La stagione 2017 della pallacanestro volge al termine

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Siamo quasi ai titoli di coda di questa stagione e sul punto di intraprendere i percorsi per i quali Italbasket giocherà gli europei edizione numero 39 a fine estate. Intanto, oltreoceano, in gara due i Golden State Warriors hanno sconfitto i Cleveland Cavaliers con un LeBron James che inanella 29 punti + 11 rimbalzi e 14 assist. Una partita dal ritmo incalzante come non mai, dalle percentuali stratosferiche tra due contendenti avversari che incassano una tripla doppia, in una gara che sembra più affidata ad atleti di funambolica che a cestisti, con canestri che, per comuni mortali avrebbero giustificato un diametro maggiore del cesto. Per chiudere la gara a proprio favore 132 a 113, Golden State hanno proposto Steph Curry con 32 + 10 + 11 e Kevin Durant con 33 + 13 e 5 stoppate. Impressionante oltre ogni possibile ipotesi la velocità di pensiero dei giochi cestistici e la loro concretizzazione tra i contendenti; un’intensità che non scema mai durante la gara e con realizzazione di canestri ad altissimo indice di difficoltà. Si va quindi a Cleveland per gara tre dove alla fine il risultato sarà 3 a 0; Cavaliers 113 e Warriors 118 con il solito Curry che completa le sue statistiche conquistando il record di rimbalzi in una finale NBA, 13, e Kevin Durant, 14 punti nella sola ultima frazione, che raccoglie unanimemente la segnalazione di MVP in una gara che non lascia insoddisfatti i nottambuli Italiani malati di basket NBA. Questi i numeri finali: Durant 31 punti, Thompson 30, Curry 26 punti e 13 rimbalzi per Golden State; Per Cleveland ancora insufficienti uno strepitoso LeBron James autore di 39 punti 11 rimbalzi e 9 assist e Kyrie Irving 38 punti.
C’è da chiedersi se il grande spettacolo americano debba avviarsi verso la conclusione in modo così rapido con la serie a zero, da prima volta in NBA, oppure, dopo il 3 a 0, i Cavaliers tenteranno ancora una rimonta al momento non ipotizzabile? Per lo spettacolo è d’obbligo. E forse per i dollari. Vedremo.

Tornando in Europa, si archivia una finale Eurolega che vede in campo uno solo dei due Italiani, Gigi Datome, capitano dell’Italia che almeno, avendola conquistata con la sua attuale compagine, il Fenerbahçe di Istanbul, ha potuto scatenarsi nella sua “Gigidance” per i festeggiamenti. Deve essersi anche detto, meglio approfittarne adesso visto che con la mia nazionale di vincere qualcosa non se ne parla!
Certamente fa riflettere il fatto che in una finale Europea, contesa da due squadre Olympiakos e Fenerbahçe, avremmo visto in campo due Italiani, Hackett nelle file dei Greci se non si fosse infortunato, e Datome, più o meno come se fosse una qualsiasi gara tra squadre Italiane per contendersi lo scudetto, ma di un notevole diverso livello qualitativo. Malgrado questo ormai si verifichi da troppo tempo, non si rilevano correttivi affinché la situazione cambi.

Tyrus McGee della Reyer Venezia al tiro
Tyrus McGee al tiro

Anche il maggiore campionato italiano si avvia verso la conclusione con una finale inattesa tra: Trento, dal velocissimo raddoppio difensivo e l’indiscusso atletismo che ha liquidato facilmente l’Olimpia Milano, e Venezia che ha sudato come era nelle previsioni nell’avere ragione di Avellino di coach Sacripanti. Proprio dalla partita di questa semifinale è arrivato un bel messaggio cestistico in campo e dagli spalti strapieni di spettatori competenti e correttissimi. A conclusione della gara, al momento dei saluti, non si è potuto non notare il gigante Kyrylo Fesenko, 135 kg per 216 cm, che non ha trattenuto le lacrime quando l’intero palazzetto lo ha celebrato con lunghissimi applausi malgrado la sconfitta che ha significato per Avellino, la sua squadra, uscire definitivamente dalla competizione.

una fase della partita di basket Trento Milano
Simone Fontecchio difende su Joao Gomes tra Kalnietis e Macvan Foto Daniele Montigiani

La finale sarà giocata tutta ad Est della nostra penisola, su un nuovo inedito asse Trento-Venezia, con la prima che non aveva mai conosciuto una finale, e l’altra che la riscopre dopo antichissimi dimenticati splendori. Anche per i due coach, Maurizio Buscaglia per la Dolomiti Energia e del livornese Walter De Raffaele per la Umana Reyer, le gare di finale costituiscono una prima volta e siamo certi che, attraverso le loro competenze, assisteremo ad un basket gradevole. Delle due finaliste Trento rappresenta la formazione dal percorso più entusiasmante. Ha regolato Sassari nel primo degli spareggi per poi rendere la vita davvero impossibile alla titolata Olimpia di Repesa e degli importanti finanziamenti garantiti da Giorgio Armani. Aveva anche ceduto proprio all’Olimpia Dada Pascolo il quale adesso è costretto a vedere i suoi ex compagni giocare la finale mentre lui, dovrà risolvere i suoi problemi al ginocchio infortunato.

una fase della partita di basket Trento Milano
Gomes e Cinciarini Foto Daniele Montigiani

Tornando al campionato imperversa la delusione Olimpia Milano su ogni altra notizia. Non è tanto la debacle in Eurolega e campionato di un coach di gran valenza come Repesa, quanto la possibilità che in queste ore venga contrattualizzato un coach come Pianigiani che, ai tempi della Montepaschi, era osteggiato dagli avversari milanesi in modo evidentemente indimenticato. L’hashtag #NOPIANIGIANI spopola ed il web propone una serie interminabile di argomentazioni sul fallimento delle politiche dell’Olimpia Milano che, pur godendo di budget improponibili in altre sedi nazionali, continua a deludere in Eurolega e soprattutto a livello di consensi e di valorizzazione dei giovani talenti Italiani. Speriamo che gli Abbas, i Fontecchio e i Pascolo attuali trovino un percorso più favorevole dei Mancinelli e Gentile che li hanno preceduti e che, arrivati all’ombra del duomo nel momento di massimo splendore, dopo l’esperienza milanese sono risultati logorati e tutt’altro che valorizzati.

Il campionato di A2 nei due gironi, deve ancora indicare l’unica squadra che salirà nel campionato maggiore. La Virtus Bologna aveva già guadagnato la finale dopo aver liquidato la rivelazione del girone: il Roseto di coach Emanuele Di Paolantonio al primo incarico di allenatore e general manager. La Fortitudo non avrà il derby per la finale per essersi arresa, dopo gara 5,all’Alma Trieste di Dalmasson che aveva scavato un solco profondo fin dai primi minuti. Evidentemente le parole di Boniciolli, gran motivatore, non erano riuscite a ridare energie ad una formazione che, specialmente dopo gara 4, non ne aveva più. Questo è stato anche l’anno dell’addio definitivo al basket giocato di Bulleri e Basile.

Emidio Maria Di Loreto

Si ringrazia la DOLOMITI ENERGIA BASKET TRENTINO
La foto di copertina è di Daniele Montigiani

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