La Medicina Biointegrata a Congresso

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“La Malattia: Momento Quantico e Resilienza. La risposta Biointegrata” è il titolo del 6° Congresso Internazionale di Medicina Biointegrata che si è tenuto a Roma qualche giorno fa. Convegno che si muove su campi più ampi di quelli tradizionali. Proveremo a raccontarvi di cosa si è parlato iniziando a dare qualche risposta alle domande: cos’è Il Momento Quantico? Cos’è la Resilienza? E, prima di tutto, che cos’è la Medicina Biointegrata?
Partiamo da quest’ultima domanda perché credo possa aiutare a comprendere più facilmente l’obiettivo e il tema stesso affrontato dai relatori del Congresso.

La Medicina Biointegrata è quella medicina che si interessa dello stato di salute e di malattia dell’uomo inteso come essere vivente (che rappresenta “il Microcosmo”) all’interno di un ambiente comune molto più ampio che è l’universo (che è “Il Macrocosmo”) e come parte costituente dell’ambiente stesso.
L’approccio della Medicina Biointegrata, rispetto all’uomo e alle patologie che lo affliggono, comporta una visione molto più ampia di quella della Medicina occidentale “tradizionale” perché tiene conto, non solo del paziente e della sua malattia intesa come tale ma, anche, di quei fattori strettamente interconnessi all’essere umano che sono sia biologici (intesi come corpo materiale fatto di “carne e ossa”) sia fattori spirituali, psicologici e sociali. Tutti elementi strettamente interconnessi tra loro e con l’intero universo.

La conseguenza è che il concetto stesso di malattia secondo i fautori della Medicina Biointegrata è inteso in maniera molto più ampia rispetto alla medicina convenzionale e cerca la sua origine spesso al di fuori del corpo fisico stesso, in una dimensione, talvolta “astratta” ma strettamente legata alla persona stessa. E così risalendo, il corpo si ammala perché lo spirito si ammala. Lo spirito si ammala perché la psiche si ammala. La psiche si ammala perché c’è un disagio sociale. Il disagio sociale è creato da un ambiente circostante che, secondo le nuove teorie sui Principi dell’Interconnessione, fa parte di un più ampio flusso di energia. Parafrasando Einstein: “Tutto è collegato, il tutto è uno e uno è il tutto”. L’essere vivente fatto di materia, di energia, di onde elettromagnetiche e di frequenze (tutte misurabili, come quelle del cuore e del cervello), è in stretta connessione col pianeta Terra e con l’intero Universo costituiti anch’essi di materia, energia, fotoni e onde elettromagnetiche. Anch’esse “misurabili”.

Dalla relazione del dott. Massimo Fioranelli
Medico Chirurgo. Specialista in Cardiologia e Medicina Interna. Associate Professor of Physiology. Department of nuclear physics, sub-nuclear and radiation, Guglielmo Marconi University, Rome. dispositivi quantici.
Descrizione: attivazioni energetiche cerebrali e corporee associate alle emozioni

Partendo da questa concezione della Medicina Biointegrata si può capire meglio l’oggetto della discussione di questo VI Convegno: Il Momento Quantico e la Resilienza. La risposta Biointegrata.
Vediamo il significato che viene attribuito ai due termini.

Il Momento Quantico viene definito quell’istante o intervallo temporale nel quale una persona, vivendo una particolare situazione della sua vita, fissa quel determinato arco temporale attraverso un forte atto di “consapevolezza” unendolo, magari, ad un particolare gesto.
Nel caso relativo ad una patologia, il Momento Quantico potrebbe essere quell’istante nel quale una persona ha ricevuto un referto “triste” che lo informa del suo stato di malattia. Fissare quel “momento” significa sapere come si sente, in quell’istante, una persona, non solo nel corpo, ma anche nella mente, nello spirito e nelle emozioni. E si può “fissare” quell’istante con un gesto plateale come il compiere un sospiro nel momento in cui, appunto, si apprende quella particolare notizia.

In questi ultimi anni la Medicina Quantistica sta approfondendo i suoi studi sull’uomo inteso nella sua globale unicità di corpo, mente, spirito ed emozioni anche correlandosi alle ricerche nella biofisica e nella fisica quantistica dirette alla misurazione e il monitoraggio dei campi elettromagnetici emessi dalla materia vivente.

Passiamo ora al secondo termine: resilienza.
La resilienza, in psicologia, come anche in medicina, è un concetto che indica la capacità, da parte di un soggetto di fronteggiare in maniera positiva eventi traumatici. Di riorganizzare positivamente la propria vita, di fare fronte alle difficoltà e di poter così ricostruire in maniera efficace, nonostante le condizioni avverse, tutta la propria vita, restando sensibili alle opportunità positive. Mantenendo, in tutto questo, la propria identità.
Nel convegno si è discusso proprio di ciò che attiene a chi opera nell’ambito di queste situazioni. Qualunque operatore sanitario (medico, biologo, psicologo, osteopata, ecc.) deve poter aiutare un qualunque paziente a considerarsi un soggetto attivo nel processo di guarigione in grado di contribuire con i suoi atteggiamenti mentali e con le sue emozioni a mobilitare tutte le proprie capacità di guarigione.
Nel suo intervento, il dottor Gioacchino Pagliaro, Direttore dell’U.O.C. di Psicologia Clinica del Dipartimento Oncologico dell’ospedale Bellaria di Bologna, sostiene che un programma efficace di cura deve porsi come obiettivi prioritari quello di sollecitare ogni persona ad attivare le proprie risorse interne e a sviluppare una nuova forma di consapevolezza di sé e della cura, allo scopo di partecipare in modo efficace alla sua guarigione. Il processo di guarigione implica un cambiamento delle proprie convinzioni sulla malattia e soprattutto un’importante azione di riequilibrio energetico attraverso quelle pratiche energetiche che oggi trovano spiegazione in alcune teorie quantistiche. “Le pratiche Mente-Corpo ad azione quantistica” sono quell’insieme di processi energetico/mentali che agiscono come riequilibrio e armonizzazione del sistema energetico/mentale dell’individuo” sostiene Pagliaro. È quindi necessario che un qualunque professionista sanitario abbia una maggiore sensibilità rispetto al danno potenziale che una mancata attenzione verso questi aspetti può avere sul processo di guarigione della malattia e sulla qualità della vita dei pazienti.

La guarigione, la salute e la felicità delle persone possono, e devono, essere raggiunte attraverso numerose vie. Per i relatori non esiste un’unica strada e non esiste una medicina “unica”. Non esiste una medicina “migliore” delle altre. La Medicina, in senso lato, con il progredire delle conoscenze e delle specializzazioni, per essere “moderna” deve essere “ampia” e si deve servire dell’apporto di tutte le scienze affini (“convenzionali” e “non convenzionali”), al fine ultimo di condurre il paziente verso la guarigione.

Gaetano Paparesta

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