La salute circolare, l’ecosistema e la meccanica quantistica

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Una delle note positive di essere uno scienziato che fa ricerca attiva è quella di avere a che fare con molte persone decisamente interessanti e stimolanti. Qualche giorno fa ho fatto una lunga chiacchierata con Ilaria Capua dell’Università della California. Ilaria si occupa ora di un progetto di estremo interesse mirato a focalizzare la nostra consapevolezza su come ogni singolo ecosistema è correlato in un insieme nel quale anche la nostra salute è parte integrante. Da quella chiacchierata con Ilaria sono nate alcune considerazione che condivido con lettrici e lettori.

L’interdisciplinarità è ad oggi un principio dal quale non possiamo più trascendere. Il concetto di Circular Health e di One Health racchiude in sé tutta una serie di paradigmi interlacciati fra di loro. Partendo dall’essere umano come “entità estesa” ove ogni sistema interno è correlato e interlacciato, dalla psiche al sistema endocrino-immunitario: l’essere umano in ottica Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), si sta arrivando a capire che questo essere umano è a sua volta parte inscindibile di un processo naturale che lo vede legato all’ecosistema planetario: genetica ed epigenetica integrata circolarmente alla salute planetaria.

Allo stesso modo sta avvenendo già da qualche tempo un cambiamento nel nostro concetto di calcolo. Tutta la tecnologia che utilizziamo oggi si basa sul digitale. Ma il digitale è un’artificiosità che abbiamo introdotto perché ci è utile per fare dei conti, anzi, per far fare dei conti a delle macchine, perché noi non siamo digitali. Un fiore non è digitale, il cibo non è digitale, la vita e la Natura non sono digitali. Ed ecco il cambiamento di paradigma. Se esiste un meccanismo (che abbiamo chiamato Macchina di Turing Universale) in grado di simulare ogni processo algoritmico, allora perché non dovrebbe esistere anche un meccanismo in grado di simulare ogni processo naturale (Feynman/Deutsch 1980-1985)?

Visto che a quanto ne sappiamo oggi, la Natura usa processi quantistici per “calcolare sé stessa”, da qui ecco il concetto di Calcolatore Quantistico che, prima di essere una realizzazione tecnologica, è la manifestazione di un’idea. Ecco la circolarità: se noi studiamo e capiamo (almeno in parte) come la Natura “calcola sé stessa”, allora avremo delle basi concettuali migliori ed estremamente potenti per intervenire ed invertire il processo antropo/ego centrico, finalmente concependo che la salute è una e che il processo di “stare bene” dipende dalla circolarità di tutto l’ecosistema che ricordo essere un sistema chiuso. La comprensione del funzionamento della Natura nella sua essenza ci può dare gli strumenti per migliorare ad esempio la nostra capacità di eliminazione o del contenimento delle patologie vegetali e animali alle quali, anche noi esseri umani, siamo soggetti e collegati. Se sta bene la pianticella stiamo bene anche noi. Circular Health.

I computer quantistici oggi, agli albori della loro era, possono rivelarsi strumenti potentissimi in quest’ottica perché potremmo definirli “metodi Bio di calcolo”, senza l’artificiosità (prettamente umana) del digitale, concependo metodi di calcolo che si basano sulle stesse leggi naturali che fanno sì che esista la fotosintesi clorofilliana (sovrapposizione degli stati quantistici degli elettroni eccitati dai fotoni in arrivo) o che esista gran parte dello scambio ionico all’interno delle nostre cellule (effetto tunnel).

Ma siamo solo agli albori di questo nuovo paradigma. Qui la meccanica quantistica è il framework di base; è possibile che si scoprano più avanti metodi che raffinano i processi quantistici, come ad esempio la gravità quantistica che porta ad una più profonda conoscenza della struttura fine dell’universo fornendoci strumenti più efficienti e completi nel descrive i processi naturali.
Mentre ad oggi la realizzazione tecnologica di processori quantistici sta muovendo i primi passi, quello che si deve fare è il salto concettuale che consiste nel pensare in modo diverso al concetto di computazione e di informazione. È oggi che dobbiamo iniziare a scrivere i nuovi algoritmi che saranno usati domani quando la tecnologia sarà matura. È oggi che dobbiamo iniziare a pensare di seguire quelle metodologie che il nostro universo usa da 14 miliardi di anni in maniera spaventosamente efficiente. L’obiettivo sarà quello di avere un framework di calcolo “naturale”, e straordinariamente potente che ci potrà essere utilissimo come strumento unificante tra la nostra salute e quella del pianeta avvicinandoci a capire che questa salute è una. L’organizzazione mondiale della sanità (OMS) cosi definisce la salute: “La salute è una componente fondamentale della nostra vita, è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplice assenza di malattia”.

Le azioni da intraprendere quindi sono fondare dei gruppi di ricerca sempre più focalizzati sul calcolo quantistico e su tutte quelle discipline mirate all’integrazione con tutti i processi naturali ecosistemici di cui anche noi facciamo parte.
Questi gruppi devono essere necessariamente interdisciplinari. Gruppi in cui biologi, medici, fisici, virologi, psicologi, epidemiologi e molti altri lavorano a stretto contatto per sviluppare un linguaggio comune: il linguaggio della Salute.
Luca Ciciriello

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