La corsa al vaccino: gloria, potere, profitti.

ricerca scienze vaccino
history 8 minuti di lettura

Nell’ultima puntata di Report, in onda sulla RAI, è emerso che nei bilanci dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), tra i contribuenti c’è la Fondazione Bill e Melinda Gates, che elargisce somme il cui ammontare è il secondo per entità dopo gli USA [1].

Si tratta sicuramente di azione meritoria di plauso se poi, alcuni atteggiamenti dell’OMS, non prestassero il fianco ad interpretazioni che ne mettono in dubbio la libertà di azione verso questa o quell’altra iniziativa sanitaria. Si tratta di letture diverse che, se considerate da altri punti di vista, e messe in relazione con gli atteggiamenti delle multinazionali interessate, inducono a pensare che probabilmente conviene che si agisca senza ingerenze di questo genere. Questa lettura vale anche per la corsa in atto per l’individuazione del vaccino anti Sars CoV- 2.

Si registra comunque un rinnovato vigore sul fronte vaccini: oltre 70 candidati (secondo alcuni il numero è più vicino a 100) dai quali ci si attende che almeno uno definisca l’immunità anti CoViD-19 tra gli utilizzatori. Se poi fossero più di uno, degni per sicurezza e risposta anticorpale, visto che ci sono profitti e gloria per tutti, sarebbe anche meglio perché in questo caso sarebbe meno probabile registrare casi di accaparramento da parte dei potenti che lascino indietro chi ha meno.
A questo proposito le cronache già alimentano indizi di accordi tra le nazioni ed i probabili produttori che si propongono secondo la direzione del percorso che conduce verso l’ottenimento dell’immunità da SarsCoV-2. Il tutto accade anche tra qualche veemente esortazione dal capo di stato più potente, Trump, a concludere il percorso che  indica alla portata di almeno 14 progetti da concludersi probabilmente entro l’anno [2]. Magari sta già assaporando la “libidine” di poter annunciare, prima della tornata elettorale che lo riguarda, quanto sia stato bravo a rispettare il suo programma America  First e a salvare gli americani, ma a quel punto anche il Mondo, anzi pure quella parte che non  “meriterebbe” per aver diffuso il contagio. L’unica cosa che possiamo dire a proposito di salvezza che le proiezioni di morti negli USA a un certo punto si erano attestate poco sopra le 60.000 unità e siamo già a quota 87.000 con almeno 20 milioni i sussidi richiesti mentre la  pandemia nel mondo ormai conta oltre 300.000 vittime.

Comunque alcuni gruppi di scienziati sono realmente più avanti avendo iniziato ad inoculare i volontari che si sono candidati nelle prove, mentre altri sono già in procinto di iniziare la fase 2 nella sperimentazione. Per qualcuna (Moderna ad esempio per il CoViD, Novavax per il suo nuovo altro vaccino antinfluenzale Nanoflù) la Food and Drug Administration (FDA), l’ente governativo che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, ha anche autorizzato un percorso velocizzato per le sperimentazioni. In pratica, data l’unicità del prodotto che non ha alternative sul mercato, si concede una più veloce valutazione dei risultati nella speranza di ottenere un farmaco valido in tempi più brevi.

I vaccini mirano ad esporre il corpo, senza farlo ammalare, ad un determinato antigene verso il quale sia indotta la produzione di anticorpi ( Immunoglobuline) dal proprio sistema immunitario. Tale produzione ha lo scopo di bloccare oppure uccidere un virus che potrebbe infettarlo.
I ricercatori per ottenere una certa immunità utilizzano strade diverse. Alcune prevedono l’uso di virus indeboliti o resi inattivi (come per morbillo e poliomielite), o parti di virus resi inefficaci. Altre soluzioni prevedono di indurre immunità attraverso inoculi di proteine virali o frammenti di esse. Altre ancora informazioni genetiche di proteine del virus che inducano la attesa risposta immunitaria [3].

Se si volesse fare una valutazione probabilistica, è indubbio che nel mondo scientifico si attenda una risposta efficace tra coloro che hanno individuato nella proteina Spike della parete virale, il cui recettore della sua subunità S1 ( RBD: receptor binding domain) è l’ormai noto recettore ACE 2 (angiotensing converting enzyme 2), la parte più vulnerabile da bloccare. Il tentativo al quale si attribuisce maggior probabilità di successo è quello che prevede il blocco della zona di attacco tra S1 e ACE 2 cosa che impedisce la congiunzione del virus alla parete cellulare e quindi la possibilità del virus di entrare nella cellula. Ciò basterebbe per non consentire la sua replicazione e diffusione [4].

