La Ciociaria ha fatto la preistoria

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L’inverno 2011/2012 sembrava una stagione troppo tiepida rispetto alle precedenti e così dalle mie parti, in Ciociaria, si sentivano queste parole dalla bocca dei vecchi contadini: I tempi sono cambiati!…Una volta sì che faceva davvero freddo!…Ricordo la nevicata del ’56!!!quella sì imbiancò tutto il nostro territorio!!!” In effetti non hanno torto, qua i fiocchi di neve, quando raramente scendono, a malapena si poggiano a terra, e neanche son caduti che già si sono sciolti. Così nei giorni scorsi quando si sentiva parlare di allerta neve, nessuno ha preso davvero in considerazione le parole dei meteorologi e rilassati ci siamo avviati inconsapevoli verso “l’Apocalisse”. Infatti l’inizio di questo febbraio, verrà ricordato in molte zone d’Italia come uno dei più freddi e nevosi dell’ultimo secolo.

Ferentino. Le campagne battute dalla violenta precipitazione nevosa ininterrotta dalla sera precedente. 3 febbraio 2012. Foto Annalisa Liberatori

Per il freddo le zone più colpite sono state senza dubbio le pianure Piemontesi, dove si sono avvicinati e in qualche caso battuti molti record di freddo che resistevano dal 1956.
Se invece vogliamo guardare alla neve, dobbiamo spostarci nella pianura emiliana orientale, pianura romagnola, Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio. Qui gli accumuli nevosi hanno raggiunto e superato i 160 cm al suolo nella pianura romagnola in paesi come Cesena e Forlì a meno di 100 metri sul livello del mare, mentre Bologna si è fermata a 80 cm di cumulato al suolo ed oltre 130 cm di neve caduti in 10 giorni.
Se guardiamo in altre città storiche ci accorgiamo che l’evento non ha precedenti nella storia recente. A San Marino l’accumulo di neve al suolo in centro risulta essere di 200-220 cm al 13 febbraio 2012.
Questo valore surclassa notevolmente i 150 cm al suolo registrati nell’inverno del 1941-42 che fino ad ora era stato il più nevoso del XX secolo.
L’ultima volta che il manto aveva raggiunto i 2 metri al suolo sembra sia stato l’inverno del 1895, anche se non si hanno riscontri certi sull’effettivo spessore del manto nevoso.
Se ci spostiamo fra Umbria e Marche, il racconto di un abitante di Montefeltro è oserei dire spaventoso. Parla di neve che ormai aveva superato i 3 metri al suolo, accumuli eolici fino a 4-5 metri che avevano completamente murato le case fino al tetto. L’unica via di uscita dalla casa era l’abbaino del tetto: praticamente murati vivi dalla neve!
Una situazione del genere non ha precedenti nella storia meteorologica dell’ultimo secolo, molto probabilmente bisogna risalire a qualche inverno dell’800 per ritrovare una situazione simile. Il tutto è figlio di una figura barica molto particolare, il ponte di Voejkov che ha convogliato i venti di Burian per ben 2 volte in due settimane sulle nostre terre. Il risultato sono state 5 perturbazioni particolarmente intense che hanno colpito sempre le solite zone dell’Italia centrale.

