. In Virginia lo scorso anno nella contea di Spotsylvania sono stati rimossi dalle biblioteche libri sessualmente espliciti ed in Texas i repubblicani hanno spinto per riesamina storica per minimizzare i riferimenti alla schiavitù e alla discriminazione anti messicana, senza dimenticare il clamoroso caso dei romanzi della vincitrice del premio Nobel per la letteratura Toni Morrison che nella contea di Polk in Florida sono stati rimossi dalle biblioteche delle scuole pubbliche in modo che possa aver luogo una verifica approfondita del loro contenuto, stessa sorte ad alcuni libri della stessa autrice è toccata in un distretto scolastico del Missouri. I libri della Morrison sono accusati di contenere temi sensibili: incesto, pedofilia, stupro, discriminazione razziale, temi giudicati spesso dai consigli dei distretti scolastici inappropriati o troppo espliciti. La vera colpa della Morrison risiede probabilmente nel fatto che i temi da lei affrontati non sono edulcorati e ammorbiditi e questo disturba una parte dei conservatori americani ora più che mai.

Esistono in USA delle procedure affinché l’intervento delle commissioni nella scelta dei libri scolastici sia trasparenti, imparziali e si svolga nel rispetto del primo emendamento, ma quello che preoccupa e che rappresenta la cartina di tornasole della strumentalizzazione a fine politica delle censure è quanto registrato da PEN America che il 98% delle censure avvenute nel periodo preso in considerazione dalla ricerca sul fenomeno sono avvenute al di fuori delle linee guida come stato registrato anche da National Coalition Agains Censorship (NCAC) e da American Library Association  (ALA) in aperto contrasto proprio con il primo emendamento.

Adelaide Cacace

[1] Trevor Hunnicut, Biden says Americans should stop targeting teachers, banning books,  28 aprile 2022
[2] https://pen.org/banned-in-the-usa/
[3] Olivia Waxman, Why Toni Morrison’s Books Are So Often the Target of Book Bans,  31 gennaio 2022
[4] David Corn,The Inside Story of the Banning of “Maus.” It’s Dumber Than You Think. Mother Jones 1 gennaio 2022
[5] Jenny Gross, School Board in Tennessee Bans Teaching of Holocaust Novel ‘Maus’, 27 gennaio 2022

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