Fra tutto l’enorme lavoro di ricerca che si sta compiendo, per fortuna ve ne sono alcuni che hanno incassato piccoli grandi successi seppur in un percorso ancora lungo.

La maggior parte di queste aziende o istituti universitari o di ricerca hanno già concluso la fase di studio sulle cavie ed hanno ottenuto significative risposte anticorpali, qualcuna anche dai primati ad esempio macachi. Si è anche, per alcune, nella fase di studio della quantità di vaccino da utilizzare per ottenere una immunità soddisfacente, cioè l’adeguata produzione di anticorpi. Nell’impossibilità di dare contezza su tutte le iniziative, riferiamo di quelle a noi più note e rappresentative.

Diciamo anche che si lavora su due percorsi paralleli, lo studio che porterà a definire il vaccino migliore sui tanti percorsi ipotizzati, e l’altro aspetto consequenziale, ma parimenti importante, quello di una produzione sufficiente.

Sono chiaramente in ballo parecchi milioni di dosi che, si spera, possano raggiungere tutti. Su questo fronte i grossi gruppi farmaceutici, con i loro impianti e le organizzazioni più collaudate, hanno già definito la partnership con i laboratori che sono in fase di studi avanzati. Tra esse abbiamo chiaramente: AstraZeneca, Johnson&Johnson, Sanofi, GlaxoSmithKline, Merk, Pfizer, insomma i maggiori gruppi di settore.

Per gli studi sul vaccino invece abbiamo in Italia, a Pomezia due aziende coinvolte in piena corsa la IRBM e la Takis, entrambe ben consolidate su programmi dai quali potrebbe arrivare il successo. La IRBM, attraverso l’amministratore delegato Piero Di Lorenzo, ha rilasciato un’intervista durante la quale sono stati confermati i solidi rapporti con lo Jenner Institute legato alla Oxford University, fra l’altro noto per aver avuto finanziamenti importanti dalla organizzazione norvegese Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI coalizione per preparazioni innovative epidemiche). Di Lorenzo ha specificato che la proprietà intellettuale del vaccino resta inglese, confermando però che è stata loro sollecitata la produzione in modo soddisfacente secondo le necessità più allargate con evidenziata priorità Regno Unito e Italia.
L’altra azienda italiana la Takis con sede sempre a Pomezia, attraverso il suo amministratore delegato Luigi Aurisicchio, ha confermato la collaborazione con il Laboratorio di Virologia dello Spallanzani dicendo che i loro anticorpi generati dai topi, anche questa volta indirizzati verso la nota proteina Spike del Sars CoV -2, hanno neutralizzato, in vitro, il virus su cellule umane. Si attende che la stessa cosa avvenga sugli umani, mentre nel frattempo, in collaborazione con aziende USA (ad es. Linearx) si esplorano altre ipotesi tecnologiche.
La notizia più importante dell’attività antivirale studiata dal binomio Spallanzani- Takis è che ogni ipotesi, fra le 5 formulate, ha riscosso risultati interessanti che saranno ulteriormente sottoposti a valutazione dopo una seconda vaccinazione. Inoltre l’aspetto meritevole di considerazione, secondo quei ricercatori, è la possibilità per la loro proposta di vaccino di adattarsi alle mutazioni del virus nel giro di pochissimo tempo.

Sul fronte degli istituti di ricerca pubblici e privati negli USA si registrano attività ad esempio su Beijing Advaccine Biotechnology, la British Columbia University, Apeiron Biologics, Migal Research Institute, Tonix Pharmaceuticals e Clover Biopharmaceuticals.

