La svastica sul Sole: un viaggio nella distopia di Philip K. Dick

dialogo e pensieri
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Questo è un dialogo immaginario tra due uomini di oggi, magari occidentali, magari proprio americani. Una riflessione sull’attualità e sul passato, sulla distopia e la realtà, basato sul libro “La svastica sul Sole” di Philip K. Dick. Un tema delicato, profondo, talvolta anche censurato, sia pubblicamente che nelle nostre coscienze. Eppure, sempre più necessario per comprendere le dinamiche individuali e collettive che ieri, e oggi, fungono da bussola per l’umanità intera.

copertina la svastica sul sole di dick“E se l’Italia non avesse tradito l’Asse?”

“La Germania, chissà, avrebbe vinto la Guerra.”

“E se la Germania e il Giappone avessero vinto la Guerra?”

“Nessuno conoscerebbe, forse, le città di Hiroshima e Nagasaki, ma tutti conoscerebbero Hitler.”

“Ma lo conosciamo già tutti!”

“Hai ragione, ho sbagliato. Sostituisci “conoscerebbero” con “loderebbero”. Sì, loderebbero.”

“E se tutti lodassero Hitler, o fossero costretti a farlo?”

“Prima di pormi questa domanda, dovresti chiederti che cosa significherebbe “tutti” in un mondo nazista.”

“Beh…tutti gli esseri umani, tutti insomma! È un concetto molto semplice.”

“Non lo è. Forse nel nostro mondo, oggi, può sembrare che lo sia, perché grazie alla storia che ha seguito la II Guerra mondiale stai dando per scontato che tutti gli esseri umani siano esseri umani.”

“Perché lo sono! Vabbè, mi sto spazientendo…e se tutti lodassero Hitler?”

“Se tutti lodassero Hitler…se tutti lodassero Hitler…”

“Che cosa cambierebbe, dannazione?”

“Te lo sto già mostrando: non potrei ipotizzare nulla di diverso da quello che sarebbe senza essere arrestato, condannato ed eliminato in meno di 24 ore.”

“Ma oggi puoi! Possiamo pensare quello che vogliamo, scrivere quello che pensiamo, fare quello che vogliamo…nulla di tutto ciò sarebbe possibile, giusto? È questo che intendi?”

“È quello che intendo, sì. Oggi siamo relativamente liberi. Tutti gli esseri umani sono esseri umani, nel senso che sono riconosciuti e, almeno formalmente, trattati come tali. In un mondo nazista, soltanto la pelle chiara, gli occhi chiari e i capelli biondissimi ti renderebbero degno di essere chiamato umano. Nemmeno gli italiani sarebbero completamente al sicuro dalla pulizia genetica condotta dagli ariani. Certo, magari gli verrebbero risparmiate le camere a gas, ma non potrebbero senz’altro ambire a diventare capi d’impresa o CEO. I gerarchi nazisti, tuttavia, si sforzerebbero di fare un’eccezione per i ‘musi gialli’, loro alleati durante la Guerra. Soltanto i giapponesi si intende, ovviamente. Ai cinesi verrebbero riservate le mansioni di inservienti e fattorini, mentre Giapponesi e Tedeschi si spartirebbero il controllo dell’America.”

“Ma l’Africa? Verrebbe interamente colonizzata dai tedeschi?”

“L’Africa non sarebbe semplicemente colonizzata, ma sterminata! Un progetto di pulizia genetica totale stroncherebbe sul nascere qualsiasi problema di immigrazione e integrazione che, come saprai, oggi infiamma i vertici dei governi e le passioni delle masse. Nessuno stato di diritto, nessuna possibilità di difesa: soltanto deserto, brutalità, sterminio.”

“Il mondo non potrebbe mai piegarsi a tanta bestialità, a tanta follia! Sterminare un continente intero…sarebbe impossibile, anche per Hitler, Heydrich o qualunque nazista tutto d’un pezzo.”

