La storia e le immagini del videoreporter Claudio Speranza

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L’incontro tra due giornalisti, accomunati dalla passione per il loro lavoro e dalla curiosità, è alla base di Le immagini non mentono quasi mai, il libro di Francesco Vitali Gentilini in cui si parla di storia e cronaca, attraverso gli occhi del videoreporter Rai Claudio Speranza.

Le immagini non mentono quasi mai è il libro di Gentilini in cui, con una lunga intervista in più sezioni, con un prezioso materiale fotografico, con la prefazione di Nuccio Fava e con l’intervento critico di Antonio Catolfi, è raccontata l’avvincente percorso professionale e umano di Claudio Speranza, videoreporter della Rai che ha lavorato in 151 paesi.

Francesco Vitali Gentilini
Francesco Vitali Gentilini – credits Claudio Speranza bn

Un libro sa essere interessante e appassionante quando è simile ad uno scrigno che si lascia aprire con calma e ispezionare con cura. Un libro sa essere interessante quando mette insieme più cose, più livelli, più storie.

La lunga intervista che Francesco Vitali Gentilini ha dedicato a Claudio Speranza sa essere tutte queste cose insieme. La pluridecennale attività che Speranza ha portato avanti come videoreporter della Rai ci viene messa a disposizione, grazie alla cura delle domande che sanno congiungere la passione di chi intervista con quella di chi è intervistato.

 

Citazione 1
L’amore per la fotografia è nato in me già da piccolo, sfogliando l’album di famiglia che mio padre aveva realizzato con la sua Voigtlander a soffietto. C’erano sia le foto del periodo che aveva trascorso da solo in Alto Adige – trasferito dal regime fascista per insegnare l’italiano agli altoatesini di lingua prevalentemente tedesca – sia quelle di noi fratelli e della famiglia

La miscela di due passioni genera una miriade di possibili libri che potrebbero parlare di storia politica nazionale e internazionale, di storia della spettacolo con mille stelle famose, di storia dei costumi e della nostra società, di storia della Rai e della sua organizzazione e dei suoi grandi personaggi, di storia della tecnica della fotografia e della ripresa.
Come separare, infatti, tutti questi temi? Come riassumere i diversi spazi e contesti che Speranza ha affrontato in una carriera a dir poco favolosa attraverso ben 151 paesi?

Citazione 2
Con Sergio Zavoli lavorai nel Processo alla Tappa e in Nascita di una dittatura: esperienze per me fondamentali. Ancora prima di lavorare per lui, avevo ammirato il suo stile e la passione civile che metteva nel lavoro. Zavoli non era soltanto un giornalista, ma uno scrittore e un poeta della notizia e i suoi programmi rimarranno per sempre nella storia dell’informazione e della RAI

Con la sua abilità tecnica e con la sua sensibilità umana, Speranza ha saputo immortalare eventi storici fondamentali come la scoperta del cadavere di Aldo Moro e ha saputo contribuire alla realizzazione di programmi che sono entrati nell’Olimpo della grande televisione.
Senza mai essere retorico, Speranza ha saputo narrare con le sue immagini guerre, imprese sportive, viaggi agli estremi e mille altre situazione che davvero appare impossibile e riduttivo racchiudere in poche righe. Il lettore, almeno anche a chi scrive è accaduto ciò, scoprirà probabilmente che dietro molti dei servizi che gli sono rimasti nella memoria, perché hanno segnato un’epoca, c’era l’occhio e la mano esperta di Speranza.
Davvero, in questo senso, una lettura che è storia nel senso più nobile del termine e con un alto valore di testimonianza: storia di un uomo nel solco della Storia più ampia.

Ciro - Sarajevo - Bosnia ed Erzegovina 1995
Ciro – Sarajevo – Bosnia ed Erzegovina 1995

Citazione 3
Raccontare la guerra con una penna o con una telecamera: si può anche essere attratti da questa idea, perché la guerra tratta la vita e la morte, che sono i grandi momenti dell’uomo. Qualche scrittore ha raccontato che andare per guerre con taccuino o telecamera dona maggior senso alla propria presenza nel mondo, i colori diventano più luminosi, il tempo si dilata e pochi minuti diventano ore. Devo dirti la verità: io non ho provato niente di tutto questo, sono tutte balle.

Quasi dolce Speranza nel rispondere senza brutale presunzione alle domande di Francesco Vitali Gentilini; anche quando potrebbe vantarsi, anche quando potrebbe porsi al centro, ci ricorda, nelle sua parole, l’essenza del suo mestiere: quella rara e notevole capacità di essere presente senza invadere la scena: riprendere, appunto, quello che la vita sta facendo accadere davanti ai suoi occhi – occhi vivi, liberi, animati dalla voglia di capire e raccontare.

Citazione 4
Il 9 maggio in via Caetani, cinquantacinque giorni dopo, Aldo Moro fu trovato morto nel portabagagli di una Renault 4 rpssa. Riuscii a riprendere parte della macabra scena arrampicato su un’inferriata dell’istituto di Santa Lucia, in via delle Botteghe Oscure. Con il coraggio e con la sensibilità di Nuccio Fava, documentammo anche il triste epilogo di questa storia.

Un libro da leggere con calma, ripensando a tutte quelle volte che la storia si è condensata in un servizio, in uno scatto, in un movimento appena che ha saputo cogliere l’essenziale per donarlo a noi spettatori. Un libro che sa essere a tratti anche commovente. Una carriera esemplare che ci viene messa a disposizione e questo è davvero un dono di valore.

Antonio Fresa

 

Le immagini non mentono quasi mai CopertinaFrancesco Vitali Gentilini
Le immagini non mentono quasi mai
Storia e cronaca in 151 paesi, attraverso gli occhi del videoreporter Rai Claudio Speranza
Poderosa, 2022
Pagine 300
€ 20,00

 

 

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