Lael Neale, Acquainted With Night

Lael Neale
history 3 minuti di lettura

Credevo che il lo-fi fosse morto o quasi, poi un po’ per caso mi è capitato di ascoltare il disco di Lael Neale registrato a casa su un quattro tracce quasi dal vivo, e con una strumentazione minima dove la parte del leone la fa uno strumento chiamato Omnichord, diretto discendente dell’autoharp ma che permette molte altre possibilità rispetto a quest’ultimo, e da solo può anche sostituire una intera orchestra.

Lael Neale proviene da un piccolo paese della Virginia, dove è ritornata a vivere nella casa di famiglia a causa della pandemia dopo essersi trasferita a Los Angeles nel 2015. In California ha inciso i dodici brani dell’album d’esordio, “I’ll Be Your Man” e ha aspettato quasi sei anni per riprovarci. Questa volta con un contratto, firmato lo scorso autunno, con la Sub Pop ha pubblicato il secondo disco: Acquainted With Night.

Lael Neale Acquainted With NightAcquainted With Night è una sorprendente esperienza di ascolto. La voce di Neale e i testi strani e misteriosi che meditano sulla banalità del rituale giornaliero, sono il fascino principale di un disco molto personale, intriso di viscerale emotività, gioie, dolori e amori gesti quotidiani come piegare le lenzuola o guardare gli estranei dalla finestra, creando tenui e nostalgiche tracce con domande senza risposte che delicatamente rivolge all’ascoltatore.

Tra i suoi riferimenti letterari, come lei stessa ha dichiarato, c’è la poesia di Mary Oliver, anche tramite per la sua fonte originaria: la natura.
Acquainted With Night non è solo una reinvenzione del folk, ma è anche un disco di sperimentazione dove le melodie vengono arrangiate con toni dissonanti e inquietanti. I suoni elettronici dell’Omnichord uniti ai ritmi spartani di batteria, anche se rendono il suono meno pulito, lo riconsegnano meno anonimo.
Guy Blakeslee, ha aiutato Lael con l’elettronica e a lui va parte del merito di aver dato al disco questa percezione vintage.

Tutte le dieci canzoni di Lael Neale ti prendono e ti conducono rivelando la loro vera natura a poco a poco, ma lasciandoti alla disperata ricerca di quello che stanno cercando di dirti.
L’energia grezza e l’arrangiamento scarno di questi brani era stata preannunciata in qualche modo dalla stessa Neale che aveva in un comunicato stampa dichiarato di “vagliare ciò che [non] fosse essenziale“, la Neale liberando le canzoni da quello che lei riteneva non essenziale le ha ridato quella vitalità di cui erano state private.

Blue Vein è il punto di partenza ideale, questo è l’unico brano in cui lei suona la chitarra, il suo strimpellare si addice a alle immagini country che ci trasmette, ci parla di campi innevati ragazze con i denti non curati e di genitori forse morti, la sua splendida voce resta monocorde poi nel finale “I’m gonna fly” prende il volo e resta solo una straordinaria tristezza.
Il resto del disco scorre cupo e malinconico e la scelta dell’Omnichord si adatta perfettamente a questa atmosfera, così come alla bella voce di Lael.

Lael Neale è un incrocio tra l’australiana Julia Jacklin, Angel Olsen e Karen Dalton e anche con tutte le sue imperfezioni ha la giusta ambizione per essere più sensuale e più inquieta delle colleghe.
Acquainted With Night ha un grande potenziale ed è dannatamente unico, ascoltatelo attentamente.
Cesare de Stefano

genere: lo-fi, folk
Lael Neale
Acquainted With Night
etichetta: Sub Pop
data di uscita: 19 febbraio 2021
brani: 10
durata: 00:39:40
album: singolo

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