“Forse hai ragione, infatti la storia reale ha visto il nazismo sconfitto. A quali spese, lo sappiamo, e non possiamo dimenticarcene. Tuttavia è sempre bene non sottovalutare l’impossibile. Perché ciò che ci è garantito oggi, non ci è stato garantito ieri, e chissà se ci sarà garantito domani. La storia ci permette di avere questo dialogo, ovvero di essere liberi, ma non per questo possiamo sottovalutare il pericolo dell’illiberalità e dei pregiudizi, razziali e non solo…pensaci, e dimmi: a quali conseguenze potrebbe portare la visione nazista, con la sua carica d’odio e di razzismo?”

“Dopo queste tue parole, la risposta mi sembra ovvia: nessuna protezione da parte dello Stato, nessuna legge uguale per tutti, giurisprudenza sotto il controllo della polizia, corruzione, disuguaglianza in ogni campo, partendo da quello lavorativo, impossibilità di riscatto sociale, necessità di cambiare il proprio cognome e i propri connotati per non essere deportati in Germania ed eliminati, pericolo di credere nella veridicità dei pregiudizi razziali, fino alle estreme conseguenze, fino alla contraddizione…”

“Esatto. La follia ci verrebbe presentata come normalità, anzi, necessità, e il razionale come utopico, inutile, addirittura da temere ed evitare per salvarsi la pelle. Il mondo non è fatto di Superuomini hitleriani, è vero, e non tutti sarebbero in grado di accettare i comandamenti nazisti, dalla discriminazione razziale su scala radicale e globale alla consapevolezza di vivere in una enorme gabbia di libertà mancate e possibilità censurate. Eppure ci si potrebbe adattare, lo si potrebbe accettare, è non è così impensabile che gli uomini, la maggior parte almeno, compresi me e te, lo farebbero. Chi per sincero fanatismo, chi per semplice paura, chi per debolezza di spirito, chi per ferma convinzione di non averne alcuna colpa, chi per noncuranza o per ignoranza. Chiunque potrebbe scegliere di stare, e restare, dalla parte del male, o non scegliendolo aderirvi comunque. La Banalità del male, ricordi? Quel libro di Hannah Arendt, con quel gerarca nazista che ci appare come poco più di un insulso topo da biblioteca…eppure tutti i treni, o quasi, diretti ai campi di sterminio partivano dal suo pugno. Si dice perfino che abbia visitato quei luoghi una volta sola, per pura necessità, perché era troppo sensibile per assistere anche alla più routinaria delle scene di violenza. Eppure…”

“Eppure, in un mondo nazista, nel nostro piccolo, potremmo essere tutti dei distinti Sig. Eichmann, in cuor innocenti ma profondamente colpevoli, oppure in cuor lacerati dalla colpa ma sulla carta innocenti…è questo che vuole dirci P. Dick nel suo libro, vero? Mai perdere di vista il peso della storia. Mai.”

“Mai. Le pulsioni naziste, così come non sono sorte dal cervello degenerato di un singolo pazzo in grado di soggiogare nazioni intere, così per lo stesso motivo non sono svanite nel nulla. Sai benissimo che quel senso di potere, di superiorità, quel gusto per il privilegio e per la violenza eccitano la mente umana, anche quelle più meste, così come la volontà di autoconservazione e la paura guidano le scelte dei più. Combina insieme questi fattori, aggiungici un pizzico di casualità e aleatorietà della storia, e potresti ritrovarti in un mondo nazista. Tutto ciò che ci salva è la conoscenza. Conoscenza di ciò che è stato, e di ciò che siamo, come individui, collettività, e umanità. Soltanto il sapere che pulsioni oscure serpeggiano in noi può permetterci di controllarle, sconfiggendo il nichilismo e la potenza distruttrice che hanno, e dunque abbiamo, in seno, se solo si abbassa di un millimetro la guardia. Indagare, senza paura, fino in fondo, il passato, le Guerre, non per rigettarli, ma per prenderne coscienza e superarli. Superarli come uomini, tutti, e senza compromessi. Soltanto così, leggendo e pensando la Svastica sul Sole, si diventa uomini liberi.”

Carola Diligenti

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