La Confindustria di Bonomi torna all’attacco sul contratto collettivo

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L’altro giorno mi ero chiesto, in una “aggiornota”, “Tornare alla normalità? E se questo fosse il problema? A quale normalità vogliamo tornare? Al precariato che schiavizza quelle persone che in questi tempi hanno garantito servizi essenziali? Alla distruzione dell’ambiente con altre opere faraoniche? A un sistema finanziario che con la speculazione distrugge attività produttive?”. Carlo Bonomi, Presidente della Confindustria, ancor prima di essere eletto, ha dato fuoco alle polveri per far riprendere la scena alle aziende. E non contento degli accordi già ottenuti per riaprire, è tornato su uno dei temi da anni cari al capitale italiano: distruggere il contratto collettivo di lavoro. La contrattazione deve essere aziendale, dice, “confronto leale e necessario in ogni impresa per ridefinire dal basso turni, orari di lavoro, numero giorni di lavoro”. Uno dei modi per decidere da posizioni di forza assecondando le logiche del profitto.

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