La notte del lavoro narrato 2018

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La notte del lavoro narrato giunge alla sua quinta edizione e raccoglie adesioni sempre più numerose. Vi raccontiamo com’è nata e perché vale la pena partecipare

Come un diario di viaggio
Dovrei essere capace di presentare La Notte del Lavoro Narrato, la manifestazione nata da un’idea di Vincenzo Moretti e Alessio Strazzullo che giunge quest’anno alla quinta edizione.
Dovrei esserne capace perché, in effetti, ho preso di solito parte a questo evento, organizzando qualcosa nella zona dell’Umbria in cui vivo.
Dovrei esserne capace perché so come funziona e come si articola.
E allora, mi dico così quasi con serena partecipazione, vi vorrei parlare di quelle persone che ho incontrato in questi anni di organizzazione, di quelle situazioni che ci hanno accolto, di quelle gocce che ci hanno bagnato – il 30 aprile da queste parti spesso piove – e di quei venti che ci hanno fatto stringere più da vicino.

E allora vi dovrei parlare di Andrea, di Giovanni, di Laura, di Giuseppina, di Sabrina, di Luigia, di Anna, di Maria Neve, di Sara, di Valentina, di Stefano, di Fabio e così via, con il timore di dimenticare qualcuno.
Lo so, infatti, che è meglio non iniziare a fare elenchi quando si tratta di persone, perché corri il rischio di dimenticare qualcuno e doverti poi sentire un poco in colpa.
L’elenco, tra l’altro, non restituisce quello che ognuno ha donato, portato, raccontato o aggiunto a questo progetto che è nato fra noi quasi giocando.
Ancora una volta è andata così, infatti, con un passaparola che si è allargato e ci ha portato nuovi amici e nuove voci.

Perché accade questa magia?
Perché tutti quelli che sono coinvolti comprendono di trovarsi in un momento importante legato alla nostra capacità e alla nostra voglia di stare insieme, di fare rete, di creare sistema e che, insomma, nell’idea di parlare di lavoro si annidano mille possibilità.
Anche chi svolge un lavoro solitario sa che esso ha una ricaduta e uno scopo fra gli altri e negli altri.
Ecco la magia che tutti percepiscono e sentono plausibile: non è un trucco, non è un inganno, la serata del lavoro narrato è un modo vero e diretto per stare insieme senza gerarchie, senza rivalità, senza smanie di primato.
Parlare di lavoro significa, quindi, regalarci la splendida opportunità di parlare di noi stessi e del nostro stare con gli altri.
Ecco perché ogni anno siamo tanti; ecco perché ogni anno ci ritroviamo.
Antonio Fresa

Le informazioni
La Notte del lavoro narrato giunge quest’anno alla sua quinta edizione.
Una manifestazione nata da un’idea del sociologo Vincenzo Moretti e che coinvolge sempre più persone. In tutta Italia – scuole, biblioteche, fabbriche, bar, luoghi di ritrovo, piazze e case private – si leggeranno brani dedicati al lavoro, accompagnandoli con musica, proiezioni, fotografie, pittura.

La quinta edizione: cosa da ricordare

1. Lunedì 30 Aprile 2018. Tutti assieme, tutti alla stessa ora, ci incontreremo per ascoltare, leggere, narrare, cantare storie di lavoro.
2. L’hashtag ufficiale della nostra notte è #lavoronarrato. Va aggiunto ogni volta che condividete qualsiasi cosa (testo, foto, video, ecc.) su qualunque social network.
3. La notte del lavoro narrato non è un evento, è l’occasione per tenere assieme l’Italia intera e anche un pezzettino d’Europa intorno al lavoro e al suo valore. Dunque niente ansia da prestazione, non bisogna essere per forza in mille e neanche in cento, anche se siete in cinque trovatevi un posto dove leggere, narrare, cantare, ascoltare le vostre storie di lavoro, fate qualche foto e qualche breve video, condividete il tutto con l’hashtag #lavoronarrato e sarete anche voi protagoniste/i della notte più bella dell’anno.
4. La notte del lavoro narrato si può organizzare dappertutto. In piazza. A scuola. In biblioteca. A casa. Nel caffè letterario. Nel bar e basta. In palestra. Nell’associazione. Sul posto di lavoro. All’oratorio. Nella casa del popolo. Sul lungomare se avete il mare e anche sulla spiaggia se il tempo lo permette.
5. Per partecipare inviate una mail a lavoronarrato@gmail.com indicando la città e il luogo in cui vi ritrovate per ascoltare, leggere, narrare, cantare storie di lavoro.
6. Se ancora non l’avete fatto leggete il Manifesto del Lavoro Ben Fatto e il Manifesto del Lavoro Narrato che illustrano le idee che ci ispirano e le finalità che perseguiamo. E se, dopo che li avete letti, vi sono piaciuti condivideteli.
7. Su Facebook tutti i contenuti vanno condivisi in questo gruppo: https://www.facebook.com/groups/lanottedellavoronarrato/
8. Su Twitter, Instagram e Youtube i contenuti possono essere condivisi su qualunque pagina basta non dimenticare di aggiungere l’hashtag #lavoronarrato.
9. Tutti i contenuti saranno visibili su questa pagina: https://web.archive.org/web/20171024093414/http://www.lavorobenfatto.org/lavoronarrato/

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