Larry Brilliant, i vaccini, le lettere dell’afabeto greco e la pandemia.

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Larry Brilliant è noto per essere un epidemiologo di fama che faceva parte del gruppo di scienziati dell’OMS che, dal 1973 al 1976, definì i criteri per debellare il vaiolo. Medicina eroica a quel tempo, rispetto all’attuale, ma anche più rigorosa e con poche fughe in avanti, oppure indietro, dei suoi specialisti. Ha rilasciato dichiarazioni alla CNBC [1], un canale che trasmette notizie economiche h 24, che non dicono nulla in più che non fosse già stato detto, forse solo non in modo così esaustivo e completo nella stessa occasione.
Evidente commistione quindi tra economia e pandemia proprio perché la guerra la si vincerà trovando equilibrio tra queste due componenti e pure con il difficile compito di far comprendere al più alto numero possibile che o se ne esce insieme, e quando dico insieme dico con la Scienza a fare da capofila, oppure resta la manzoniana Divina Provvidenza, che mica sarebbe male se decidesse di aiutare!

Larry Brilliant, formatosi all’Università del Michigan ed alla Wayne State University, ha riassunto come ulteriore voce autorevole, quelli che sono i criteri sui quali fondare le previsioni circa la pandemia attuale e dell’immediato futuro. Lo ha fatto elaborando studi su quanto emerso nei contagi in California ed a NewYork che pare abbiano analogo andamento del contagio rilevato per la Delta in Gran Bretagna (contagi scesi da circa 47.700 a 26.000) ed India (passati al di sotto di 50.000 dopo aver raggiunto picchi di 390.000).
I modelli di Brilliant appaiono come grafici a V invertita. Cioè si tratta di incrementi velocissimi di contagio che raggiungono subito il vertice, grazie alle caratteristiche di elevata contagiosità del virus, che presto raggiunge ed esaurisce il numero di soggetti aggredibile per poi, altrettanto velocemente ridiscendere.
Quanto accaduto a San Francisco e New York. Secondo l’esperto non si era mai visto nulla a più alta contagiosità della variante Delta, pensa inoltre che si sia più vicini all’inizio del contagio che alla fine ed avverte che “le lettere dell’alfabeto greco non sono terminate […] ed altre potrebbero avvicendarsi”.
La ragione della preoccupazione è che solo il 15% della popolazione mondiale è vaccinato e che in 100 paesi solo il 5% della popolazione è stato protetto. È ovvio che non è vaccinando il caseggiato al quale si appartiene che si può sperare di vincere il proliferare del virus che è sempre pronto a replicare con varianti in grado di aggirare gli ostacoli.

Questo è il quadro da sconfiggere e lo si deve fare con ogni sforzo, anche vaccinando tutti in oltre 200 paesi per scongiurare definitivamente il rischio di questa super variante; lo si deve fare ovviamente adesso che si hanno gli strumenti per contrastare il contagio con vaccini in grado di essere efficaci contro la Delta. Considerare inoltre il rischio che si generi questa supervariante, non deve spaventare, esso è ragionevolmente al momento molto basso, non potrà però essere escluso e fin quando non si avrà tale certezza, non si potrà dire di essere fuori dalla pandemia. Probabilmente si dovrà anche vaccinare i ragazzi e gli adolescenti dai 12 ai 17 anni, la qual cosa significherà aumentare gli inoculi – ad esempio – tra i 12 ed i 14 milioni nelle sole Filippine.
Prima però di pensare a dare immunità ai ragazzi che riprenderanno le attività scolastiche a breve, occorrerà che si pensi anche a dare una dose di richiamo agli ultrasessantenni ed a coloro che hanno un sistema immunitario debole perché dovrebbero già aver esaurito la loro scorta di anticorpi neutralizzanti acquisita con la vaccinazione effettuata da circa 6 mesi [2].

Se le argomentazioni di Larry Brilliant fossero reali e pertinenti come sembrano, occorrerebbe chiedersi a che punto è la produzione reale di vaccini nel mondo, se essa potrebbe essere sufficiente a quanto suggerito per l’intera popolazione che ne avrebbe bisogno, e se la tempistica per eseguire gli inoculi consentirebbe di essere efficaci in questo momento che è ancora quello propizio. Rincorrere le replicazioni virali a causa di una quantità di inoculi insufficiente, oppure di scarsità di vaccini o mancanza di volontà, servirebbe solo a tornare all’inizio, come ad un interminabile gioco dell’oca. Non può essere questo quello che la cooperazione mondiale potrà ottenere.
Emidio Maria Di Loreto

[1] https://www.cnbc.com/2021/08/09/covid-epidemiologist-larry-brilliant-on-delta-variant-vaccinations.html
[2] https://www.gmanetwork.com/news/news/nation/798593/fda-vaccinating-children-vs-covid-19-would-mean-12m-to-14m-more-people-to-vaccinate/story/

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