La musica del 2008 tra generi sovrapposti e disagi per un mondo in crisi

concerto musica
history 6 minuti di lettura

Come era già accaduto per l’anno passato, non saremo esaustivi in questo viaggio alla ricerca delle segnalazioni sia in termini di critica sia di mercato relative ai migliori album pop e rock del 2008.
Prima di partireriteniamo doveroso segnalare che l’editoria presa in considerazione è solamente quella anglo – americana e italiana e che, per evidenti ragioni di sintesi, ci siamo fermati alle prime dieci posizioni in classifica. Ne risulta una visione necessariamente ristretta, ce ne rendiamo conto, ma condizionata da diversi fattori quali le influenze musicali, la rilevanza dei mercati e, soprattutto, il numero di persone che ascoltano musica nel mondo. Rispetto al 2007, però, abbiamo raccolto qualche dato di mercato e proveremo, sempre con tutta la parzialità del caso, a proporlo alle valutazioni di chi legge.

ITALIA
Innanzitutto i parametri all’interno dei quali ci siamo mossi. I voti espressi dalla critica italiana che abbiamo preso in esame appartengono a: Rumore, Blow UP., indie-rock.it, Musica e Dischi, Mtv.it, ondarock.it e Sentireascoltare. In questi casi sono le preferenze sono espresse in ordine di importanza. Altre riviste, come del rock.it, hanno preparato una lista di album che stanno sottoponendo ai lettori, mentre il sito di Virgin Radio segnala quaranta titoli senza però dare una graduatoria. Da questa ultima lista è interessante notare come spicchino per la loro assenza alcuni album tra i più gettonati – e non solo dagli esperti italiani – come l’omonimo dei Fleet Foxes e Third dei Portishead.

Analizzando la totalità delle opinioni espresse dai critici emerge che, con qualche ex aequo, i voti espressi sono 72, “spalmati” su ben 47 titoli differenti. Una forte dispersione delle preferenze, dunque, che potrebbe significare capacità di stare alla larga dalle pressioni commerciali oppure la palese incapacità di trovare qualche opera in grado di esprimere una sintesi?

Comunque Third dei Portishead sembra metter d’accordo tutti – o quasi: con sei citazioni su sette testate è il più segnalato, due volte come il miglior album in assoluto. E’ interessante notare come il disco del gruppo di Bristol sia arrivato dopo undici anni dall’ultimo e sia un lavoro che diffonde sonorità complesse da ascoltare anche perché esprime molti momenti di rifiuto del mondo.

La palma d’onore delle citazioni (4) va agli esordienti Fleet Foxes, con l’album omonimo. Il quintetto di Seattle ha raccolto consensi un po’ in tutto il mondo anglosassone per la freschezza dei suoni e le melodie ben congeniate anche nei loro rimandi al passato.
Sul terzo gradino del podio troviamo un mix di generi musicale: il pop elettrico con tinte psichedeliche di Oracular Spectacular del duo americano MGMT, il turbinio di generi musicali di The Principle of Intrusive Relationship dei Sao Paolo Underground e Amen degli italiani Baustelle.

Se passiamo a esaminare i dati sulle vendite, è proprio il caso di dire che la musica cambia. I dischi più scaricati su itunes sono stati: Safari di Jovanotti, Viva la vida or Death and all his friends dei Coldplay e Il mondo che vorrei di Vasco Rossi.
Il primo e i secondi sono entrambi segnalati due volte dal sito di Mtv e da Musica e Dischi che assegna loro rispettivamente il premio per il miglior album italiano e per il miglior album straniero. E’ forse non è un caso che ci sia un’attenzione maggiore a pubblici più vasti tra gli esperti di Mtv e M&D.
Jovanotti e Vasco Rossi sono nella stessa posizione per i cd più venduti, mentre i Coldplay sono sostituiti da Amy Winehouse con Back To Black. Degli album più citati dalle riviste consultate c’è traccia solo di Amen che però occupa la cinquantunesima posizione.

