La povertà in fila per il pane nella Milano dei grattacieli

La distribuzione a Pane Quotidiano
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Da 120 anni a Milano opera una onlus, laica, apartitica, apolitica con l’obiettivo di distribuire generi alimentari di prima necessità a chiunque ne avesse bisogno. Sto parlando di “Pane Quotidiano” che nelle sue due sedi di Milano di Viale Toscana e Viale Monza distribuisce giornalmente circa 3500 razioni alimentari. Non occorre registrarsi, non occorre declinare le proprie generalità e a nessuno viene chiesto quali sono le motivazioni per le quali si trova in difficoltà.

Luigi Rossi  nella sede di Pane Quotidiano
Luigi Rossi

Ogni giorno una fila composta e paziente di italiani, migranti, giovani, anziani donne e tanti bambini sostano sul marciapiede per almeno mezz’ora. Sono in attesa di vedersi consegnare una razione alimentare sufficiente per i pasti della giornata. Tanti i bambini con le madri perché la regola di distribuzione prevede un pacco per ciascuna persona che si presenta ai punti di distribuzione.

Luigi Rossi da circa vent’anni è vicepresidente di “Pane Quotidiano” ed è con lui che ho provato a capirci di più, della onlus e dei suoi beneficiari. Sebbene non ci siano dati registrati su chi usufruisce gratuitamente delle razioni alimentari, la sua presenta costante e attenta  può spiegare meglio cosa accade.

È possibile disegnare un identikit di chi è costretto a mettersi in coda presso i vostri punti di distribuzione?
Parliamo di un 60% di stranieri, persone più giovani, a fronte di un 40% di italiani che hanno un’età media più alta.

Quante razioni distribuite all’anno e per quale valore?
Il conto è presto fatto: ad ogni persona diamo pane, latte, dei biscotti, un paio di yogurt, pasta, talvolta un pezzetto di formaggio o una piccola porzione di affettato, un dolciume e poi sempre frutta e verdura. Il valore in Euro di quanto distribuito ad ogni singolo si aggira intorno ai 23€, per circa un milioni di razioni distribuite all’anno. In valore siamo sui 25 milioni di euro di prodotti distribuiti. La stragrande maggioranza dei prodotti distribuiti, incluso il il pane quotidiano, sono donati da aziende del territorio.

Come risponde a chi vi chiede come fate ad essere sicuri che chi si presenta da voi ha una reale necessità di aiuto?
Guardi chi arriva da noi deve superare due scogli naturali visto che noi non registriamo nessuno e non chiediamo nulla in quanto non è nei nostro obiettivi prevaricare la dignità di chi si presenta. Il primo è il meteo che sia inverno o estate, caldo torrido o che nevichi, le persone devono mettersi in coda sui marciapiedi e la fila in alcuni orari è molto lunga. E poi attendono su un marciapiede che è pubblico dove camminano altre persone che si presentano come bisognose sono visibili e riconoscibili dalle auto che passano in strada.

La pandemia ha cambiato qualcosa nella vostra organizzazione?
Anche tra i nostri volontari ci sono stati dei positivi, abbiano dovuto chiudere e sanificare tutto, alla riapertura in pochi giorni con il passa parola siamo tornati ai numeri consueti di assistiti. Spero di sbagliarmi, ma la mia esperienza mi dice che quando gli ammortizzatori sociali per i lavoratori in difficoltà termineranno e quando alla fine della pandemia tante aziende ed esercizi non riapriranno allora vedremo l’onda lunga della povertà allungare le file di bisognosi davanti ai nostri punti di distribuzione”

Vuole dire che dopo la pandemia arriverà l’onda lunga della povertà di chi non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena, come lo tsunami che segue il terremoto?
Credo, ma spero di essere in errore.

Talvolta la distribuzione di alimenti viene integrata con altri generi; vestiario o in occasione del Natale giocattoli per i bambini anche se quest’anno questo tipo di integrazione non sarà possibile a causa delle procedure anti-covid.

Una coda di persone di ogni età ed etnia si forma ogni mattina dinanzi alla sede di viale Monza. Una fila lunga e composta che passa dinanzi al negozio di fiori fino ad attraversare il parcheggio della fermata della metropolitana di Villa San Giovanni. Tanti i bambini dalle testine scure, giubbetti multicolore su magliette con disegni di supereroi, insieme alle loro mamme, in attesa.

Questi bambini nati a Milano o da questa città adottati chissà se immaginano che scendendo le scale e prendendo quella metropolitana ,in una manciata di fermate, è possibile arrivare alle lussuose scuole internazionali delle vie del centro con rette da diecimila euro all’anno per frotte di bambini che indossano tutti le stesse divise bianche e blu. Pochi minuti di metropolitana a Milano possono segnare una distanza sociale siderale.

Il fine è solo l’utile, il mezzo ogni possibile
La posta in gioco è massima, l’imperativo è vincere
E non far partecipare nessun altro
Nella logica del gioco la sola regola è esser scaltro
Niente scrupoli o rispetto verso i propri simili
Perché gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili

 Frankie hi-nrq mc, “Quelli che ben pensano”

Adelaide Cacace

Per ulteriori info
www.panequotidiano.eu

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