La linea verticale di Mattia Torre

history 3 minuti di lettura

Normalmente leggere le statistiche non aiuta molto: la drammaticità del numero seguito da una percentuale lascia talmente poco spazio al fattore umano che finisce per cancellare il labile filo di speranza che di norma possediamo poco prima di questo tipo di lettura.
Se poi si leggono le statistiche legate all’incidenza del tumore nella vita dei cittadini del mondo allora quel filo neppure si vede tanto è esile. Nella ricerca 2016 Global Burden of Disease per esempio risulta che in 174 paesi dei 195 considerati, è cresciuta l’incidenza del cancro per età; per sdrammatizzare il dato percentuale, si sottolinea che in 140 nazioni è diminuita la mortalità. Peccato per italiani, francesi, giapponesi e australiani: tra i paesi più industrializzati loro se la passano peggio con una incidenza maggiore della malattia e una mortalità nient’affatto ridotta. Potremmo andare avanti così per un bel po’, oscillando tra un puerile ottimismo ed un luttuoso pessimismo. E allora ci fermiamo qui, approfittando dell’opportunità che ce ne dà Mattia Torre con la sua serie tv “La linea verticale” in onda in questi giorni su Rai3.

L'attore Mastrandrea disteso su un lettino da sala operatoria

Niente in comune con il solito “serial medico”, perché qui si parla sopratutto dei pazienti; più specificatamente di quelli del reparto di Urologia di un ospedale, centro di eccellenza, del nostro paese.
Uno sguardo da malato certo, ma comunque vigile; che guarda e ascolta con attenzione tutto ciò che lo circonda, per sapere cosa realmente gli sta accadendo e a cosa o a chi deve votarsi per riuscire ad uscirne presto e ancora vivo. Il racconto di Mattia Torre, che intervistato parla di essersi ispirato ad un’esperienza autobiografica, ritrae la realtà complicata e dolorosa della malattia in maniera perlopiù divertente, conservando con arte l’energia vitale che appartiene ad ogni storia tragica.
In quel reparto “altamente infettivo”, in cui regna dolore, sofferenza e smarrimento, sono tante le regole non scritte con le quali i pazienti non meno dei medici, degli infermieri e delle diverse categorie di protagonisti, sono costretti a confrontarsi: dall’importanza di alzarsi dal letto il prima possibile per dare il giusto messaggio all’organismo, alla teatralità del giro di reparto; dagli orari di visita e dei pasti alla dimostrazione della rabbia che si scarica verticalmente verso il basso; fino ad arrivare alla gestione della solitudine con i quali i pazienti devono costantemente confrontarsi per tutta la durata della loro degenza.

Il malato Luigi, (Valerio Mastrandrea)  attraversa quell’inferno di terrore e disperazione assieme all’eccezionale coraggio della moglie Elena (Greta Scarano), che incinta gli ricorda che anche se noioso quel male devono distruggerlo, anche se non hanno molta voglia devono combatterlo. Quel viaggio di paura Luigi lo fa affiancato da compagni inattesi e a tratti improbabili, che a sua volta non mancherà di consolare e sostenere. Ma davanti alla crudele equanimità del cancro, Torre coglie l’occasione per una riflessione più ampia: parte da quel piccolo animaletto ed estende il discorso fino ad includere il Paese che vecchio come il continente che lo include, sembra non essere più in grado di contentare i suoi cittadini, che vorrebbero “tutti, essere da un’altra parte”.

Non bisogna per forza aver vissuto l’esperienza per riuscire a sentirsi partecipe della storia; lasciarsi coinvolgere, commuovere e divertire è buono per chiunque. Sarebbe un peccato perdere l’opportunità.
V. Ch.

LA LINEA VERTICALE
Serie tv in 8 episodi da 25’ online dal 6 gennaio su RaiPlay e in onda in 4 prime serate dal 13 gennaio su Rai 3

CAST ARTISTICO

VALERIO MASTANDREA LUIGI
GRETA SCARANO ELENA
GIORGIO TIRABASSI MARCELLO
NINNI BRUSCHETTA DOTTOR BARBIERI
BABAK KARIMI AMED
ANTONIO CATANIA DOTTOR POLICARI
BARBARA RONCHI DOTTORESSA BORGHI
PAOLO CALABRESI DON COSTA
CRISTINA PELLEGRINO INFERMIERA GIUSY
ALVIA REALE CAPOSALA
GIANFELICE IMPARATO PEPPE
FEDERICO PACIFICI DOTTOR RAPISARDA
ELIA SHILTON DOTTOR ZAMAGNA
RAFFAELLA LEBBORONI INFERMIERA ANNA

CAST TECNICO

Regia MATTIA TORRE
Soggetto e Sceneggiatura MATTIA TORRE
Direttore della Fotografia ENZO NAPOLETANO
Supervisione al Montaggio PIETRO CENTOMANI
Montaggio IVO SEMERARO e ANTONELLA TINA
Musiche Originali GIULIANO TAVIANI e CARMELO TRAVIA
Scenografi ARCANGELA DI LORENZO
Costumi ANTONELLA MANCUSO
Suono di presa diretta LUIGI POLLICE
Casting GABRIELLA GIANNATTASIO
Organizzatore Generale FRANCO RAPA
Produttore Creativo Wildside SIMONE GATTONI
Produttore Esecutivo Rai ALESSANDRO GUERRA
Produttore Esecutivo GUIDO DE LAURENTIIS
Produttore RAI LUIGI MARINIELLO
Produttori WILDSIDE LORENZO MIELI e MARIO GIANANI

 

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condivi l'articolo.
Condivi la cultura.
Grazie

Temi relativi all’articolo: