La La Land. La magia del musical e la malinconia del jazz

La La Land locandina
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Un pianista che assiste al lento sgretolarsi del suo mondo e un’aspirante attrice che, un provino dopo l’altro, vede allontanarsi sempre più la possibilità di realizzare il suo sogno; un romantico tramonto a Los Angeles con vista sulla città e la complicità di un ballo tra una panchina ed un lampione; il planetario di Gioventù Bruciata in cui ci si intrufola furtivamente dopo l’orario di chiusura ed un bacio appassionato che toglie il respiro ed anche la gravità.

La La Land Stone e Gosling che ballano

Gli ingredienti del musical classico ci sono tutti – più di quello targato MGM degli anni cinquanta (considerato la vetta del genere, nella realizzazione della leggendaria Arthur Freed Unit), che non di quello RKO degli anni trenta (cioè, per intenderci, della fortunata serie di film con l’intramontabile coppia formata da Fred Astaire e Ginger Rogers).

E si capisce fin dalle prime battute: una danza sfrenata tra le auto in sosta si trasforma in un’orgia di colori; gli autisti esasperati dal traffico bloccato diventano all’improvviso cantanti e ballerini strepitosi che, tra bici e skate che sfrecciano usciti da chissà dove, piroettano e si slanciano tra i veicoli fermi; una spettacolare inquadratura in campo lungo riprende l’asse attrezzato su cui si svolge la scena con le macchine in coda sui cui tettucci tutti ancora ballano a ritmo di musica.


Musical classico, quindi, ma con qualche innesto che lo renda contemporaneo ed al passo coi tempi (come per il jazz suonato dai Messangers, il gruppo musicale che fa la fortuna di Seb). Perché bisogna sempre sperimentare; anzi, bisogna essere rivoluzionari! Anche Thelonious Monk lo era, come appunto fa notare Keith a Seb quando quest’ultimo si ostina a difendere il jazz più tradizionale ed a rifiutare, in nome di una malintesa coerenza col proprio sogno, ingaggi come pianista in ambiti musicali non ortodossi. E se anche il musical deve essere rivoluzionario, ecco allora che sottotraccia, tra le luci abbacinanti delle ribalte ed il mondo a colori caratteristico di questo filone cinematografico, scorre una storia più ruvida, più autentica, più vera. E non è quella che prende forma sullo schermo. La intuiamo, se mai, tra le note della musica suonata da Sebastian, nelle piccole dissonanze che cominciano a percepirsi nella vita in comune tra Seb e Mia, negli accordi minori del film che trasformano il tema musicale che stiamo ascoltando, da motivo gioioso ed intenso, in una ballad un po’ cupa.
Come in ogni musical che si rispetti, anche in La La Land (fresco di 14 nomination agli Oscar 2017), c’è una storia d’amore folgorante e i due protagonisti che la vivono sono animati ognuno da una forte passione: la musica in un caso, il cinema nell’altro. Hanno un sogno da realizzare per il quale lottano con tutte le proprie forze.

La La Land Stone e Gosling
Ma se Sebastian (un Ryan Gosling che francamente abbiamo visto più a proprio agio come pilota spericolato in Drive di Refn o come addetto stampa ne Le idi di marzo di Clooney, che non con le scarpe da ballo ai piedi) vive per il pianoforte e sogna di aprire un jazz club per fare in modo che la sua musica non debba scomparire (salvo deviare per un po’ dalla strada maestra perché la vita non è mai segnata da un percorso rettilineo ed il jazz, come noto a tutti gli amanti del genere, è fatto di accordi e dissonanze) e Mia (interpretata da un’ottima ed intensa Emma Stone) sogna di poter diventare un’attrice (salvo avere, anche lei, un ripensamento ed abbandonare momentaneamente la scena), allora nessun finale è scritto. Perché la vita che un giorno ci avvicina quello successivo ci può allontanare, e la passione che brucia dentro può condurre in qualunque direzione. E certo che se si potesse riavvolgere il nastro del film della propria vita e rigirare le scene principali come se si fosse i protagonisti di un musical sarebbe tutto diverso…
Cinque stagioni si avvicendano, con una ellissi temporale nell’ultima parte del film: da un inverno iniziale ad uno finale, passando attraverso una primavera densa di promesse, un’estate indimenticabile ed un autunno sommesso. La vita, sembra dirci Chazelle, è un lungo inverno rischiarato solo dal calore dell’amore.

Gianfranco Raffaeli

Scheda del film:

Titolo originale: La La Land
Genere: Musical
Origine/Anno: USA/2016
Regia: Damien Chazelle
Sceneggiatura: Damien Chazelle
Interpreti: Ryan Gosling, Emma Stone, J.K. Simmons, Finn Wittrock, Sonoya Mizuno, Rosemarie DeWitt, Josh Pence, Jason Fuchs
Montaggio: Tom Cross
Fotografia: Linus Sandgren
Scenografia: David Wasco
Costumi: Mary Zophres
Musiche: Justin Hurwitz

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