Ladies Football Club

Ladies Football Club di Stefano Massini
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Ladies Football Club non è uno spettacolo. È una vera e propria lezione di teatro che Maria Paiato ha tenuto sul palco del Piccolo Melato con indiscutibile bravura. Che la Paiato fosse brava lo sapevo già, per averla vista accanto a Massimo Popolizio in Un nemico del popolo. Dove si cala con raffinata bravura nei panni maschili del sindaco Peter Stockmann.

Ieri sera l’attrice splendeva su quel palco, riuscendo a passare dai toni drammatici, a quelli ironici giocando con la voce, passando dal sensuale al rozzo, dall’istrionico al patetico, con la stessa capacità e la stessa verve. C’è stata una recitazione impeccabile per un’ora e quarantacinque minuti di monologo sul testo di Stefano Masini, che ci ha pienamente convinti, nella sua capacità di dar vita a un’epica, a un’allegoria, a una piece che parla di femminismo, che parla della rivolta dell’individuo alle norme sociali.

Ladies Football Club è una pièce che parla della capacità dell’individuo di farsi soggetto.
La storia è semplice siamo a Sheffield nel 1917, in piena guerra. Le donne hanno sostituito gli uomini in molti ruoli, e li sostituiscono anche sui campi di gioco.
Undici donne di una fabbrica di munizioni iniziano a giocare a calcio nel cortile della fabbrica e Maria Paiato riesce a dare voce e corpo a ognuna di loro, a ognuna di queste donne. C’è la ragazza invisibile di cui non si accorge nessuno, c’è l’operaia che sembra una bestia, c’è la ragazza che ruba le frasi fatte alle riviste femminili, c’è quella politicizzata di sinistra, c’è la ragazza che guarda in faccia la realtà e sa di che cosa questa realtà sia fatta. C’è Vaiolet che darà il primo calcio al pallone. C’è Rosalyn che sta in porta. Ci sono le altre. A tutte queste donne Maria Paiato riesce a restituire vita, passioni, emozioni, tic.

Ladies Football Club non è soltanto una pièce sul calcio, non è soltanto una pièce femminista sul mondo femminile. È una pièce che riguarda la battaglia e la lotta dell’individuo per arrivare a se stesso, nonostante i diktat sociali, nonostante le norme, le convenzioni. È una piece che racconta di come in una società misogina, sessuofoba come quella occidentale, delle donne cerchino di andare al di là del proprio ruolo. Per farlo giocheranno contro una squadra di maschi che sembrano appena usciti dall’ospedale, contro una squadra di ragazzini, contro un’altra squadra femminile.

Ladies Football Club di Stefano Massini
Ladies Football Club
produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa foto © Masiar Pasquali

Ognuna di queste partite l’aspettiamo con curiosità, sembra di vederla, di viverla, siamo trascinati nel centro dell’azione calcistica. Quasi facciamo il tifo.
In scena c’è solo un’attrice, perché quello di Ladies Football Club è un one woman show. Uno show per una grande attrice che con la sua presenza, con la sua capacità attoriale, sa animare il palco nudo e scabro del Melato e porta sotto i nostri occhi ventidue giocatori, gli spettatori, una società, che di fronte al femminile e alle conquiste del femminile reagisce con paura.

Maria Paiato, supportata dall’ottima scrittura di Stefano Massini, dall’accurata e sapiente regia di Giorgio Sangati, ci conduce attraverso un mondo che come nelle migliori messe in scena teatrali sembra apparire dal nulla. Ci conduce fino all’ultima partita che le operaie di Sheffield giocheranno nel più importante stadio inglese. Uno di quelli dove giocano i campioni, dove sfideranno i campioni, i quali le tratteranno con sufficienza, con lo sguardo dall’alto in basso, facendo quello che il maschilismo abitualmente fa con le donne, quando il maschilismo afferma Ti insegno io come si fa. A quel punto soltanto un gesto anarchico, individualista, illogico potrà restituire la verità della battaglia sostenuta per arrivare fino a quel campo di gioco.
Splendida Maria Paiato.

Non ho potuto fare a meno di gridarle più volte brava, brava, come se fosse un urlo liberatorio da stadio. Non ho potuto fare a meno di urlarle bentornati, non solo a lei, a Stefano Masini e a Giorgio Sangati. Bentornati teatranti dopo questa prolungata quaresima che ci ha privati insensatamente e per lunghi mesi, di una medicina essenziale come quella dell’arte, della cultura, dell’intelligenza condivisa.
Quell’urlo liberatorio non era soltanto il mio. La recitazione di Maria Paiato è stata salutata da prolungati applausi e da una standing ovation, che ha visto l’attrice visibilmente commossa da quella accoglienza.
C’è voglia di teatro. C’è voglia di vita, di quella vita che come cittadini possiamo condividere nei luoghi della socializzazione, nei luoghi protetti della cultura. attenti al distanziamento, attenti alle norme sanitarie.

Quello di ieri sera non è stato soltanto un momento di immensa, gioiosa festa, ma anche un momento di riflessione.
Il teatro tenta nuovamente di ripartire, faticosamente, con tenacia, con perseveranza. Perché l’amore per l’arte e l’amore per il palcoscenico è più forte di qualsiasi pandemia. Ma a noi rimangono nel cuore diverse domande. Come faranno a ripartire i piccoli teatri, gli attori meno famosi, le maestranze, senza sovvenzioni statali? Come farà il pubblico a riaffezionarsi al teatro se il costo di un biglietto ammonta a quaranta euro in platea? Quanti cittadini, quanti studenti, quanti operai, potranno veramente condividere e gustare pienamente questo rito collettivo che è il teatro?

Gianfranco Falcone

Piccolo Teatro Studio Melato
Ladies Football Club
di Stefano Massini
regia Giorgio Sangati
scene Marco Rossi
costumi Gianluca Sbicca
luci Luigi Biondi
con Maria Paiato
produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

 

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