L’assenza delle politiche di sinistra nelle riforme di Renzi

Presidenza del Consiglio dei Ministri
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Renzi ha detto di essere stato l’unico a portare la sinistra oltre il 40% dei consensi. Affermazione con tante, troppe imprecisioni. Chi ha votato SI al referendum l’ha fatto per la stabilità, perché credeva alla bontà delle modifiche o all’attivismo e alla capacità del Premier di attuare una politica di riforme e di semplificazione, non per il consenso alle riforme di “sinistra”. Questo perché non sono state fatte riforme di sinistra.
È stato il  Governo dei voucher, dell’impoverimento dei risparmiatori con piccoli investimenti nelle banche in crisi, dell’incremento dei poveri e degli squilibri con il Sud, il cui Pil pro capite è ormai la metà di quello del Centro-Nord. Della cancellazione dell’art. 18.
Come ha detto il sociologo de Masi, Renzi ha completato la trasformazione del PCI, che Occhetto e Dalema avevano traghettato verso la socialdemocrazia, trasformandolo in partito neoliberista che preferisce dialogare con Marchionne piuttosto che con i sindacati.

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