La Croazia batte l’Italia nella finale del preolimpico e vola a Rio

Fiba Olimpic qualyfing torino 2016
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La finale del preolimpico è di nuovo Italia-Croazia: ma chi vince va direttamente a Rio e non come la seconda partita vinta dall’Italia nel girone eliminatorio. Paradossalmente il fatto di averla battuta solo 4 giorni prima implica magari qualche difficoltà psicologica in più che Ettore Messina ha tentato di spazzare facendo ricorso ad una gran concentrazione che purtroppo non è stata sufficiente.
Stessa cosa da Aza Petrovic che prima della gara non rilascia interviste ma, alla Claudia Angiolini di Sky, dice semplicemente: “A Rio andremo noi”. Avrà ragione. Agli Italiani non sono bastati un intero palazzetto ricco di 15.000 tricolori o maglie azzurre, non sono bastati i filmati delle più prestigiose vittorie ottenute negli anni dalle nostre nazionali, quelle che vincevano trofei, e riproposti da Sky in modo beneaugurante. Non è bastato neanche  un telecronista ispirato ed un commento tecnico pertinente (Flavio Tranquillo e Davide Pessina di Sky) che sembrava volessero spingere anche loro come tutti gli spettatori da casa e non è neanche bastato il nostro più prestigioso coach e quella che alcuni hanno indicato la nazionale di basket più forte di sempre. E allora onore alla Croazia, che ha saputo interpretare la sua partita come ha voluto, giocando la sua palla canestro, con maestria e guidata impeccabilmente dal suo coach. È sempre stata avanti, ha caricato di falli i nostri Gallinari, Datome, Belinelli, Melli che usciranno durante la gara e non ha perso i propri …occhi di tigre neanche durante l’interruzione di 23 minuti all’inizio per difficoltà tecniche al tabellone del Pala Alpitour. Il nostro quintetto si presenta con la variazione Gentile al posto di capitan Datome, e la scelta sembra felice perché vengono proprio da Gentile i nostri primi punti. Poi iniziano le nostre difficoltà al tiro con bassissime percentuali mentre i croati procedono secondo i loro piani pur avendo subito un tecnico iniziale a cui però ne è subito seguito un altro comminato all’Italia. Che la preparazione psicologica a reggere bene il confronto è a favore degli avversari lo si capisce anche quando durante la gara dai nostri vengono rifiutati tiri che invece sarebbero stati da prendere ed è proprio la stessa fondamentale condizione a favorirli e supportarli sempre. Lo si capisce quando arriva un nuovo tecnico preso da Petrovic che protestava giustamente per una stoppata irregolare di Melli che inchioda la palla sul tabellone ma lo fa solo dopo che la stessa lo aveva già toccato. Questo comporta che non vengono assegnati i due punti regolari alla Croazia e viene assegnato tiro libero e possesso successivo all’Italia. Malgrado le difficoltà gli azzurri riescono comunque a riagguantare il pari allo scadere ed è, quindi overtime.

