La tomba etrusca della Quadriga Infernale nella necropoli delle Pianacce

tomba etrusca della Quadriga Infernale
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La tomba della Quadriga Infernale, nell’area archeologica delle Pianacce, è stata una delle più importanti scoperte sugli Etruschi degli ultimi anni.

Affresco nella tomba della Quadriga infernale

Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Alessandra Minetti, studiosa di etruscologia e direttrice del Museo Civico e Archeologico di Sarteano per il quale, nel 1997,  ne ha realizzato il progetto scientifico e l’allestimento.

Quell’11 ottobre del 2003 vi siete trovati di fronte ad una scoperta eccezionale che ha segnato la storia dell’etruscologia degli ultimi anni. Stavate cercando qualcosa di speciale o erano degli scavi di routine? E come vi siete accorti dell’eccezionalità della scoperta?

La scoperta della tomba della Quadriga rientrava in una sistematica campagna di scavi nella necropoli delle Pianacce iniziata dal Museo Civico Archeologico di Sarteano e dal Gruppo Archeologico Etruria nel 2000 e proseguita poi fino al 2011. Avevamo già trovato otto tombe di grande interesse, ma senza l’eccezionalità delle pitture. È stato ovviamente il ciclo dipinto che ci ha fatto immediatamente comprendere che eravamo davanti a qualcosa di straordinario, non solo perché si pensava che non ci fossero tombe dipinte nell’agro di Chiusi, ma solo intorno alla città e perché comunque anche quelle sono molto rare, ma perché le scene rappresentate si mostrarono subito molto originali oltre che per l’eccezionale conservazione dei colori dovuta alla presenza dell’intonaco.


La tomba è decorata con un ciclo pittorico incredibilmente unico. Quali sono i motivi simbolici più rilevanti?

Gli elementi rilevanti della decorazione pittorica sono numerosi: innanzi tutto la scena principale – da cui deriva il nome della tomba- rappresenta un unicum: ovvero una raffigurazione del demone Charun (colui che accompagna le anime nell’aldilà) non a piedi o su barca, come di consueto nel mondo etrusco e greco, ma raffigurato come auriga alla guida di un carro. Anche il gesto di saluto e affetto che si scambiano padre e figlio non ha confronti nella pittura parietale etrusca ed è stato sicuramente creato dall’artista che ha dipinto la tomba di Sarteano. Così mai in una tomba etrusca era stato rinvenuto un dipinto con un serpente a tre teste delle dimensioni del nostro, alto quasi due metri, che rappresenta il mostro che impaurisce il defunto nell’Aldilà.

Serpente tricorpore, un mostro appartenente all'immaginario funerario etrusco. Gia presente in un vaso ritrovato ad Orvieto
Serpente tricorpore, un mostro appartenente all’immaginario funerario etrusco.
Gia presente in un vaso ritrovato ad Orvieto

Nella camera sepolcrale sono state rinvenute due deposizioni. Un sarcofago di alabastro grigio di Volterra, ad oggi ancora esposto, e una cassa di legno di cui restano solo le borchie in bronzo. Chi erano i due defunti?

Nel sarcofago è deposto il pater familias, ovvero il proprietario della tomba che – dalle poche ossa rinvenute – si è dimostrato essere un maschio di quasi 60 anni, quindi un’età notevole per un etrusco. Nella cassa lignea potevano esserci i resti del figlio raffigurato sulla parete insieme al padre, ma consideriamo che la testimonianza di un manico di specchio nel corredo ci informa anche della presenza di una deposizione femminile. Non ci sono però iscrizioni che ci diano notizie sulla famiglia di appartenenza dei defunti, sicuramente una famiglia di rango elevato.

Scena di banchetto nell'aldilà con i due defunti, probabilmente padre e figlio
Tomba della Quadriga Infernale. Scena di banchetto nell’aldilà con i due defunti, probabilmente padre e figlio

Dal 1954, quando l’archeologo Guglielmo Maetzke indagò per primo la necropoli delle Pianacce, vengono organizzate periodicamente delle campagne di scavo. Su quali fondi potete contare? Quando sono previste nuove indagini?

Dopo la campagna di scavo del 1954 di Maetzke in realtà il sito non è stato più scavato -se non dai clandestini- fino al 2000 quando il Museo Civico Archeologico (aperto da tre anni e che aveva già condotto altri scavi nella necropoli di Solaia) insieme al Gruppo Archeologico Etruria hanno portato avanti dieci campagne estive continuative fino al 2011, anno in cui abbiamo dovuto interrompere la ricerca per motivi legati alle normative di sicurezza sui cantieri, difficili da applicare quando al lavoro sono tutti volontari. Pertanto non sono al momento previste nuove indagini, anche se i nostri scavi erano praticamente a costi prossimi allo zero e comunque le poche risorse erano state investite dal Comune di Sarteano.

Pianacce nel 2009
Veduta Pianacce nel 2009

Presso il Museo civico archeologico di Sarteano che lei dirige è riprodotta, per la prima volta in Italia, in scala naturale e nelle reali caratteristiche fisiche della roccia, lo spaccato della tomba. Quali sono gli altri oggetti importanti esposti nelle sale?

Nel piano superiore del Museo sono esposti materiali dal IX al II sec. a. C. tutti provenienti dalle necropoli del territorio tra cui spicca la ricostruzione della tomba con due canopi di cui uno femminile con ascia bipenne in mano, come simbolo di potere o il bel cippo di pietra fetida da Sant’Angelo con scene di un funerale etrusco. Tutto il piano inferiore accoglie invece reperti della necropoli delle Pianacce tra i quali le più significative sono le sculture di pietra fetida a tutto tondo con funzioni di cinerari rinvenute nelle tombe 13 e 14 di V-IV sec. a. C., insieme a ceramiche attiche a figure nere e rosse. Nelle tombe più recenti sono state trovate anche delle oreficerie tra cui un’eccezionale collana d’oro.

Quadriga infernale

Lei è autrice anche del volume “La tomba della quadriga infernale. Nella necropoli delle Pianacce di Sarteano” (2006, L’Erma di Bretschneider). Spiega a chi ci legge l’importanza della necropoli nella comprensione della civiltà etrusca?

L’importanza della necropoli delle Pianacce, al di là dell’eccezionale valore storico-artistico delle pitture della tomba della Quadriga Infernale, consiste nella dimostrazione di un’occupazione senza soluzione di continuità del territorio in epoca etrusca in questa zona che prima di queste scoperte era messa in dubbio da un passo dello storico romano Livio che parlava dello spopolamento delle campagne del chiusino; inoltre si è constatato che il livello delle gentes che occupavano le campagne di Sarteano è assolutamente analogo a quelle ‘urbane’ della vicina polis egemone di Chiusi. Altro elemento di grande interesse scientifico della necropoli è la presenza di un’area sacra, un podio-altare di forma semicircolare sul quale si svolgevano sia l’esposizione del corpo del defunto che i rituali ad esso connessi quali danze, musiche, gare atletiche ed altro.

E ora ci resta la domanda fondamentale: è possibile visitare la tomba e come?

La tomba è visitabile solo una volta a settimana per motivi di conservazione: il sabato. In inverno la mattina alle 11,30 mentre in estate sia la mattina alle 9,30 che il pomeriggio alle 18,00. Basta prenotare alla mail info.museo@comune.sarteano.si.it o al numero di telefono 0578269261 negli orari di apertura del Museo. Tutte le informazioni sono reperibili sul sito www.museosarteano.it.

Federica Crociani

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