La Grecia sotto il tacco d’acciaio del finto debito pubblico

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La situazione del popolo greco è sotto gli occhi di tutti. Giornali e Tv mostrano immagini raccapriccianti e ci danno notizie, se possibile, peggiori. La situazione è esplosiva. Ciò a causa del debito pubblico

contratto negli anni trascorsi. Ma la salvezza, per fortuna, è dietro l’angolo.

Grecia. Creta, Ierapetra. Maggio 2011. Foto Bianca Tor

FMI e BCE sono disponibili ad effettuare un prestito di 130 miliardi di Euro, al fine di evitare la imminente bancarotta. Ma il popolo ellenico deve fare la sua parte. I proprietari degli Enti futuri creditori hanno proposto delle “misure”, prontamente accettate dai regnanti greci, in nome e per conto di chi li ha eletti, che sono coloro che faranno i sacrifici.
Tra gli impegni presi, e ne sono moltissimi, ne cito solo alcuni. C’è la riduzione del salario minimo garantito e quella delle spese nella sanità. Sono previsti quindicimila licenziamenti nel settore pubblico e coloro che conservano il proprio posto di lavoro vedranno decurtato il loro stipendio. Infine c’è da cedere un po’ del patrimonio pubblico. Si privatizzeranno le società petrolifere e del gas, ma anche quelle delle lotterie e dell’acqua. Sembra che anche il patrimonio artistico potrà essere sfruttato da società non pubbliche. La pressione fiscale è destinata fatalmente ad aumentare.
Tutto ciò avrà conseguenze gravissime sulla gente che si vedrà ripiombata in una situazione di forte indigenza. Coloro che hanno messo a punto il piano, tuttavia, garantiscono che, nel giro di qualche anno, la ripresa economica riporterà il benessere. Favole!
Penso, invece, che la vita e i sogni di quel grande popolo, che non poco ha contribuito alla costruzione della nostra civiltà, stanno per essere definitivamente stroncati.

Voglio spiegare le ragioni di questa mia convinzione, facendo un parallelo tra gli Istituti futuri creditori della Grecia e i Monti Frumentari.
I Monti Frumentari sorsero sul finire del XV secolo ed erano gestiti soprattutto da religiosi. Si trattava di istituti che prestavano sementi, soprattutto grano, ai contadini poveri che, pur volendo avviare la coltivazione del proprio campo, ne erano sprovvisti. Dal canto loro gli agricoltori si impegnavano a restituire tutto il prodotto preso a prestito aumentato del 5%. Qualora, a causa di avverse vicende, non avessero potuto onorare il debito, non sarebbero stati perseguitati, né sottoposti a salasso. Molti furono coloro che, grazie a quei “granai” evitarono la morsa dell’usura.
A me interessa porre l’accento su di un paio di cose.
Il M. F. cedeva al richiedente, ad esempio, grano, cioè un bene reale in una precisa quantità. L’istituto quindi  si impoveriva di quel bene momentaneamente, per poi ritornare ad avere la quantità iniziale, più un piccolo surplus.
Se il contadino non restituiva le sementi ottenute in prestito, il Monte le avrebbe perse per sempre. In tal caso ricostituire la scorta iniziale non sarebbe stato facile. Al gestore dell’istituto non era  data la possibilità di aumentare, da un giorno all’altro, magari con un colpo di bacchetta magica, la quantità di sementi a sua disposizione.

Veniamo alla Grecia. Ho già detto che BCE e FMI sono disposti ad effettuare un prestito di 130 miliardi di Euro. Ma, quale natura ha questo prestito? Sarà costituito da banconote e da una numero digitato sul computer del creditore e inviato su quello del debitore.
Le banconote verranno stampate dai proprietari del FMI e della BCE, che sono persone fisiche con nome, cognome e una faccia più o meno bella. Il costo della stampa è irrisorio, quello del click elettronico è zero. Questi creditori, di fatto, non si privano di nulla. “Produrre soldi” per 130 o per 1.300 miliardi di euro non fa grande differenza. Invece di una stampante se ne mettono in moto tre. Al posto due, si lavora per tre giorni Nel caso di moneta elettronica, digitare 130 ovvero 130.000 miliardi di euro è assolutamente uguale. Nel caso del Monte frumentario, passare da 100 quintali di grano a 1.000 era impresa ardua. Sarebbero occorsi anni di lavoro e sacrifici durissimi.
A fronte di un debito concreto, ovvero sementi, l’agricoltore non aveva altri impegni nei confronti del Monte, se non quello di coltivare diligentemente il suo pezzo di terra. BCE e FMI a fronte di un debito etereo richiedono ai Greci immani sacrifici reali.
Se il popolo ellenico  non dovesse onorare il proprio debito, di fatto, i loro creditori non perderebbero nulla. Il Monte Frumentario, se il contadino non avesse restituito il grano prestatogli, che è un bene reale, lo avrebbe perduto per sempre.
Ora, la BCE è una azienda privata i cui proprietari, ripeto, sono persone fisiche. Il FMI è per la quota di maggioranza relativa di proprietà della Fed, che è a sua volta privata.
Chi e perché ha fatto sì che nomi come Rothschild, Onassis, Rockfeller, o chi per loro,  potessero mettere in atto questa opera di macelleria sociale in Grecia? Ma questa non è forse usura? E’ un caso che questo Paese versi in una  situazione così drammatica?
Io credo che tutto sia stato programmato. Vediamo perché con il prossimo articolo.

Tommaso Pontonio

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