STATI UNITI e GRAN BRETAGNA
Le testate prese in considerazione per il mercato statunitense [1]sono le “icone” Rolling Stone e Billboard e due dei maggiori quotidiani, uno per coast, quali il New York Times e il Los Angeles Times mentre per quanto attiene la Gran Bretagna [2] abbiamo considerato le classifiche di The Guardian e della rivista di settore The Wire.

Se contiamo i voti espressi dai critici americani arriviamo a 43 preferenze divise in 30 album. Sebbene i dati non siano perfettamente sovrapponibili a quelli del mercato italiano, possiamo evidenziare come la tendenza alla “dispersione” sia identica. Situazione ancora più estrema nel mercato inglese dove i critici dei due media considerati non sono riusciti a trovare, neppure per sbaglio, un album in comune!

L’album più citato in assoluto è Dear Science dei TV on the Radio – presente peraltro anche nelle classifiche di alcune testate italiane – che è stato evidenziato da tutti e quattro i media statunitensi, in prima posizione in ben due casi. Il gruppo americano è inoltre in testa alla classifica di The Guardian.

Illuminante, a mio avviso, la motivazione della prima posizione fornita da Rolling Stone. I musicisti di New York – che con la loro musica fanno convivere generi musicali diversi quali post – punk, free jazz e electro (solo per citarne alcuni) – sono stati, nel 2008, gli artisti che meglio sono riusciti a “rappresentare lo spirito dell’America, dilaniato da visioni di guerra e disperazione economica”. [3]

Seconda posizione per la rapper afro – americana Santogold (3 citazioni) al suo primo album solista dopo aver macinato esperienza come produttrice e cantante in diverse band band e capace di realizzare un album sorprendente piacevole da ascoltare.

Medaglia di bronzo, con due citazioni ciascuno, per un “manipolo di eroi”, esponenti di generi musicali diversi: il caro, vecchio e rassicurante rock dei Metallica, con Magnetic Death; i dominatori incontrastati della vendite e cioè gli inglesi Coldplay con Viva la vida or Death and all his friends; l’evergreen Nick Cave, in associazione con i Bad seeds con Dig!!! Lazarus Dig!!!; la musica africana del quartetto di studenti ventenni della Columbia University Vampire Weekend (con l’album omonimo) e il vulcanico Lyl Wayne con Tha Carter III .

Per quanto riguarda il mercato inglese, come già indicato, la dispersione delle preferenze è assoluta con la classifica di The Wire molto focalizzata su album frutto di sperimentazioni musicali forti. La chart di The Guardian invece trova molti punti di contatto con il mercato americano. A parte i già citati TV on the Radio troviamo Bon Iver e il suo For Emma, forever Ago al secondo posto (3° in assoluto nella classifica di Billboard), e Elbow – The seldom seen kid al terzo (5° per Billboard). Seguono citazioni per i Vampire Weekend e Lyl Wayne.

Se diamo uno sguardo alle classifiche delle vendite riportata dal New York Times [4] troviamo che l’artista che ha venduto più album è Lyl Wayne seguito dai Coldplay e da Taylor Swift, in terza posizione con Fearless e in sesta con l’album omonimo. In quarta e quinta posizione due “vecchie conoscenze” come Kid Rock e gli AC/DC, che non hanno trovato spazio nelle prime dieci posizioni della critica.

In Gran Bretagna per il Daily Mail i primi due top sellers sono artisti locali e cioè i Coldplay e Amy Waynehouse (con Back to Black) mentre la band australiana (sebbene la maggior parte dei componenti sia in effetti inglese) AC/DC con Black Ice si piazza in terza posizione.
Non vi curate di noi e ascoltate!
Alessandra Rossi e Ciro Ardiglione

[1]; [2] www.metacritic.com
[3] www.rollingstone.com
[4] www.nytimes.com

canale telegram Segui il canale TELEGRAM

-----------------------------

Newsletter Iscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condividi l'articolo.
Condividi la cultura.
Grazie

In this article