La finale scudetto di basket e il nuovo ministro dell’Istruzione

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L’ultima serie della finale scudetto di pallacanestro 2018, al meglio delle sette gare, si apre con una novità non di poco conto. Il leghista Marco Bussetti è stato nominato Ministro dell’istruzione.

Marco Bussetti

Si tratta di un ex allenatore di pallacanestro nelle minors lombarde e, normalmente, quando si proviene da questi settori e si è insegnante di educazione fisica, si conoscono i meccanismi che regolano l’istruzione delle nuove leve in senso lato.
La lunga gavetta nell’insegnamento, sui parquets e nelle scuole, costituisce un’esperienza che ha portato a cimentarsi con realtà burocratiche difficili da gestire ma che, conoscendole, non sarà difficile tentare di mutarle in meglio.

Il compito sarà impegnativo e lungo: ridare dignità ad insegnanti ed istruttori ed al mondo della scuola, rimodulare gli interventi denominati “buona scuola” ma non sempre considerabili tali, le problematiche legate all’alternanza scuola lavoro che espone più a situazioni di sfruttamento lavorativo senza che si elargisca preparazione ai ragazzi, sono già un lungo ed impegnativo percorso. Sarà lecito sperare che si riesca anche a buttare un occhio verso le antiche passioni quali la pallacanestro e le altre discipline?

Basterebbe aiutarsi prendendo a riferimento quanto fatto dalle nostre eccellenze in ambito internazionale. Il QS World University rankings ha assegnato al Politecnico di Milano il riconoscimento di migliore Università Italiana: così difficile esportare i metodi di questa università all’intero sistema? Spesso discorso per lo sport. Altre nazioni, Germania, la piccola Islanda nel recente passato, i paesi Baltici, a partire dalle scuole, hanno investito molto su istruttori qualificati ed impegni sportivi anche scolastici che evidentemente pagano. Pure nell’arbitraggio abbiamo eccellenze dalle quali trarre i migliori insegnamenti da mettere a disposizione per le generazioni future, occorrerà non disperderle. Sul fronte meramente politico però, speriamo di poter fugare presto le perplessità indotte dal discorso di insediamento del nuovo premier Conte e sulle sue scontate e scarne argomentazioni sul fronte dell’Istruzione. Comunque, il Governo del cambiamento, si spera in meglio, non potrà permettersi di essere ricordato come la solita enunciazione dialettica.

Tornando alla finale scudetto e alle Aquile di Trento, dopo aver concesso il primato nella finale dello scorso anno a Venezia, ci riprovano ancora contro Milano. Vi arrivano facendo incetta di complimenti con capitan Forray che sa il fatto suo, un infortunio penalizzante che affligge il suo miglior Flaccadori, ed un Buscaglia all’altezza della situazione con un gioco efficace anche se senza uso di centri dominanti, sotto le plance. Milano invece sfodera i suoi investimenti onerosi, al solito, che hanno deluso oltre misura in Eurolega, un Pianigiani maestro nel comandare il far girar palla velocemente, e qualcos’altro agli avversari, grazie al suo Cinciarini fidato play.

