La crisi della scuola e le riforme sbagliate

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È partito il nuovo anno scolastico, tutte le istituzioni hanno fatto gli auguri di buon lavoro a studenti e insegnanti. Anche il presidente Mattarella ha ricordato il ruolo istituzionale della scuola. È intervenuto criticando duramente gli atti di bullismo dei ragazzi e dei genitori nei confronti degli insegnanti.

Tutto bene se non fosse che nessuno ricorda, o non vuole ricordare, il perché si sia arrivato a tutto questo.

Da quando la scuola è diventata un mercimonio, si è svuotata del suo ruolo principale di educazione e diffusione del sapere: il luogo dove si imparava ad avere una coscienza critica e libero pensiero.

Abolito il tempo pieno nella scuola primaria, per risparmio sul numero degli insegnanti, si è perso un metodo di insegnamento e di studio per i ragazzi di ampio respiro, si è perso il tempo di poterli osservare, capire, guardarli negli occhi e creare quel rapporto di fiducia che faceva la differenza anche per i genitori.
Nella scuola secondaria di primo grado e nelle scuole superiori le problematiche sono altre, tra tutte di sicuro, le famigerate classi pollaio. fino a 27 il numero di studenti in aule piccolissime. Come si può avere il tempo materiale di seguire, ascoltare, capire e farsi capire da studenti che sempre più sono distratti da una società votata all’apparire piuttosto che ad essere cittadini consapevoli.

Sempre meno fondi alla scuola pubblica aumentando i fondi alle scuole private. Questo il problema grave. Dirigenti scolastici e insegnanti vittime dei numeri. Evitare che i genitori scelgano per i propri figli l’iscrizione alle scuole paritarie, allora si parte alla ricerca convulsa di nuove strategie di accoglienza, sempre più progetti inutili da esibire.

Infine, ma in primis per gravità, i genitori hanno sempre ragione, permettendo loro, per questo, di avere nella scuola un ruolo che non gli appartiene. giudicano le insegnanti sul programma svolto, sui compiti assegnati, sui voti attribuiti ai propri figli. Quando va bene incombe la minaccia “cambio scuola a mio figlio”, nella peggiore delle ipotesi arrivano in classe e picchiano.

Alla luce di tutto questo, nessun monito ipocrita cambierà la situazione. ogni governante succedutosi negli anni ha criticato le riforme dei predecessori, ma mai nessuno è intervenuto se non per peggiorare la nuova riforma.
Angela Di Leo

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