Anche nei minuti supplementari la testa degli avversari è quella più adatta alla contesa. Per nulla impensieriti dalla rincorsa subita prendono tiri ad alto coefficiente di realizzazione che entrano facilmente il più delle volte con tiro aggiuntivo supplementare. Insomma Croazia più brava ed è giusto che vada a Rio. Anche per la scaltrezza di essere riusciti a mettere in campo tutta la loro volitiva capacità nel momento giusto è una nota di merito di cui bisogna tener conto. Finisce 84 a 78 con Dario Saric MVP e sempre i soliti Bogdanovic, Simon e Saric a fare incetta di minuti e punti senza mai dare apparenti segni di stanchezza. Noi aspetteremo altri quattro anni per riprovarci!
Il nostro torneo era iniziato con la Tunisia, mentre nell’altro girone si era giocata Grecia-Iran, dai toni soporiferi, vinta agevolmente dagli ellenici 78 a 53. Anche la gara dell’Italia, guardando il punteggio 68 a 41, direbbe che non c’è stata partita. E’ però stato così per il secondo tempo quando, evidentemente ben catechizzati da coach Messina, gli azzurri sono rientrati dopo il riposo con altro spirito lasciando solo due punti, contro i nostri 22, nel terzo quarto agli avversari. Nel primo quarto avevamo anche riproposto in quintetto il nostro Belinelli che subito, con 5 punti malgrado la maschera protettiva con la quale è costretto a giocare, teneva a galla la nostra baracca evidentemente contratta e poco concentrata. Malgrado ciò il primo tempo i chiudeva sul + 5; nella ripresa sarà un’altra musica come detto.
Nel secondo impegnativo confronto con la Croazia, avversario seppur giovane ma di ben altra caratura, è stato necessario un giusto approccio per una gara vinta 67 a 60 grazie ad una gran difesa che è riuscita, nel finale, ad alzarne anche ulteriormente il livello grazie ad un Daniel Hackett estremamente volitivo come nelle sue migliori giornate. Questo è stato preludio di grandi azioni negli attacchi successivi come la difesa su un Bogdanovic  altrimenti devastante nei primi due quarti, 19 punti nei soli primi 20 minuti. Molto bene Belinelli al quale la maschera protettiva continua a non creare apparenti fastidi; anche lui autore autore di 19 preziozissimi punti.
Nella nostra semifinale è previsto l’incontro contro il Messico che è risultato battuto dalla Grecia, mentre nell’altra gara gli Ellenici devono incontrare la Croazia risultata seconda nel nostro girone. Siamo a questo punto con sole altre due gare da vincere, senza appello, e quell’obiettivo che manca dal 2004 quando si guadagnò l’argento, potrebbe rientrare nei nostri programmi. A questo punto del torneo bisogna solo continuare nel programma di crescita: perfezionare ancora la difesa che ci sta già aiutando molto, e tornare a carburare bene in attacco meglio distribuendo le responsabilità in un roster sicuramente in grado di fare molto meglio dei nemmeno 70 punti messi a segno nei primi due incontri. È giusto così per il momento; se  riusciamo a qualificarci va bene così e Messina ed i suoi avranno tempo per meglio perfezionare il mix.
La giovane e rinnovata Grecia del ventunnenne Giannis Antetokounmpo dei Milwaukee Bucks e del fratello ventitreenne Thanasis, che gioca con i Knicks, nella prima delle due semifinali contro la Croazia resta sconfitta dopo una lunga rincorsa ai 24 punti di svantaggio accumulati soprattutto nei minuti iniziali in cui sceglie di concedere tiri da 3 in libertà che gli avversari sfruttano al meglio. Alla fine della rincorsa sono stremati, come per la verità pure la Croazia, e non riescono più a far loro la gara. Certo che i due  Antetokounmpo mostrano durante la gara di essere capaci di giocate meravigliose e di errori parimenti inimmaginabili. Se riuscissero a limare questo tipo di grossolane inadeguatezze, probabilmente causate dalla loro inesperienza,  il loro apporto sarebbe strabiliante.
La partita con il Messico di Jorge Gutierrez, ex play di Brooklyn Nets e Charlotte Hornets,  e di uno strepitoso Francisco Cruz, è stata anch’essa impegnativa nella parte iniziale e, grazie ad una gran difesa ed una buona dose di pazienza, si è costruito il finale vittorioso sui volenterosi centroamericani. Finisce 79 a 54 con buone prestazioni di Melli oltre che dei soliti Belinelli e Gallinari inizialmente, una bella rotazione di tutto il roster che ha permesso di distribuire minuti e quindi fatica su tutti.
Assorbendo questa ennesima delusione, ripartiranno le analisi. Sicuramente torneranno in piazza recriminazioni a iosa. Quel che è certo è che il movimento necessità di rimedi fondamentali che passo passo potranno invertire il trend senza però l’utilizzo di scorciatoie che non aiuterebbero.
Emidio Maria Di Loreto

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