Chiaramente anche nella Repubblica Popolare Cinese o nelle Coree le attività sono in gran fermento, ma per gli occidentali è ovviamente e storicamente preclusa la possibilità di conoscerne, non i dettagli, ma almeno i percorsi grossolani. Cosa ben diversa è quanto accade negli Stati Uniti che, magari, anticipano e forse magnificano oltre il dovuto, quanto è nelle loro possibilità. Su queste dichiarazioni infatti si stanno giocando milioni di dollari in valutazioni e capitalizzazioni di borsa soprattutto sul NASDAQ. Alcuni progetti di lavoro, ad esempio quello di una start up, sono  balzati agli onori della cronaca e delle valutazioni di borsa, non ancora per i risultati, ma per aver ottenuto cifre fantastiche per supportare la loro ricerca sul vaccino. Si tratta di Moderna ( MRNA nel Nasdaq) una società di biotecnologie con sede a Cambridge nel Massachussetts, quotata in borsa dal dicembre 2018, con solida esperienza in studi sull’RNAm (RNA messaggero) per cui il suo nome corretto sarebbe ModeRNA. La notizia che fa ben sperare e manda i mercati in fibrillazione è che la FDA ha concesso la procedura veloce (Fast track, ne abbiamo fatto cenno in precedenza) per la sperimentazione di mRNA-1273 il vaccino di Moderna contro Sars CoV-2. È prevista, in tempi molto abbreviati rispetto alle procedure standard, una fase 2 nella quale si valuterà la sicurezza del prodotto, le controindicazioni e l’immunità indotta dopo due inoculi a distanza di 28 giorni su 600 volontari. Se i piani avranno successo si attiverà entro la prima parte dell’estate alla fase 3.

Altre aziende sono impegnate in questi studi come Vir Biotechnology, Regeneron, INOVIO. In questi giorni un’altra azienda però con sede a Gaithersburg sta facendo parlare molto di sé. La Novavax riceverà un finanziamento sontuoso per sviluppo e produzione di vaccini anti Covid-19; 388 milioni di dollari dalla coalizione per preparazioni innovative epidemiche (CEPI). NVX-CoV2373, il nome del vaccino che Novavax, che gode dell’aiuto di particelle Matrix-M a dare una maggiore risposta anticorpale, ha per il suo candidato a battere il SARS-CoV-2. Sempre l’organizzazione norvegese ha dichiarato che con questo finanziamento Novavax potrebbe iniziare la produzione del vaccino di milioni di dosi entro il 2020 che nel 2021 potrebbero essere incrementate.
In un webinar il presidente della ricerca e sviluppo di Novavax, Gregory Glenn, ha presentato gli sviluppi del candidato al vaccino NVX-CoV2373. L’iniziativa ha l’obiettivo di diffondere i progressi e le conoscenze tra tutti coloro che sono impegnati nello sviluppo di vaccini ma anche tenere informati gli investitori in modo che il mercato ne rafforzi la capitalizzazione.

La corsa dicevamo è quindi lanciata, e sarà uno solo ad arrivare primo, il che significherà godere di grandi profitti che alcuni stanno già incassando in una borsa/mercato che notoriamente anticipa gli eventi. In termini di capitalizzazione del titolo, già raggiunte quotazioni giudicate esplosive che, però, alla minima ipotesi di insuccesso, sprofonderebbero nel baratro dei valori minimi. I movimenti di denaro infatti sono già stati considerevoli se si guarda alle raccolte che i centri di ricerca hanno dovuto cercare per garantirsi le somme necessarie a concludere i loro progetti.
L’idea che si ha è che il prodotto migliore o più sicuro, potrebbe non essere il primo; quel che è certo è che la richiesta è talmente elevata che chi comunque raggiungerà il traguardo troverà sicuramente le sue soddisfazioni in gloria, profitto e potere. Quando questo accadrà però, si spera che sia ancora forte il ricordo degli errori da non commettere più nel futuro. Se non fosse così, come alcuni saggi ipotizzano, troppi sacrifici saranno stati vani ed anche troppe somme dilapidate inutilmente mentre grandi profitti saranno divisi tra pochi.

Emidio Maria Di Loreto

[1] https://www.rai.it/ufficiostampa/assets/template/us-articolo.html?ssiPath=/articoli/2020/05/Le-grandi-inchieste-di-Report-su-Rai3-507b0fdf-7bb9-4972-b59e-f954f430a618-ssi.html
[2] https://www.agi.it/estero/news/2020-05-15/coronavirus-trump-vaccino-8626797/

[3] https://www.medicalfacts.it/2020/05/13/coronavirus-pillole-ottimismo-vaccino/

[3] https://www.medicalfacts.it/2020/05/13/coronavirus-pillole-ottimismo-vaccino/

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condivi l'articolo.
Condivi la cultura.
Grazie

Temi relativi all’articolo: