La svolta di X Factor?

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Che quest’anno fosse un’edizione nuova ce ne eravamo già accorti dalla scelta dei giudici, rinnovati in parte. Due star internazionali e due, ormai, icone del paesaggio musicale italiano: Mika, Skin, Fedez e Elio, ognuno rappresentante di un genere musicale . L’altra novità è l’ammissione alle audizione dei gruppi, molti dei quali portano un genere nuovo sul palco di X Factor Italia, l’indie rock, piuttosto sconosciuto al pubblico musicale italiano.
Qui infatti sorgono le prime contraddizioni: se nel nostro paese difficilmente possiamo trovare delle band che producano musica indipendente, sia per motivi discografici che per motivi di cultura, qual è il senso di portare questo genere in un talent musicale se poi non possono esserci dei risvolti nel campo del business? Di conseguenza, non avendo un repertorio italiano di indie rock, troppo spesso si ricorre a quello statunitense, britannico e scandinavo. Mi spiego meglio, si chiama X Factor Italia ma il 90% delle canzoni cantate alle audizioni sono in lingua inglese. Non va nemmeno dimenticato che durante la semifinale della scorsa edizione sono stati presentati quattro inediti su sei non italiani, anche se poi sono stati dimenticati con molta fretta.

Se qualcuno si aspettava qualcosa in più dalla star del rock Skin, sicuramente si sarà trovato in buonissima compagnia; la cantante infatti, contro ogni pronostico, sembra molto più entusiasta delle proposte pop che di quelle che dovrebbero rappresentare il suo genere, e non a caso al momento il suo gruppo (Under Donne) appare quello più debole.

Da grandissima fan quale sono dell’indie, mi trovo in una scomoda posizione; da una parte sono felice che il largo pubblico possa assistere a performance synth pop, electrorock, shoegaze, progrock, country e folk, ma dall’altra storco il naso pensando al fatto che quella che dovrebbe essere la musica indipendente per definizione possa trovare spazio in un talent che di indipendente, appunto, ha ben poco.
La tendenza “anglofona” è sempre presente, sia per quanto riguarda gli inediti dei concorrenti che per le canzoni in gara, probabilmente anche dovuti al fatto che la stragrande maggioranza di chi partecipa è tendenzialmente giovane e sotto i trent’anni, quindi magari più fortemente affascinato dal mondo statunitense e dalla sua magia illusoria. Di conseguenza ogni anno manca sempre di più qualche bel pezzo della nostra musica, perché  c’è ancora chi canta Rino Gaetano o Lucio Dalla, ma chissà com’è in tv non piace mai o almeno evidentemente non ad X Factor. E anche se non si volesse tornare così “indietro” nel tempo, qualche gruppo indie (pochi) lo abbiamo anche noi. Basterebbe citare gli Afterhours, i Verdena, i Baustelle, i Marlene Kuntz, di cui purtroppo poco si sente cantare.

La conduzione spetta anche quest’anno ad Alessandro Cattelan, con il criticatissimo aiuto di Aurora Ramazzotti durante la striscia quotidiana. Il web si è scatenato contro la ragazza su Facebook e Instagram, attaccandola di non avere le competenze e di aver ottenuto un “aiutino”. A sua discolpa dice di aver ricevuto inaspettatamente la proposta e di esserne stata subito entusiasta, vista la passione che nutre da anni per X Factor. Il conduttore di EPCC lo ritroveremo solo durante il prime time di otto puntate, unite alle sei delle selezioni in cui ha già dato sfoggio della sua ormai grande esperienza nella conduzione di questo talent. Mancano ancora gli home visit, che quest’anno si terranno in una location d’eccezione, a più di duemila metri di altezza sul Monte Bianco; le selezioni finali avverranno però sulla nuova funivia Skyway. Basterà a rendere questa edizione memorabile? Probabilmente la risposta la avremo a Sanremo 2016.

Michela Bonamici

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