Lo scudetto quindi risulterà assegnato alla squadra più aggressiva e tutto cuore ma senza centri, Trento, oppure a quella dal miglior gioco organizzato, zeppa di stranieri talentuosi e soldi, che non incassa però nell’ambiente grandi simpatie? Le gare, le prime due gare, si tengono al Forum di Assago e nella prima delle due un Andrew Goudelock sontuoso, 26 punti in gara uno, concede la prima vittoria a Milano.
Nella seconda gara, appena terminata, le dichiarazioni pre-gara di Maurizio Buscaglia chiedono ai suoi una maggior compattezza di squadra accompagnata ad una maggior intensità di gioco ed una difesa più efficiente. Simone Pianigiani desidererebbe, di contro per i suoi, una maggior attenzione ai dettagli difensivi ed una ricerca più efficace del contropiede.
La gara si apre anche con la possibilità che si raggiungano i 1000 punti in serie A di Forray ed il record di assist ormai alla portata di capitan Cinciarini. Il piano partita di Buscaglia, complice anche le cinque palle perse in altrettanti minuti di Milano, sembra funzionare ma a 4 minuti dal riposo si accendono Jerrells, 27 punti alla conclusione, ed ancora il minimamba Goudelock, per lui saranno 25 i punti finali, che chiudono il secondo tempo con Milano a più 10 sul 57 a 47.
Si è segnato molto, con gli attacchi che evidentemente hanno prevalso sulle difese, e con Trento che non ha mai abbandonato l’idea di poter rientrare cosa che accade a 5 minuti dalla fine dell’incontro quando le aquile sono ad un solo possesso. È qui che si ha l’impressione che le risorse energetiche di Trento soccombono di fronte alla qualità superiore del lungo roster milanese. È in questo momento che Sutton viene punito con un tecnico che significa due liberi ed ancora possesso che respingono definitivamente Milano verso il due a zero grazie al 90 ad 80 della serata. Da sabato si giocherà a Trento che non avrà ancora Flaccadori sul parquet ma solo in panchina. Per una squadra che sta profondendo tante energie per il proprio miglior gioco significa tantissimo anche se le Aquile sono abituate a non arrendersi fino alla conclusione. E’ probabile che sotto la spinta del pubblico amico, molto corretto ma in grado di sostenere i suoi in modo significativo, Trento possa riaprire i pronostici ed allungare anche di molto la serie.
Nel frattempo Meo Sacchetti ha diramato le convocazioni per la gara del 28 Giugno a Trieste contro la Croazia. Torna Daniel Hackett e appaiono per la prima volta Jeff Brooks e Nico Mannion.
Emidio Maria Di Loreto

 

Gara 1 Milano-Trento 98-85
(15-12, 47-34, 70-52)

Milano: Goudelock 26, Micov 16, Vicerina ne, Pascolo 2, Terczewski 14, Kuzminskas 5, Cinciarini 6, Cusin ne, Abass ne, Bertans 9, Jerrels 10, Gudaitis 10. Allenatore: Pianigiani.
Trento: Franke 11, Sutton 8, Silins, Forray 11, Conti ne, Flaccadori ne, Gutierrez 6, Czumbel ne, Gomes 10, Hogue 8, Lechthaler, Shields 31. Allenatore: Buscaglia.
Arbitri: Sabetta-Lanzarini-Aronne.

Gara 2: Milano- Trento 90-80
(27-29, 57-47, 71-61)

Milano: Goudelock 25 ,Micov 11, Vecerina ne, Pascolo, Tarczewski 4, Kuzminskas 4, Cinciarini 2, Cusin ne, Abass ne, Bertans 6, Jerrells 27, Gudaitis 11. Allenatore: Pianigiani.
Trento: Franke 3, Sutton 8, Silins 15, Forray 9, Conti ne, Flaccadori ne, Gutiérrez 7, Czumbel E. ne, Gomes 18, Hogue 3, Lechthaler ne, Shields 17. Allenatore: Buscaglia.
Arbitri: Begnis, Sahin, Sardella.

I convocati da Sacchetti: Awudu Abass (Milano), Pietro Aradori (Virtus Bologna), Paul Biligha (Venezia), Jeffrey Brooks (Malaga), Christian Burns (Cantù), Francesco Candussi (Mantova), Amedeo Della Valle (Reggio Emilia), Ariel Filloy (Avellino), Diego Flaccadori (Trento), Simone Fontecchio (Cremona), Raphael Gaspardo (Pistoia), Daniel Hackett (Bamberg), Niccolò Mannion (Pinnacle High School), Andrea Mezzanotte (Treviglio), Davide Moretti (Texas Tech University), Mattia Palumbo (Treviglio), Davide Pascolo (Milano), Achille Polonara (Sassari), Giampaolo Ricci (Cremona), Brian Sacchetti (Brescia), Amedeo Tessitori (Biella), Stefano Tonut (Venezia), Luca Vitali (Brescia), Michele Vitali (Brescia)

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