La primavera a Montecastrilli in Umbria

colline umbre
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Siamo nei primi ponti festivi durante i quali fioriscono iniziative la cui finalità è quella di interrompere i letarghi invernali per rilanciarsi verso le attività della stagione estiva. È come se si volessero cadenzare i ritmi sociali in sintonia con la natura, la sua stagionalità, ed in ultima analisi con gli eventi atmosferici. Sono proprio questi ultimi a farla da padrone ed a decidere se gli esiti delle stagioni a venire saranno fruttuosi in termini di raccolti.
Le condizioni atmosferiche segnano tempi proficui e riscontri economici favorevoli per un paese ad elevata risorsa turistica come il nostro. Un periodo meteorologicamente favorevole come quest’anno, se si esclude qualche gelata mattutina che ha di nuovo procurato danni ai raccolti già proiettati verso la stagione estiva, ha favorito le iniziative del periodo. Qualcuno ha già assaporato i primi bagni di sole sui litorali, altri hanno preferito le passeggiate culturali e naturalistiche senza escludere incursioni nelle città d’arte. L’Umbria per costoro ha sicuramente costituito un richiamo fortissimo, come anche per Abruzzo e Marche, raddoppiato dalle necessità umanitarie a cui il gran cuore dell’Italica gente sta dando risposte adeguate.

Le colline umbre in primavera
Le colline umbre. Foto Emidio Maria Di Loreto

Siamo giunti nella terra di San Francesco raggiungendola dal basso, attraversandola verso nord lungo le direttrici interne. Lasciate le grandi arterie del traffico, la luminosità delle prime giornate di sole pieno, ed il cielo terso ripulito dai pulviscoli dalle recenti precipitazioni, mostrano l’imperioso risveglio della natura e delle piantagioni predisposte. A boschi di media estensione di querce e lecci, si alternano colline coltivate a frumento, già di una certa altezza, che inonda del suo verde intenso l’orizzonte. I campi famosi per la terra fertile di questi posti, si alternano con piantagioni di orzo, favino, soia e mostrano le dimensioni degli antichi appezzamenti poderali con annesse case coloniche.

Queste, dalle architetture tipiche e funzionali, sono caratteristiche di questi territori e rispondono alle esigenze di un tempo, prevedendo le stalle ed i ricoveri per gli animali a piano terra e le abitazioni per i fattori, i lavoratori dei possidenti, e le loro famiglie nel piano superiore. Immancabile nelle immediate vicinanze della struttura principale, si trova altra struttura adibita a granaio o a stoccaggio dei foraggi ed a ricovero degli attrezzi.

Umbria, casolare adibito a struttura di ricezione turistica
Umbria, casolare adibito a struttura di ricezione turistica. Foto Emidio Maria Di Loreto

Tutto questo un tempo; oggi si tratta per lo più di casolari trasformati a “buen ritiro” che, conservando le caratteristiche esterne di un tempo, hanno goduto di sapienti ristrutturazioni di architetti sensibili il cui intervento, malgrado faccia uso di una certa modernità, non lede minimamente l’idea di partenza per la quale queste costruzioni erano nate. La differenza è che oggi sono per lo più utilizzate, da chi può, per un sano periodo di immersione in un’oasi di natura e tranquillità per ritemprare corpo e mente.

Panorama Montecastrilli
Panorama di Montecastrilli. Foto Comune di Montecastrilli,
http://www.comune.montecastrilli.tr.it/
Panoramica dell'Amerino
Panoramica dell’Amerino. Foto Emidio Maria Di Loreto

In questi siti di territori interessanti come la foresta fossile di Dunarobba; tra casali, coltivazioni, boschi e colline, intervallate da borghi medievali tutti meritevoli di visita ( Collicello, Avigliano, Todi, Amelia), viene colto il segno della natura che si sveglia ed interpretato nel modo più pertinente. A Montecastrilli da anni in questo periodo, per attività di associazionismo locale, viene organizzata una Festa del trattore. Quella di quest’anno è a 62a edizione e ad essa ne sono state abbinate altre a corredo come la mostra mercato di animali da cortile, l’esposizione mercato di piante e fiori, il mercatino di oggettistica legata all’agricoltura ed alle attrezzature varie. Sarà che il risveglio induce al movimento ma la moltitudine turistica e locale che è mossa da questi eventi è elevata, variegata e di ogni età. Per i più piccoli, ai quali è per lo più preclusa l’opportunità di conoscere direttamente un animale da cortile o semplicemente un asino o un mulo o meglio anatre conigli, anche di razze particolari e dalle dimensioni esagerate, è un momento di gran interesse da ricordare.
Queste terre, oltre che per le coltivazioni, hanno anche grande vocazione per l’allevamento zootecnico che trova successo dalla riproposizione per il mercato di specie come gli imponenti bovini dal candido mantello di razza chianina, oppure i ricercati suini di cinta senese ma anche di altre razze ovine.

L’arrosto. Foto Emidio Maria Di Loreto
Una bistecca di chianina
Una bistecca di chianina. Foto Emidio Maria Di Loreto

La giornata, non può che terminare con un irrinunciabile banchetto garantito dall’iniziativa che inaugura praticamente la stagione delle sagre. Una ragguardevole tensostruttura ospita decine di tavolate per degustare bisteccone di chianina, peraltro ad un prezzo sostenibile per la qualità offerta, ottimamente trattate da personale che della brace sa fare un uso sapiente. Successo per questa iniziativa forse anche maggiore della mostra mercato tanto che la fila per degustare la propria bistecca ne è testimonianza. Sicuramente promosso come meglio non si potrebbe questo territorio ed i suoi prodotti.
Emidio Maria Di Loreto

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