La finanza senza decenza trucca anche i cambi

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È inutile gridare allo scandalo per i comportamenti illeciti e criminali della finanza senza regole e controlli. Finché non ne verrà fortemente ridimensionato il ruolo e l’impatto monetario sul sistema economico, manipolazioni, truffe, evasioni a grandi livelli continueranno ad essere all’ordine del giorno con devastanti conseguenze per i cittadini di ogni angolo della terra come dimostrano questi anni di crisi generati dalla speculazione finanziaria. E senza parlare delle enormi disparità e diseguaglianze che ha generato e continua a generare.

Leggiamo di multe salate comminate agli Istituti coinvolti o della creazione di regole e controlli comuni delle autorità di regolamentazione globali come quelle che l’Organizzazione Internazionale delle Autorità di controllo dei mercati finanziari (Iosco) potrebbe portare avanti. Ma senza un ridimensionamento vero saranno solo palliativi, un modo per dare un’ulteriore puntello alla validità del complesso finanziario. Le Autorità di controllo finiscono per arrivare quando i danni sono già fatti e essendo la società troppo grande per fallire, i costi vengono imputati allo Stato e quindi ai cittadini.

L’ultimo arrivato tra i comportamenti illegali è quello legato alla manipolazione dei cambi, mentre non si è ancora chiuso quello collegato alla manipolazione del Libor e dell’Euribor di cui ci siamo già occupati su Mentinfuga.
In pratica gli agenti di alcune grandi banche avrebbero truccato il tasso di cambio tra le 160 monete di tutto il mondo per speculare sugli oltre 5 miliardi di dollari al giorno che si scambiano su questo mercato. Alcuni operatori si sarebbero illegalmente accordati per condizionare l’indice Wm/Reuters che permette di calcolare, sulla base delle transazioni passate sui mercati nell’arco di sessanta secondi, il valore di cambio delle suddette monete.
La Financial Conduct Authority (FCA), insieme ad altre autorità in diverse nazioni, ha avviato un’indagine che riguarda eventi a partire dal 2008, subito dopo la deflagrazione della crisi e che dovrà chiarire molte cose. Le indagini concernono soprattutto il Foreign Exchange (Forex) il mercato dei cambi della City, il più importante del mondo.
Intanto la Barclays ha mandato a casa più di una decina di dipendenti, gli ultimi sei operatori sospesi il 1 novembre. Il 4 novembre è entrata nel gruppo degli istituti indagati anche la HSBC britannica facendo compagnia alle svizzere Credit Suisse e Usb, alla tedesca Deutsche Bank e alle americane Citigroup e Jp Morgan.
La manomissione ha riguardato soprattutto i cambi delle monete minori, per esempio latinoamericane o scandinave, perché gestibili con maggiore facilità. In generale la manipolazione è facilitata dalla concentrazione dei dati per il Wm/Reuters forniti per più della metà da Barclays, Citigroup, Deutsche Bank e Barclays. Marc Roche su Le Monde scrive che «il mercato dei cambi  è un oligopolio in mano ad un pugno di lobby bancarie guidate da Deutsche Bank, Citigroup e Barclays. Di solito le autorità di vigilanza non se ne interessano. I suoi protagonisti sono e restano le banche […]. La banca d’Inghilterra, per esempio, ha una fiducia tale negli agenti di cambio che si accontenta di controllare la categoria attraverso un comitato di undici operatori. Oggi tre di questi operatori sono stati sospesi» [1].
Loretta Napoleoni riprendendo il tema degli scandali del Libor e dei tassi di  cambio scrive che «agli amici neo-liberisti, che tanto osannano la deregulation finanziaria e che attaccano le tesi di chi, come me, vorrebbe mettere a questa giungla di denaro almeno qualche paletto per proteggere gli animali domestici dalle belve selvagge, vorrei porre questa domanda: in 5 anni dal crollo della Lehman Brothers cosa abbiamo noi semplici cittadini guadagnato dalla gestione cosiddetta neo-liberista della crisi?». Ecco forse qualche paletto non basta se non si riducono il ruolo della finanza e le dimensioni stesse degli istituti finanziari.
Pasquale Esposito

[1] Marc Roche, “Monete truccate”, Le Monde. L’articolo è stato tradotto da Ximena Rodriguez Bradford su Internazionale, 8-14 novembre 2013, pag. 100
[2] Loretta Napoleoni, “Finanza e scandali, il neoliberismo ha forse risolto la crisi?”, www.ilfattoquotidiano.it, 3 novembre 2013

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