La Grecia in povertà: un avvertimento per la voglia di Troika in Italia

Grecia Bandiera
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La voglia di Troika ha oramai colpito anche l’Italia. Sui media iniziano a farsi largo ipotesi sul fatto che il nostro paese non è più in grado di arrestare la crescita del debito pubblico da una parte e non ha la forza politica (leggasi Matteo Renzi) per affrontare quelle riforme che cancellano i diritti dei lavoratori tanto care all’élite economico-finanziaria. In questi giorni si parla di Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, come possibile sostituto dell’attuale premier.
Ci si sarebbe dovuto aspettare una levata di scudi di straordinaria virulenza contro tutte queste argomentazioni circa crescite di 0, un decimale piccolo a piacere o di riduzione del deficit o di surplus di bilancio perché molti cittadini sono stati estromessi da una vita dignitosa. Anche affermazioni come quella di Klaus Regling, direttore responsabile del Meccanismo europeo di stabilità [Mes] volgarmente detto Fondo Salva Stati, che dichiarava: «grazie ai nostri prestiti a bassi interessi, la Grecia ha risparmiato 8,5 miliardi di euro l’anno, circa il 4,5% del Pil del paese» [1] non hanno visto commentatori e telegiornali ribattere sulla banalità e parzialità di queste tesi. Sarebbe bastato un giro per l’Europa, non solo mediterranea per contrabattere questo approccio finanziario.

Oggi i rappresentanti della Troika sono tornati in Grecia per incontrare il ministro delle Finanze Gikas Hardouvelis per l’ulteriore round di trattative con lo sfondo la richiesta degli investitori internazionali di modifiche sostanziali allo Statuto dei lavoratori sul quale sembra che il governo non voglia cedere, mentre la compagine di  Antonis Samaras sembrerebbe intenzionata a ridurre le aliquote fiscali su imprese e professionisti, le tasse sulle auto lussuose e  tassa di solidarietà [2].
Nel frattempo un’inchiesta condotta dall’Istituto del Lavoro (INE) del principale sindacato greco GSEE parla di un lavoratore su tre nel settore privato greco che guadagna un salario da 300 euro netti al mese (440 euro lordi). La disoccupazione da una parte e la diffusione dei “contratti di lavoro flessibili” – imposti dalla Troika in cambio degli aiuti – hanno allargato a dismisura il numero di coloro (circa 500 mila) costretti ad accettare stipendi da fame indistintamente dalle qualifiche di ognuno, età o sesso.
E quando parliamo di Grecia il termine fame non serve ad enfatizzare la drammaticità della situazione, ma è la realtà.
Il rapporto “Politiche sul reddito minimo nell’Unione Europea e in Grecia: uno studio comparativo” stilato da alcuni economisti per conto dell’Ufficio bilancio del Parlamento greco spiga come il 58% della popolazione e cioè 6,3 milioni vive in una condizione di precarietà totale. Di questi 3,8 milioni vivono sotto la soglia di povertà e non sono previsti interventi per attenuare significativamente l’indigenza di milioni di persone.
Questi dati collocano la Grecia, secondo Eurostat, al primo posto nell’Unione Europea in termini di rischio di povertà e ha anche il tasso di povertà effettiva maggiore (23,1%), oltre ad essere quarta, dopo Spagna, Romania e Bulgaria, in termini di disuguaglianza sociale. Il povero è un proprietario di immobile che guadagna meno di 432 euro al mese per un singolo e, per una famiglia di quattro persone meno di 908 euro al mese [3].
In Grecia la sanità pubblica è stata decimata e i costi delle prescrizioni per i farmaci sono aumentati anche del 75%. Da qualche settimana sono stati resi più difficili i test di screening che riguardano in particolare la prevenzione del cancro (pap test, mammografia, controllo del cancro alla prostata), ma anche di PET-scan e raggi-x [4]. La salute pubblica è un optional con una prevenzione sempre più difficile.

Ma come se nulla fosse c’è stato il varo del sottomarino Pipinos, prima di tre navi del suo genere commissionate dalla Marina Militare e realizzate dai Cantieri Navali ellenici. Un terzo sottomarino dovrebbe essere varato a fine anno. Per la cronaca il primo di questa serie di mezzi navali fu varato nel 2010, in piena crisi, e fu costruito in Germania [5].
Pasquale Esposito

[1]“Klaus Regling del Mes: neanche la decenza del silenzio rispetto al massacro in Grecia”, www.lantidiplomatico.it, 16 settembre 2014
[2] “Crisi: Grecia; oggi i funzionari troika tornano ad Atene”, www.ansa.it/ansamed, 29 settembre 2014
[3] “In Grecia tre cittadini su cinque vivono in condizioni di povertà. Rapporto shock del Parlamento”, www.lantidiplomatico.it, 26 settembre 2014
[4] “Ammalarsi di cancro oggi nella Grecia della Troika”, www.lantidiplomatico.it, 10 settembre 2014
[5] “Difesa: Grecia; primo sottomarino nazionale pronto al varo”, www.ansamed.info, 26 settembre 2014

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