La fotografia di Luciano e Guido Paradisi

Scanno Luciano Guido Paradisi
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In alcuni articoli di Mentinfuga, per lo più quelli che raccontavano la natura, i luoghi, le devastazioni ambientali e le tradizioni in Abruzzo abbiamo avuto l’opportunità di pubblicare immagini di Luciano e Guido Paradisi.
Si è trattato di foto fuori dagli itinerari che contano ma che, per loro fortuna, contano loro stesse su un fascino unico, inimitabile. Ogni scatto, ogni  immagine proposta, ha portato chiarezza espositiva aggiunta ed abbiamo deciso di rendere partecipi i lettori di un più ampio esempio della loro fotografia.

Dopo un iniziale interesse verso la pittura, quella fatta di “oli” e di “ spatolati”, Luciano rimase folgorato dalla fotografia e dal suo primo mezzo di lavoro: una reflex Edixa mod. D.  Presto viaggi in Nepal e India gli svelarono possibilità di soggetti fotografici per reportage interessantissimi per le cosiddette foto di strada. I riconoscimenti arrivano anche con l’esperienza di fotografo per un quotidiano ma la sublimazione del proprio lavoro artistico sarà quando suo figlio decide di raccogliere il suo talento e proseguire nella strada segnata dal genitore.
Da questo momento nasce un sodalizio artistico attivissimo, una sorta di produzione a quattro  mani, a tratti eroica per il dispendio atletico necessario alla ricerca della miglior inquadratura e della miglior condizione di luce come potrete osservare per molte delle foto. È abituale il ricorso a bivacchi estremi in zone impervie. Così si ottengono le esplosioni di colori in gradazioni inimmaginabili dei fiori, dei prati illuminati dal sole i cui raggi trovano un pertugio tra le nuvole e si approfondano nelle magnifiche gole e nei corsi d’acqua dei monti abruzzesi. Oppure le nebbie che risalgono i pendii o le sterminate faggete dei parchi abruzzesi che acquisiscono colori autunnali impressionanti per tonalità e dimensioni, come pure le acque dei bacini e dei corsi tumultuosi, attraverso foto che trasmettono una tridimensionalità ed una dinamicità maestosa. Le esperienze pittoriche giovanili fanno ancora sentire il loro influsso benefico.

Kathmandu preghiera Ganesh
Kathmandu, preghiera a Ganesh. Meditazione mistica per Ganesh, il dio della famiglia, per raccomandare i propri cari.
Kathmandu
Kathmandu. L’espressione di grande dignità, seppur stanca, del conducente di risciò in attesa di una nuova corsa.
Nepal bambino
Nepal, Madonna con bambino. Tenerezza infinita ad ogni latitudine e longitudine.
Kathmandu
Kathmandu. Lezione di preparazione per Nescafè in un chiosco.
Albania
Albania, profili. Difficile ipotizzare quanto sia cercata la sovrapposizione dei profili
Albania pastore
Albania, pastore. Serenità, malgrado il disagio delle basse temperature e della pioggia vinto grazie ai tre cappotti.
Scanno
Scanno. Una nuova alba impegna nelle ritualità cicliche in cucina, quasi ci raggiungono i sapori.
Anversa degli Abruzzi
Anversa degli Abruzzi. L’alba coglie gli abitanti ancora al caldo delle coltri e le nebbie risalgono tra le luci ancora accese.
Campo Imperatore
Campo Imperatore. Uno scatto per l’alternanza di ombre a diversa intensità.
Calderone
Calderone. Corno grande, Corno piccolo tra le nubi. Ansel Adams avrebbe apprezzato.
Scanno vallone della Terratta
Scanno, vallone della Terratta. Uno scatto a colori per l’esaltazione dei bianchi e dei neri.
Camoscio
Camoscio. Equilibrismi in verticale di un cucciolo di camoscio.
Majella Guado San Antonio
Majella, Guado San Antonio. Tutte le gradazioni dei colori dell’autunno esaltati dalla pioggia appena scesa.
Orfento
Orfento. Le acque dell’Orfento dove l’indimenticato etologo Paolo Barrasso ha curato la felice reintroduzione della lontra.
Gran Sasso tramonto Corno Grande
Gran Sasso, tramonto sul Corno Grande. Per esplorare montagne di altri mondi non è necessario andare molto lontano.
Majella passo San Leonardo
Majella, passo San Leonardo. La lotta perenne tra sole, nebbia, luce, per il cadenzare ritmico degli elementi vitali.
Majella Monte Amaro.
Majella, verso Monte Amaro. Indugiare tra l’aridità delle pietraie, il sole e le nuvole.
Majella
Majella. Ognuno sta solo sul cuore della terra/ trafitto da un raggio di sole/ Ed è subito sera. (Salvatore Quasimodo).

Emidio Maria Di Loreto

Per chi volesse sapere di più su Luciano e Guido Paradisi: http://www.tripsinitaly.it/

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