La crisi a pallate

tennis femminile
history 2 minuti di lettura

Il 2009 è stato un altro anno terribile per l’economia mondiale ma il tennis non ha subito rovesci di dimensioni simili sotto l’aspetto economico. Anzi in Gran Bretagna, dove la recessione è stata particolarmente dura, secondo  Tom Cannon  professore all’Università di Liverpool l’insieme di fattori come le finali ATP, il duo stellare Federer Nadal ma soprattutto l’ascesa dell’astro Murray potrebbe aver aggiunto 400 milioni di euro all’economia del paese. Il rapporto della Barclays Net Gains, da poco pubblicato, stima che i successi di Murray abbiano spinto oltre 200.000 persone ad intraprendere questo sport nel corso di quest’anno.
Anche negli Stati Uniti il 2009 si è chiuso con un numero di praticanti superiore del 12% rispetto al precedente e questo nonostante manchi tennisti di punta tra gli uomini.

Il giro d’affari generato da questo sport è di circa 6,6 miliardi di dollari. Una cifra che comprende tutto ciò che ruota intorno dall’abbigliamento ai diritti televisivi, ai biglietti per i tornei.
In questa stagione giocatori e giocatrici si sono contesi, secondo Bloomberg, 167 milioni di dollari con una media del 29% superiore al 2008.
I quattro i tornei del Grande Slam hanno aumentato i montepremi rispetto al 2008: Roland Garros da 23,3 a 24,2 milioni di dollari (+3,9%), US Open da 20,7 a 21,6 (+4,3%), Australian Open da 19,8 a 21 (+6,1%) e Wimbledon da 19,5 a 20,7 (+6,1%).
Per quanto riguarda gli spettatori gli Australian Open hanno visto un leggero calo rispetto all’anno precedente, sostanzialmente stabile il torneo francese e quello americano che ha superato le 721.000 presenze, mentre Wimbledon ha fatto segnare un nuovo record con oltre 511.000 presenze quasi 37.000 in più  rispetto al 2008. Si temeva che la nuova copertura mobile dell’impianto avrebbe reso meno affascinante l’andamento del torneo ma evidentemente la comodità e la regolarità di svolgimento paga.

Non che tutto sia rose e fiori. Il torneo di Indian Wells ha visto diminuire di un 10-15% gli introiti da biglietti e dall’ area ospitalità. Nemmeno a Shanghai le cose sono andate benissimo dove gli spettatore, complice il gran numero di ritiri e l’assenza di Federer, sono calati.
Ci sono stati anche casi di sponsor che per le conseguenze della crisi hanno chiuso il contratto. E’ il caso della Pilot Pen che ha lasciato il torneo di New Haven. Anche se tornei minori sono stati cancellati 5 tornei femminili, 5 maschili e 6 futures.
Anche i ritardi nella chiusura di accordi globali per la WTA e l’ATP sono un sintomo di qualche difficoltà.

In generale comunque come si diceva la crisi ha inciso meno in questo sport e una delle ragioni potrebbe essere la natura degli accordi commerciali e di sponsorizzazione: partner rilevanti e scadenze a lungo termine secondo il presidente della Federazione internazionale Francesco Ricci Bitti.
Forse un’altra ragione andrebbe ricercata nel fatto che si tratta di uno sport “internazionale” con eventi presenti in tutto il mondo e che concentrano in poco tempo l’attenzione dei media e degli appassionati. Come dire una tale diversificazione del portafoglio e dei rischi evita, rispetto a molti sporti basati su campionati nazionali, crolli generalizzati.
Michele Fiorillo

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condividi l'articolo.
Condividi la cultura.
Grazie

In this article