La purezza e il compromesso di Paolo Trotti

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Giovanni Testori scrivendo “Il ponte della Ghisolfa” ha ispirato Luchino Visconti nel film “Rocco e i suoi fratelli”, entrambi sono a loro volta fonte di ispirazione per “La purezza e il compromesso” di Paolo Trotti che si rifà alle prime due nell’impianto della trama, ma si veste di un contesto originale dando vita ad un dramma contemporaneo ambientato in quella che potrebbe essere una qualsiasi periferia popolare urbana dei giorni nostri.

I quattro personaggi che incontriamo sono ai margini di una società nella quale desidererebbero trovare la strada di un riscatto che è loro preclusa dalle condizioni della propria nascita, non avendo nessuna competenza intellettuale l’unico bene di scambio è il loro corpo che viene utilizzato o venduto nella speranza di un riscatto sociale che non arriverà mai
Simone (Michele Costabile) e Rocco (Stefano Annoni) sono due fratelli che potrebbero venire da qualche Paese dell’Europa dell’Est stante il loro accento, arrivano in Italia con l’obiettivo di trovare un lavoro ed una vita migliore, ma non riuscendovi inseguono il sogno di diventare ricchi attraverso la boxe spinti dall’allenatore privo di scrupoli (Diego Paul Galtieri).
I fratelli vengono da una cultura arcaica che mette al centro e prima di ogni cosa la famiglia e vengono catapultati da adulti in una società consumista e individualista, le relazioni che stabiliranno faranno nascere in loro emozioni che non sono in grado di gestire ed incanalare.
Le vite di Simone e Rocco incrociano quella di Nadia (Margherita Varricchio), vicina di casa e prostituta della quale Simone si innamora, credendosi il di lei fidanzato si attende da lei dedizione e attenzione, ma per lei è solo uno dei tanti clienti e la ragazza diviene sempre più insofferente di fronte alle ossessive attenzioni del ragazzo; “L’unica donna onesta è quella che ti dice il prezzo all’inizio”.
La brusca interruzione del rapporto tra i due viene seguita per Nadia da un periodo di carcere al termine del quale incontra Rocco, tra i due nasce un coinvolgimento sentimentale in seguito al quale la ragazza decide di cambiare vita e di iniziare un percorso lavorativo modesto e onesto.
Poco tempo occorre perché alle orecchie di Simone giunga la notizia della relazione tra il fratello e la donna da lui tanto amata in passato. La violenza che attuerà nei confronti di Nadia dinanzi ad un Rocco che non ha la capacità di opporsi determinerà la fine tragica della nostra storia.
Nadia torna per ripicca con Simone il quale fallisce i suoi obiettivi sportivi ripiegando sull’alcol in una parabola discendente nella quale inevitabilmente sarà trascinata anche Nadia che tornerà a prostituirsi per necessità.

Tutti i sogni di riscatto e ricchezza dei due si infrangono sulla dura realtà spingendoli verso un abisso morale dal quale sarà impossibile uscire.
Simone va a cercare Nadia nel luogo dove lei si prostituisce, la ragazza reagisce in malo modo e lui la uccide.
Il confronto tra i due fratelli non avrà un epilogo migliore.

I quattro attori utilizzano all’unisono i loro corpi in questa pièce teatrale che è molto fisica, vediamo corpi che combattono, corpi che utilizzano tutte le loro energie in lavori di “fatica”, corpi che si spogliano per vendersi, corpi che si uniscono a voler ricostruire materialmente l’unità della famiglia.
In “La purezza e il compromesso” convivono i grandi temi contemporanei che compongono l’ingiustizia sociale: l’immigrazione, la mancanza di competitività professionale che impedisce al povero di accedere ad un ascensore sociale, la vita di periferia che fa aspirare ad un riscatto legato all’opportunità di diventare ricco e famoso con la boxe, il corpo usato come merce di scambio per chi non ha altro bene.

Michele Costabile, Margherita Varricchio, Diego Paul Galtieri e Stefano Annoni in La purezza e il compromesso.
Foto Elisa Nocentini

Luci basse contribuiscono a sfumare i contorni di una scenografia essenziale che trova continuità nei costumi che spesso si limitano ai confini di un corpo nudo, quelle che emergono dalle parole e dalle reazioni sono una gamma di emozioni alle quali i personaggi non sono in grado di dare un nome e che governano le loro reazioni che non sono mai azioni ponderate; Simone chiama amore quella che è brama di possesso, Rocco pensa di avere un comportamento che privilegia l’importanza della famiglia mentre quello che in lui prevale e l’incapacità di maturare un autonomo pensiero e di prendere una posizione.

La matrice comportamentale alla quale assistiamo in scena e che porta all’omicidio di Nadia è quella comune a tutti i femminicidi dove la felicità o l’infelicità dei protagonisti viene fatta dipendere da elementi esterni e non dalla capacità di auto-somministrarsi delle emozioni e dove le reazioni distruttive sono frutto di un evidente analfabetismo relazionale.

Un testo con dinamiche umane senza tempo che Paolo Trotti porta avanti nella contestualizzazione temporale di oltre 60 anni rispetto a Testori e Visconti segno che il mondo che ci circonda cambia molto più velocemente di quanto riescano a fare i rapporti tra gli uomini.
La violenza non è mai forza, ma debolezza” scriveva Benedetto Croce.
Adelaide Cacace

Teatro Franco Parenti – Milano
La purezza e il compromesso
omaggio a Visconti e Testori
durata: 1h e 20′
fino al 9 febbraio 2020
scrittura scenica e regia di Paolo Trotti
con Stefano Annoni, Michele Costabile, Diego Paul Galtieri, Margherita Varricchio
scene e costumi Francesca Biffi
luci Gabriele Santi
responsabile di produzione Simona Migliori
produzione Teatro Linguaggicreativi
con il sostegno del Centro Residenza della Toscana (Armunia Castiglionecello – CapoTrave/Kilowatt Sansepolcro)

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