L’autismo affrontato con la Terapia Multisistemica in Acqua

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La Terapia Multisistemica in Acqua (TMA) metodo Caputo-Ippolito nasce come intervento rivolto soprattutto a personecon autismo e si sviluppa a partire dalla ventennale esperienza sul campo svolta da due psicologi psicoterapeuti Giovanni Ippolito e Giovanni Caputo.
La pubblicazione, nel 2008,  del libro “La Terapia Multisistemica in Acqua” ha reso possibile la divulgazione degli aspetti teorici e pratici di questa nuova modalità di intervento che, negli  ultimi anni, si sta diffondendo sempre di più, incontrando un grande favore da parte di famiglie, neuropsichiatri e operatori che seguono ragazzi con questo tipo di problematiche.
La TMA metodo Caputo-Ippolito non si prefigge l’obiettivo di essere il migliore e unico intervento possibile. Ma si insiste sul concetto che questa terapia debba essere integrata alle altre attività proposte dalle equipe multidisciplinari. Lavorare con un disturbo ancora tanto sconosciuto quale quello autistico rende impossibile, nonché del tutto improduttiva, la scelta di un’unica modalità di trattamento.
Il disturbo autistico infatti è un complesso disordine dello sviluppo biologicamente determinato con insorgenza precoce (entro i tre anni) che interessa prevalentemente le aree dell’interazione sociale reciproca, della comunicazione e del comportamento. Sono ancora sconosciuti i fattori causali che lo generano e solo nel 10 % dei casi si riesce a spiegarne l’origine. Questa patologia è presente e descritta in tutte le popolazioni del mondo, di ogni razza e ambiente sociale: non presenta prevalenze geografiche e/o etniche. Il disturbo presenta, viceversa, una prevalenza disesso,in quanto sembra colpire da 3 a 4 volte di più i maschi rispetto alle femmine (SINPIA, 2005).
Questo funzionamento mentale atipico accompagnerà il soggetto per tutto il resto della sua vita così  è fondamentale che ogni individuo in cui si sviluppa questa problematica venga adeguatamente preso in carico all’interno di equipe multidisciplinari con interventi individualizzati, per favorire il massimo adattamento della persona al suo ambiente e garantirle una soddisfacente qualità della vita (SINPIA, 2005).

Che cos’è la TMA?
La Terapia Multisistemica in Acqua è una nuova modalità di trattamento che si situa in un’area intermedia: contiene elementi appartenenti sia alla famiglia degli approcci comportamentali, sia alla famiglia degli approcci evolutivi, risultando quindi un intervento integrato.
La definiamo terapia in quanto si attua attraverso la “pianificazione” di un intervento individualizzato e interpersonale, volto ad influenzare i disturbi del comportamento con mezzi prettamente psicologici verbali e non verbali, in vista di un obiettivo elaborato, che può essere la riduzione dei sintomi o la modificazione delle capacità comunicative e relazionali. A tal fine, vengono utilizzate metodologie e procedure tecnico-sperimentali che si rifanno ad orientamenti teorici riconosciuti. La TMA è multisistemica perché valuta ed interviene sui diversi sistemi funzionali del bambino, ossia sul sistema relazionale, cognitivo, comportamentale, senso motorio e motivazionale. Tra questi è soprattutto il sistema relazionale ad essere attivato prioritariamente dalla terapia in acqua e secondo gli autori, i miglioramenti degli altri sistemi sono una conseguenza degli interventi che si fanno su questo sistema.
Quindi la TMA si presenta come una terapia che sfrutta un elemento naturale, l’acqua, all’interno di un ambiente strutturato (piscina pubblica) secondo un modello teorico di riferimento e una metodologia organizzata attraverso fasi che si avvale di tecniche cognitive, comportamentali, relazionali e senso-motorie. L’acqua tuttavia è semplicemente un mezzo che consente il raggiungimento di obiettivi terapeutici precisi ed individualizzati che vanno oltre l’implemento delle tecniche natatorie: attraverso il nuoto e le attività in un contesto ludico quale quello della piscina si lavora sul potenziamento di aspetti cognitivi e comportamentali che creeranno/aumenteranno le possibilità di socializzazione e di integrazione sociale del ragazzo sfruttando le opportunità che può offrire un setting quale quello della piscina pubblica.
L’ambiente acquatico inoltre è un contesto ricco di stimoli differenziati in cui è più semplice promuovere il gioco attraverso scambi interpersonali, corporei e relazionali e nel quale è più facile gestire sia gli aspetti emotivi comunicativi che i comportamenti problema, rinforzando il bambino attraverso gratificazioni immediate. L’acqua infatti è un forte “attivatore relazionale”  per mezzo del quale il bambino è istintivamente portato a ricercare il contatto con il terapeuta per bisogno di accudimento o rassicurazione. Sia la paura che il piacere che il bambino sperimenta in acqua vengono  usati come attivatori emozionali e relazionali capaci di far avviare nel bambino una primordiale richiesta di sostegno e accudimento, consentendo al terapeuta di cominciare a lavorare sul sistema relazionale. Grazie all’esperienza di questo contesto il bambino è spinto ad un “aggrappamento istintivo” verso il terapeuta, il quale dovrà essere in grado di trasformare ciò in un attaccamento vero e proprio: egli dovrà diventare la “base sicura” del bambino, da cui si può partire verso l’esplorazione del mondo.
Secondo tali principi, attualmente, oltre 150 bambini con disturbi relazionali e intellettivi in tutta Italia hanno completato la fase dell’integrazione sociale e sono perfettamente inseriti nelle piscine pubbliche non più in rapporto individuale, ma effettuano le normali attività della scuola nuoto
insieme ai loro pari. Abbiamo una squadra agonistica formata da 21 atleti autistici che il 20 Aprile hanno vinto i Campionati regionali di Nuoto della Fisdir, sostenuti e supportati dai loro allenatori (dott. Luigi Sentenza e Corrado Rametta).
La squadra della Terapia Multisistemica in Acqua (metodo Caputo – Ippolito), in Italia è la squadra che ha un maggior numero di atleti con tale patologia.

Segnaliamo due eventi
Sempre grazie al finanziamento dell’Ambito 16  dei Comuni di Ercolano e Torre del Greco sono state organizzate due manifestazioni nazionali.
Domenica 5 Maggio ci sarà il convegno denominato “Diverse abilità, Autismo e Integrazione Sociale” che vedrà coinvolti numerosi docenti di fama nazionale presso il MAV di Ercolano.
Domenica 12 Maggio presso il Centro Sportivo Portici del Gruppo Cesaro, dove parteciperanno alla manifestazione 200 bambini e ragazzi autistici provenienti da tutta Italia e nella stessa manifestazione saranno presentati i risultati del progetto Tma Comune di Ercolano e Torre del Greco.

Martina Fei, Giovanni Caputo e Giovanni Ippolito

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