La Parigi della Rue de l’Odeon. Memorie di letteratura.

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Parigi negli anni ’20 era un fermento di culture. Anche se le dolorose ferite di guerra erano ancora visibili per le strade e tra la gente, il desiderio di tornare alla vita e godere di qualsiasi frutto di gioia e di piacere questa dispensasse, sembrava fosse il solo precetto cui aderire.

La Parigi del primo dopoguerra è una città che non dorme mai, molti l’hanno soprannominata “Cosmopolis”, “…e a ragione – scrive Laure Murat nella sua biografia “Passage de l’Odeon” – Tra il 1921 e il 1931 gli stranieri nella regione dell’Ile-de-France passano da 300mila a 600mila”. Si tratta di una immigrazione proveniente dai quattro angoli d’Europa e dalla più lontana America, che seppur per ragioni principalmente economiche e politiche, porta artisti d’ogni sorta, intenzionati a passarvi qualche mese e che poi resteranno tutta la vita. Pittori, scrittori, musicisti, seduti a bere nei caffè e a mangiare nei bistrot, a parlare in tutte le lingue a discutere di correnti, di movimenti artistici e letterari, fraternizzando, discutendo quasi con il presentimento di essere gli illuministi di quel XX secolo ancora agli inizi.

Un luogo più di altri diventa il centro di accoglienza primaria di quella compagine letteraria: autori, studiosi, critici di ogni nazionalità si incontrano in Rue de l’Odeon, in pieno quartiere latino e si dividono tra il n° 7 della Librairie des Amis des Livres aperta da Adrienne Monnier nel 1915, e il n° 12, dove a partire dal 1921 si installa la Shakespeare & Company, libreria anglo-americana di Sylvia Beach che come scrive la stessa proprietaria nelle sue memorie “americanizza” la stradina e “per quanto francesissima fosse Adrienne, cercammo di americanizzare anche lei”. Un via-vai letterario tra le due sponde della viuzza, un crogiolo di lingue e di culture.

A pochi passi dal boulevard Saint Germain, la piccola strada è pacifica e silenziosa come in una città di provincia. la copertina del libro di Sylvia Beach Shakespeare & CompanyNelle loro librerie, che fanno anche da biblioteche di prestito, Adrienne e Sylvia, legate dalla stessa passione e da una profonda amicizia, accolgono chiunque; in quegli spazi sommersi di libri, in cui spesso regna il caos, vengono ricevuti tutti con un sorriso, un abbraccio; si entra per due chiacchiere, per scegliere un libro dalla biblioteca o comprarne uno o magari anche solo per sedersi, leggere o sfogliare pagine immersi nel proprio silenzio. André Gide, Paul Valery, D.H. Lawrence, Paul Claudel, Ezra Pound, James Joyce, Ernest Hemingway, Francis Scott Fitzgerald: talenti e ingegni che si incrociano, si conoscono e che apprezzano e sostengono gli uni le opere degli altri. Ora dall’una ora dall’altra, si parla di letteratura ma anche di problemi personali, famigliari; perlopiù senza soldi, da Adrienne e Sylvia ciascuno trova sopratutto il nutrimento primario delle loro vite, i libri, ma anche sostegno economico al loro quotidiano: sarà proprio Sylvia Beach a pubblicare per prima e a sue spese l’Ulysses di James Joyce, il capolavoro dello scrittore irlandese con cui editori inglesi e americani non volevano avere a che fare e che venne considerato a lungo sconcia pornografia.

Le memorie delle due amiche sono brani di storia e di letteratura imperdibili; a quelle della francese Adrienne, “Rue de l’Odeon”, pubblicate nel 2010 da Duepunti edizioni, seguono oggi quelle dell’americana Sylvia, “Shakespeare & Company”, pubblicata dalla Neri Pozza. Grazie ad entrambe si legge di vite straordinarie di autori i cui romanzi sono i capisaldi della letteratura moderna. Pagine impareggiabili, racconti preziosi di un mondo passato in cui i libri sono il fondamento necessario ad una più ampia e profonda comprensione del mondo.
V.Ch.

Sylvia Beach
Shakespeare & Company
Neri Pozza
Euro 14,50

Adrienne Monnier
Rue de l’Odeon
:duepunti Edizioni
Euro12,00

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