E così la sera del 2 febbraio, proprio come il lontano plurimenzionato ’56, tutto ebbe inizio! Ha cominciato a nevicare alle 21 e anche lì ci ha preso alla sprovvista, non tutti ancora erano rientrati in casa e per strada all’improvviso…fu subito tempesta! E così a Ferentino, paese della Ciociaria dove vivo, ininterrottamente per una notte intera i fiocchi sono scesi violenti, ricoprendo man mano strade, prati e tetti, tra la felicità di adulti e bambini, che già prevedevano un venerdì di vacanza.
E infatti la mattina seguente lo spettacolo che si è presentato ai nostri occhi è stato davvero sorprendente: per terra già si misuravano 30 cm di neve e continuava a venire giù che era una meraviglia!!! Alle 9, almeno a casa mia, salta la corrente, una delle prime zone a rimanere senza energia elettrica, ma a quell’ora con l’entusiasmo alle stelle, poco è importato a tutti noi, avevamo davanti un’intera bellissima giornata da passare tra la neve. E passeggiare sotto la bufera è qualcosa di indescrivibile, i piedi che affondano sulla coltre bianca, l’ombrello che diventa sempre più pesante sotto la precipitazione e gli occhi che hanno voglia di guardare tutto come non mai, la mia campagna è vestita a nuovo e io voglio vederla tutta!
Il tragitto è faticoso, si impiega il doppio del tempo che di solito occorre, nel frattempo a terra si erano raccolti altri 10 cm. e le nuvole basse non promettevano di smettere. Sono abituata a vivere giorni di tormenti, ma le giornate di tormenta ancora non mi erano mai capitate.
Il primo venerdì di neve a Ferentino, non ci ha mai dato tregua e soprattutto ci ha lasciato in quest’ordine sequenziale senza elettricità, riscaldamenti, acqua, telefono fisso, telefono cellulare e ovviamente impossibilità di circolare per le strade. Mia madre pensa bene di indire una riunione di famiglia che si sintetizza tutta in un’unica frase…. “Vi prego non sentitevi male, siamo fuori dal mondo!” e completamente fuori dal mondo ci siamo stati almeno per 3 giorni a casa mia, nelle vicinanze altre famiglie anche per 10 giorni e sinceramente credo che mentre io stia scrivendo queste mie riflessioni qualcuno qua nel mio paese sia ancora a lume di candela. E così io e i miei compaesani abbiamo fatto un tuffo nel passato, quel passato che ci raccontano i nostri nonni o che rappresentano i film d’epoca che ci emozionano di più. Per tutto il periodo  delle varie mancanze…..ci si alzava presto la mattina (nel letto era difficile resistere con una temperatura di 8 gradi in casa), si raccoglieva la neve appena caduta sul tettino, ancora bianca e incontaminata, e la si metteva nei tegami, nel frattempo si coglieva anche l’occasione per fare due chiacchiere con i vicini di casa da tetto a tetto, mentre il tegame sul gas bolliva a 100 gradi, e così con quell’acqua ci si poteva cucinare e lavarsi tutta la famiglia; poi si “fabbricavano” a mano tante sfere di neve gelata per infilare nei congelatori per non permettere che tutto il cibo conservato andasse a male; e finalmente pala in mano tutta la giornata a cercare di aprire un varco almeno per il passaggio a piedi, fatica quasi sempre inutile, visto che nel giro di poco tornava a coprirsi tutto ancora di bianco…e la sera per avere quel minimo tepore sotto le coperte, si andava a letto con una bottiglia d’acqua calda tra le braccia, ovvio dire che quell’acqua fosse ancora e sempre neve sciolta.
Impossibile in quei giorni avere notizie di ciò che stesse avvenendo nel mondo, ma anche semplicemente in altre zone a pochi km da noi, ogni tanto arrivavano voci di gente in seria difficoltà, anziani isolati senza nulla da mangiare o bere, donne incinte in procinto di partorire, un paio di vittime del freddo, capannoni crollati, cavi dell’alta tensione spezzati, pali del telefono sotterrati dai rami di alberi caduti. Nessuno di noi poteva però dare credibilità massima a quelle parole perché in un battibaleno dalla moderna tecnologia che ha reso le comunicazioni così facili e veloci, si era tornati al modo più antico di diffondere le notizie: la comunicazione orale. Nel giro di poche ore sembrava che ci fossimo proiettati nel “piccolo mondo antico” con la stessa bianca straniante Cecità raccontata da Saramago.

Ferentino. Il mezzo di trasporto davvero efficiente: il trattore, simbolo della comunità contadina. 4 febbriaio 2012. Foto Annalisa Liberatori

Dopo un paio di giorni latte, pane e acqua cominciavano ad essere preziosi quanto l’oro, la piccola bottega vicino casa mia che di solito quotidianamente serve le vecchiette nei dintorni, era l’unica in tutto il paese ad essere ancora fornita dei “beni primari” e soprattutto a organizzarsi per sfornare qualche pagnotta di pane e diffusasi la voce, l’assalto venne naturale e le strade cominciarono ad animarsi di un viavai di gente a piedi, qualcuno con carriole da caricare e tutti, sistemata la bella macchina nel garage, hanno tirato fuori il trattore facendone il mezzo di trasporto più in voga del momento, è una comunità contadina la nostra e finalmente è arrivata l’occasione per metterla in mostra senza vergogna…al diavolo la civiltà  moderna!
E così si riscopre nelle difficoltà quello spirito comunitario, che l’individualismo di questi anni aveva annientato, tra social network, macchine con vetri oscurati e frenetico tran-tran quotidiano.

Ferentino. Gli abitanti spalano i tetti per evitare possibili crolli. 4 febbraio 2012. Foto Annalisa Liberatori

Finalmente tutti per la strada trovano il tempo di fare due chiacchiere e sia di notte che di giorno le campagne di casa mia sono vive come non mai. La neve rischiara il buio della sera e con la candela accesa e tapparelle alzate, la notte non fa più paura, dal letto della mia stanza riesco a vedere addirittura le stelle!
I disagi sono stati davvero notevoli, i danni numerosi, la giunta comunale ha avuto serie difficoltà nel gestire l’emergenza, però quasi li giustifico, loro hanno difficoltà anche quando si tratta delle cose più semplici, figuriamoci in questa inaspettata sorpresa. Mentre a Roma si piangeva per la paura di sbattere il culo a terra, per 10 cm di neve caduti a tratti e ci si perdeva in demenziali polemiche tra sindaco, protezione civile e svogliati cittadini, facendo trionfare stupidità e vittimismo, da noi continuava a nevicare ancora per una settimana intera e verso gli ultimi giorni è giunto in nostro soccorso l’esercito, “gli eroi della patria”….mah!!! Mio padre da solo ha spalato 300 metri senza chiedere aiuto a nessuno.

Annalisa Liberatori

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