La verità su Harry Quebert si fa “serie”.

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Pubblicato in Francia dopo innumerevoli rifiuti, La verità sul caso Harry Quebert” ha subito venduto i diritti in 42 paesi; quindi ormai mezzo mondo sa chi è il professor Quebert e come è andata a finire la sua “impropria” storia d’amore con la quindicenne Nola, ai tempi in cui era uno stimato professore universitario di 34 anni, interrotta dalla misteriosa scomparsa della ragazza. Ferita d’amore che si riapre 30 anni dopo con il ritrovamento del suo cadavere nel rigoglioso giardino della casa del professore. Sebbene la trama della poliziesca ricerca del colpevole sia infarcita di luoghi comuni e personaggi convenzionali la lettura del romanzo avanza in maniera scorrevole; certo il fiato non è corto ma l’interesse resta piuttosto vivo fino alla fine.

Figlio di un professore di liceo e di una libraia di Ginevra, lo scrittore svizzero Joel Dicker aveva mandato giù parecchi rifiuti prima del grande “si”. Quattro romanzi rimandati al mittente prima che nel 2012, l’editore Bernard de Fallois decidesse di avere fiducia in quel giovanotto di 27 anni e pubblicare la sua quinta fatica di oltre 700 pagine. In quello stesso anno l’editore vinse il Premio “Editore dell’anno”, mentre lo scrittore si assicurò il “Prix Goncourt des lycéens” e il “Grand Prix du Roman de l’Académie française”.
Da allora ha venduto oltre 4 milioni di copie in tutto il mondo. E tra questi milioni di lettori ce ne sono stati almeno 96 che si sono detti: “Sarebbe un ottimo soggetto per una serie televisiva”.

Tante sono state infatti le proposte di adattamento inviate allo scrittore, che ha scelto la 97a, ovvero quella del regista francese de “Il nemico alle porte”, “Il nome della rosa” ma sopratutto dell’indimenticabile “La guerra del fuoco”. Jean Jacques Annaud si è così assicurato la sua pausa relax; meritata dopo tante fatiche cinematografiche. La parola non è scelta a caso: la serie di dieci puntate è stata girata in Canada in una ottantina di giorni, e sin dalla prima puntata non è che un pedissequo susseguirsi delle pagine stampate. Piacerà sicuramente a chi quel libro non lo ha letto e non sa come va a finire la storia.
Forse però non lo incoraggerà molto la “vecchiezza” cinematografica del protagonista Patrick Dempsey, la cui faccia dei trentaquattro anni non convince, ancor meno la sua folta cresta ingrigita dal tempo di lui ultra-sessantenne. Forse però gli piacerà la bella fotografia, gli ampi panorami, e di tanto in tanto riuscirà a sperimentare un sussulto di sorpresa, un brivido di suspense.

Ma dal momento che lo scrittore, accreditato anche come sceneggiatore, ha rivelato di comparire più volte nel corso della serie, potrebbe essere divertente cercare i suoi cammei in giro qua e là per le puntate. Oramai la “fisima” del flemmatico Alfred (Hitchcock) o dell’impetuoso Stephen (King) ha conquistato il mondo, assicurando al pubblico di cinema e televisione almeno l’interesse della ricerca e la soddisfazione della scoperta.
In mancanza d’altro!

V. Ch.

La verità sul caso Harry Quebert
regia: Jean-Jacques Annaud
cast: Patrick Dempsey, Ben Schnetzer, Kristine Froseth, Virginia Madsen

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