La Corte Costituzionale tedesca detta legge

Banca centrale europea BCE
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La sentenza della Corte Costituzionale tedesca è un’altra randellata, e questa volta dal socio di maggioranza in Europa, all’Unione europea e alle sue istituzioni. I giudici hanno accolto il ricorso di coloro che considerano il  Quantitative easing, il piano di acquisto di titoli voluto e messo in atto dalla BCE di Mario Draghi nel 2015, una violazione del mandato della BCE per il mancato rispetto del principio di proporzionalità (per l’Italia i titoli acquistati dalla BCE sono il doppio del capitale detenuto della stessa banca). Di fatto il giudici tedeschi fanno muro con la sentenza della Corte Europea che nel 2018 aveva dichiarato legittima la decisione della BCE e poi alza il muro con la stessa BCE che ha ribadito la bontà della sua condotta non configurabile come abuso dei suoi poteri.
La richiesta dei giudici tedeschi è di un chiarimento, entro tre mesi, da parte della BCE. In alternativa la Banca centrale tedesca dovrà rientrare della sua posizione uscendo dal programma di acquisto.

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