La prima volta della Honda e delle Bridgestone

motociclismo
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Gara perfetta di Dani Pedrosa che precede un ritrovato Loris Capirossi e il campione del mondo Nicky Hayden autore, come 2 settimane fa, di una strepitosa rimonta. Disastro per Rossi, caduto al sesto giro, e per le Bridgestone, disfatte dal caldo. Quinto Stoner che “allunga” sul Dottore (+ 32)

Il Sachesenring ovvero la gara che non ti aspetti: due Honda sul podio, Capirossi indiavolato e per una volta davanti a Stoner, Rossi nella ghiaia e le Bridgestone che si squagliano come neve al sole.

Questa la sintesi del Gran Premio di Germania 2007, una corsa che ci regala parecchi spunti di riflessione.

So di non essere originale ma è d’obbligo partire dal fondo dell’elenco e cioè dalle gomme. Le Bridgestone hanno vissuto la prima vera giornata storta dall’inizio del campionato, obbligando tutti i “propri” piloti a tirare i remi in barca a metà gara. “Il forte caldo (41 gradi sulla pista ndr) e il nuovo asfalto molto abrasivo hanno complicato le cose – ha commentato Yamada, il responsabile Bridgestone – ma non ci aspettavamo quel crollo di prestazioni. Capirossi era l’unico ad avere un assetto perfetto. Ma non siamo preoccupati” [1]

Un giorno di gloria invece per le Michelin che hanno azzeccato le gomme da gara contribuendo in maniera consistente alla vittoria della Honda. Un successo che mancava dallo scorso anno (Hayden a Laguna Seca ndr) e raggiunto grazie a un Dani Pedrosa impeccabile, aggressivo in partenza quel tanto che è bastato per stare davanti al poleman Stoner e per condurre poi una gara in tutta tranquillità.

Il giovane spagnolo è arrivato in Germania con molta grinta – o rabbia? – in corpo che ha saputo trasformare nella carica agonistica necessaria per agguantare la vittoria che, specificherà poi in conferenza stampa “è una cosa importante per noi, per la squadra. La soddisfazione è enorme, adesso, perché abbiamo lavorato duro per tutto l’anno. Io e la squadra”. [2]

A completare la giornata trionfale della Honda ci pensa il campione del mondo Nicky Hayden, giunto terzo dopo un inizio di week end a dir poco jellato. Venerdì, l’americano ha portato a casa nell’ordine: un motore capriccioso – che lo ha costretto a cambiare moto – una caduta e un motore esploso – si signori, avete letto bene, la Honda ha rotto il motore – che lancia pezzi incandescenti lungo la pista. Sabato, invece, gomme da qualifica disastrose. Tutto ciò si era tradotto in uno sconsolante quattordicesimo posto in griglia magicamente trasformato in un podio dopo la bandiera a scacchi. Un’altra bella soddisfazione per il ragazzo del Kentucky che ha dimostrato come il terzo posto di Assen non sia stato un caso e con buona pace di tutti coloro che non lo considerano un lottatore.

Hayden si presenta in gran forma per la “sua” gara, quella di Laguna Seca la settimana prossima anche se il commento “i problemi da risolvere sono ancora molti” [3] induce alla cautela.

Tra Pedrosa e Hayden spunta Loris Capirossi, ottimo secondo e unico pilota Bridgestone a non aver avuto alcun problema con le proprie gomme.

Partito con una moto completamente diversa da quella di Stoner e con una gomma più morbida rispetto al proprio compagno di squadra, Capirossi ha condotto una gara come sa, guidando una moto che finalmente lo soddisfa e sviluppata per assecondare le sue esigenze e il suo stile. Le dichiarazioni di fine gara “questo secondo posto non aggiunge niente al pilota che ero e che sono” [4] sottolineano ancora una volta la grandezza di questo uomo che a 34 anni non vuole sentir nominare nemmeno da lontano la parola “ritiro”.

A testimonianza della giornata sì delle Michelin segnaliamo il quarto posto di Colin Edwards, partito molto indietro e salvatore della patria per la Yamaha  e della classifica per Rossi .

Già, Rossi… l’annunciato duello con Stoner  non c’è stato. Il campione di Tavullia, afflitto da una febbre da cavallo, partiva sesto e con una gran voglia di ripetere il trionfo di Assen. Il via non è però dei migliori e Valentino è costretto a effettuare alcuni sorpassi per recuperare le posizioni perdute. Quando si avvicina a de Punet si capisce subito che il francese e la sua moto, soprattutto, non si faranno superare facilmente. E infatti Valentino cerca il sorpasso  spettacolo – visto che per quello normale la sua Yamaha gli ha dato buca – e piega troppo, finendo la curva nella ghiaia. A fine gara ammetterà che è tutta colpa sua, che ha buttato al vento una grande occasione – visto il quinto posto di Stoner  – ma che a Laguna Seca si rifarà. Noi tutti gli crediamo però viene da chiedersi quanto la Yamaha stia soffrendo visto che Rossi è costretto ad arrivare al limite, anzi a varcarlo per poter superare, con tutto il rispetto possibile, una Kawasaki!.

La giornata nera delle Bridgestone porta Casey Stoner a chiudere in quinta posizione, il massimo che è riuscito a fare avendo due saponette al posto delle gomme. I tifosi di Rossi ringraziano: visto lo “0” portato a casa dal Dottore, Stoner poteva davvero andare in fuga. Invece è davanti “solo” di 32 punti.

Dietro a Stoner ecco un altro “fortunato” gommato Bridgestone, cioè Marco Melandri. Partito dalla terza posizione, Melandri ha tenuto il ritmo dei primi fino a quando la gomma ha retto, dopodiché ha pensato solo ad arrivare al traguardo.

Infine, le due Suzuki hanno portato a casa il settimo posto del transfuga Hopkins – che ha annunciato in questi giorni il proprio passaggio alla Kawasaki – condizionato – che novità – dalle gomme mentre Vermeulen, punito per partenza anticipata, è arrivato undicesimo.

Alessandra Rossi

Così al traguardo:

1° Dani Pedrosa (Honda)

2° Loris Capirossi (Ducati)

3° Nicky Hayden (Honda)

4° Colin Edwards (Yamaha)

5° Casey Stoner (Ducati)

6° Marco Melandri (Honda)

7° John Hopkins (Suzuki)

8° Anthony West (Kawasaki)

9° Alex Hofmann (Ducati)

10° Michel Fabrizio

Alessandra Rossi

 

Fonti:

[1] La Gazzetta dello Sport, 16 luglio 2007

[2] Motosprint, numero 29

[3] Motosprint, numero 29

[4] Motosprint, numero 29

www.motogp.com

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